Fecondazione assistita in Italia solo se sposati

22 agosto 2011 11:070 commenti

Vai prima possibile”, questo messaggio è presente in tutte le strutture che si occupano di fecondazione assistita in Italia, paese che occupa il primo posto del  turismo riproduttivo, in Europa.

Circa 10.000 coppie italiane ogni anno migrano verso la Svizzera, il Belgio e la Spagna

Si tratta, soprattutto, di coppie eterosessuali sposate (82%) o conviventi (18%) e con un’età media di 37 anni, secondo il Centro Europea per la Fecondazione Assistita, che si occupa di eludere la legge 40, approvata dal governo Berlusconi nel 2004. 

La norma, nonostante le proteste, pone un limite sulla tecnica:  “Non deve essere creato un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre”, la norma vieta anche la diagnosi pre-impianto e la donazione di ovuli o sperma al di fuori della coppia. 

La legge 40 si è ispirata alla premessa che l’ovulo fecondato ha la stessa dignità di un essere umano. Così si esclude la possibilità di fecondare in uno  stesso trattamento più ovuli, congelare un embrione, scartando quelli non sani e impiantare nell’utero della  donna, un numero che il medico ritiene necessario. 


Nel 2005, venne proposto un referendum per modificare la legge, i cittadini italiani furono chiamati ad esprimersi sull’abrogazione di alcune parti della legge 40, vinse l’astensionismo. Molte furono anche le pressioni da parte delle associazioni cattoliche e della Chiesa. 

Nel 2009, la Corte Costituzionale ha accolto il ricorso presentato da alcune coppie sull’applicazione di alcune norme, dichiarando illegittima una parte della legge.  

Quindi, oggi il medico non ha limiti sul numero di embrioni, e può optare per la crioconservazione (conservare cellule vive, spec. embrioni, a temperature bassissime), di alcuni embrioni e impiantarne nell’utero altri, dice Elisabetta Feliciani, ginecologa presso il SISMeR di Bologna. 

Tuttavia la grande differenza tra l’Italia e altri stati europei come la Spagna, è il divieto di donazioni al di fuori della coppia. 

Il 60% delle coppie che si separano è perché necessitano di ovuli o semi di altri donatori. 

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Ultimo aggiornamento 22 agosto 2011 ore 13,05






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