Il datore di lavoro può controllare le email dei dipendenti

24 febbraio 2012 10:380 commenti

Spinoso il problema del rapporto fra internet e la privacy in ufficio. Il datore di lavoro, pubblico e privato, non può controllare la posta elettronica e gli accessi a internet del dipendente.

Ma può farlo in casi eccezionali.

Con la sentenza 2722/2012, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un dirigente di banca e ha stabilito che l’azienda può controllare la corrispondenza elettronica del dipendente qualora ci siano elementi necessari per avviare un’indagine. E se l’indagine, attraverso i dati emersi dalla corrispondenza telematica, rivela violazioni gravi, è possibile anche procedere al licenziamento.

La sentenza riguarda il caso di un alto funzionario di banca che nel 2004 era stato licenziato per giusta causa, reo di aver divulgato a soggetti esterni all’azienda delle mail con notizie riservate di un cliente della banca. Tramite queste notizie il funzionario aveva anche ricavato un vantaggio economico personale.

I primi due gradi della sentenza avevano condannato il dipendente che aveva violato il regolamento interno al luogo di lavoro nonché il codice deontologico. Vano il ricorso in Cassazione del dipendente che si era appellato al fatto che il controllo telematico non riguardava lo svolgimento della prestazione lavorativa e aveva accusato l’azienda di aver violato le garanzie dello Statuto dei lavoratori sui limiti dei controlli.

Anche la sentenza della Cassazione ha confermato le precedenti visto che di fatto il dipendente aveva divulgato informazioni protette e che il controllo verteva al controllo di comportamenti illeciti, guarda caso, poi effettivamente riscontrati.

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