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Mobbing sul lavoro e conseguenze

mobbingIl mobbing nell’ambiente di lavoro è il comportamento persecutorio tenuto da un dirigente, o datore di lavoro o dagli stessi colleghi ai danni di un di un dipendente.

Comportamenti vessatori che potrebbero identificarsi in una causa di mobbing sono molteplici,quali ad esempio: abusi psicologici, demansionamento, emarginazione e umiliazioni, questa condotta protratta nel tempo può essere pregiudizievole alla dignità e alla salute psicofica del lavoratore.

Nella pluralità dei casi questo atteggiamento è esercitato dal dirigente o dal datore di lavoro per indurre il dipendente ad abbandonare il posto di lavoro, in quanto il licenziamento potrebbe essere inammissibile.

Per parlare di mobbing l’esercizio oppressivo deve prolungarsi in un tempo non inferiore ai 6 mesi.

Il lavoratore che subisce questi soprusi dovrebbe rivolgersi ad un legale o  ad un sindacato questi lo accompagneranno, sia nell’intraprendere un’azione legale nei confronti dell’individuo lesivo, sia nella predisposizione di tutti gli atti occorrenti, inoltre consiglieranno al lavoratore leso di sottoporsi ad una visita medica specialistica.

C’è da considerare che il mobbing non proviene esclusivamente dal dirigente o chi per esso, questa condotta malsana può essere tenuta anche dagli stessi colleghi, in questo caso il mobbing è di tipo ambientale.

In Italia le cause di mobbing sono solo all’inizio, ma il livello di riconoscimento è piuttosto alto.

I riferimenti normativi sui quali principalmente si basa il diritto per una causa di mobbing sono ancora gli  artt. 582 e 590 c.p.che si riferiscono alle lesioni personali, e gli artt. 594 e 595 c.p. che riguardano i reati di ingiuria e diffamazione.