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Successione ereditaria

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La successione si verifica quando una persona subentra nel rapporto giuridico di cui era titolare un’altra persona.

Può avvenire per atto tra vivi (inter vivos) o per causa di morte (mortis causa). 

La successione per causa di morte (o ereditaria) si ha nel momento del decesso di una persona. La morte produce la fine della persona fisica, l’estinzione dei diritti della personalità e la trasmissione dei diritti patrimoniali (ad eccezione di quelli strettamente inerenti alla persona usufrutto, uso, abitazione). 

Pertanto il diritto ereditario è il complesso delle norme secondo le quali alla morte di una persona (de cuius), il suo patrimonio si trasmette ad altre persone (eredi o legatari). 

La successione legittima interviene solo in mancanza di un testamento (parziale o totale).  In questo caso la legge tutela le aspettative dei membri della famiglia del defunto e chiama all’eredità: 

  • il coniuge superstite,
  • i parenti più prossimi (figli o discendenti, in mancanza dei figli ascendenti e i fratelli e le sorelle del defunto, o collaterali fino al sesto grado di parentela)
  • in mancanza dei precendenti, lo Stato.  
  1. Il coniuge superstite succede al coniuge defunto come erede, anche se separato giudizialmente o consensualmente e ha facoltà di abitare la casa coniugale anche se di proprietà dell’estinto. Se il coniuge concorre all’eredità con un solo figlio del defunto, legittimo o naturale (o suoi discendenti per diritto di rappresentazione), gli  spetta la metà dell’eredità,  se i figli sono più di uno,  gli spetta un terzo dell’eredità.  In mancanza di figli può concorrere con ascendenti e con fratelli e sorelle del defunto.
  2. Parenti più prossimi del defunto. Al padre a alla madre  succedono i figli legittimi (pertanto anche adottivi). Se i figli sono premorti,  succedono i loro discendenti.  L’eredità viene divisa in parti uguali.  I figli escludono tutti gli altri parenti e concorrono solo con il coniuge superstite.
  3. Se il defunto non lascia prole, al coniuge superstite spettano i due terzi dell’eredità e ai genitori e ai fratelli complessivamente un terzo (da suddividere in parti uguali).
  4. Se mancano tutti i precedenti successibili,  l’eredità si apre a favore del parente o parenti più prossimi,  senza distinzione di linea.  Anche in questo caso, vige la regola che il parente più vicino esclude gli altri. La successione non ha luogo tra i parenti oltre il sesto grado. (art. 572 cod.civ.).
  5. Infine se mancano i successibili delle categorie precedenti, l’eredità è devoluta allo Stato. Lo Stato non risponde dei debiti ereditari oltre il valore dei beni acquistati.