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730 2018 precompilato: ecco a cosa dovete far attenzione

La dichiarazione precompilata è a disposizione dei contribuenti. Da metà aprile la dichiarazione precompilata (modelli 730 e Redditi), messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, può essere visualizzata e consultata. E’ una delle novità, in materia fiscale, di questo primo quadrimestre del 2018: a disposizione dei contribuenti una dichiarazione dei redditi precompilata con diversi dati già inseriti. Dalle spese sanitarie a quelle universitarie; dalle spese funebri ai premi assicurativi, dai contributi previdenziali ai bonifici per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica, e altro ancora.

Facile che non tutto ti sia chiaro e soprattutto che qualcosa non ti torni. Dal 16 aprile il precompilato lo puoi visualizzare sul sito dell’Agenzia delle Entrate (ma per farlo ricordati di recuperare il PIN) e dal 2 maggio potrai finalmente modificarlo e inviare il tutto. Fino ad allora, consiglia Altroconsumo, è bene però armarsi di pazienza e controllare cifre e voci di spesa già inseriti nel modello precompilato. In particolare ti suggeriamo di guardare con cura cinque aspetti del tuo 730, perché i conti potrebbero non tornare. Potrebbero mancare i rendiconti esatti sulle spese mediche, mentre per quel che riguarda le assicurazioni sanitarie spesso viene comunicato solo il totale. Altro nodo è quello dei rimborsi a cavallo dell’anno: figurano spesso come “altri redditi”. Altre questioni da controllare sono gli interessi sul mutuo, visto che spesse volte la voce compare due volte. Infine le spese di ristrutturazione e riqualificazione vanno inserite a mano.

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Oltre 20 milioni di contribuenti italiani che quest’anno hanno presentato il modello 730 potranno recuperare almeno 9,5 miliardi di euro. Ammonta a circa 900 euro il rimborso medio che il fisco erogherà a ciascun dipendente attraverso il proprio datore di lavoro, mentre si aggirerà intorno ai €800 l’importo meglio che l’Inps restituirà a ogni pensionato. Queste Stime sono state lavorate proprio nelle scorse ore dall’ufficio studi della Cgia in vista della possibilità di poter accedere a partire da domani dal sito dell’agenzia delle entrate al proprio modello 730 precompilato che come sappiamo è relativo alla dichiarazione dei redditi 2018. Ovviamente la presentazione del Modello 730 fornisce una chiara occasione per i contribuenti per poter accedere a rimborsi e detrazioni e quindi rappresenta una grande opportunità per le finanze di tante famiglie italiane e sembra proprio che quest’anno saranno circa 20 milioni gli italiani che a partire da domani potranno inoltrare all’Agenzia delle Entrate il proprio modello 730 precompilato relativo proprio come già abbiamo detto alla dichiarazione dei redditi del 2018.

Da qualche anno il modello 730 è diventato lo strumento fiscale più amato dai contribuenti italiani per recuperare detrazioni, deduzioni e oneri ai fini Irpef”, è questo quanto dichiarato dal coordinatore dell’ufficio studi della cgia di Mestre Paolo Zabeo. Quindi per poter fare la dichiarazione dei redditi, il modello 730 precompilato sarà disponibile a partire dalla giornata di domani lunedì 16 aprile 2018 ed a questo potranno accedere diversi tipi di contribuenti per poter ottenere vantaggi ma soprattutto rimborsi per tante spese sostenute. Nel caso di presentazione senza modifiche non si sarà oggetti ad alcun tipo di controllo e quest’anno sono davvero tante le cose che potranno essere scaricate per farsele rimborsare o dal datore di lavoro o dall’INPS direttamente in busta paga.

Quindi potranno accedere i lavoratori dipendenti, Ma anche i pensionati ed infine ci sono altri contribuenti che possono sempre decidere di inviare il modello 730 all’Agenzia delle Entrate. Dunque a presentarlo e utilizzare il modello 730 sono i lavoratori dipendenti o pensionati, i quali possono integrare o modificare ed inviare online direttamente il modello 730 ma possono anche farlo i lavoratori italiani all’estero e tutte le persone che ricevono dei redditi da lavoro dipendente come indennità di mobilità o l’assegno di disoccupazione.

Utilizzano anche il modello 730 i sacerdoti della chiesa e i lavoratori a tempo determinato oppure per un periodo inferiore all’anno solare. Riguardo le scadenze diciamo subito che la dichiarazione per i redditi dell’anno scorso ha la scadenza del 30 luglio invece che del 30 giugno. Rispetto allo scorso anno, ci sono delle novità riguardo la compilazione la presentazione del Modello 730 precompilato. Nello specifico pare siano aumentate le detrazioni per interventi antisismici o di riqualificazione energetica su parti comuni di condominio e pare che sia salita a €717 la soglia minima per le spese di istruzione fino alle superiori.

Perché conviene il Modello 730 I lavoratori dipendenti e i pensionati (in possesso di determinati redditi) possono presentare la dichiarazione con il modello 730. Utilizzare il modello 730 è vantaggioso, in quanto il contribuente:

 non deve eseguire calcoli e pertanto la compilazione è più semplice;  ottiene il rimborso dell’imposta direttamente nella busta paga o nella rata di pensione, a partire dal mese di luglio (per i pensionati a partire dal mese di agosto o di settembre);  se deve versare delle somme, queste vengono trattenute dalla retribuzione (a partire dal mese di luglio) o dalla pensione (a partire dal mese di agosto o settembre) direttamente nella busta paga. 2. Modello 730 precompilato Per chi viene predisposto A partire dal 15 aprile, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati il modello 730 precompilato sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

Quali informazioni contiene Per la predisposizione del modello 730 precompilato, l’Agenzia delle entrate utilizza le seguenti informazioni:  i dati contenuti nella Certificazione Unica, che viene inviata all’Agenzia delle entrate dai sostituti d’imposta: ad esempio, i dati dei familiari a carico, i redditi di lavoro dipendente o di pensione, le ritenute Irpef, le trattenute di addizionale regionale e comunale, i compensi di lavoro autonomo occasionale;  gli oneri deducibili o detraibili che vengono comunicati all’Agenzia delle entrate, quali spese sanitarie e relativi rimborsi, interessi passivi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, contributi versati per i lavoratori domestici, bonifici effettuati nell’anno 2015 per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per l’arredo degli immobili ristrutturati e per interventi finalizzati al risparmio energetico, ecc.;  alcune informazioni contenute nella dichiarazione dei redditi dell’anno precedente: ad esempio, i dati dei terreni e dei fabbricati, gli oneri che danno diritto a una detrazione da ripartire in più rate annuali (come le spese sostenute negli anni precedenti per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per l’arredo degli immobili ristrutturati e per interventi finalizzati al risparmio energetico), i crediti d’imposta e le eccedenze riportabili;  altri dati presenti nell’Anagrafe tributaria: ad esempio, le informazioni contenute nelle banche dati immobiliari (catasto e atti del registro), i pagamenti e le compensazioni effettuati con il modello F24. Le principali fonti utilizzate per precompilare i quadri del modello 730 sono elencate nel seguente prospetto:

Per accedere a questa sezione è necessario essere in possesso del codice Pin, che può essere richiesto:  online, accedendo al sito dell’Agenzia www.agenziaentrate.gov.it e inserendo alcuni dati personali;  per telefono, chiamando il servizio di risposta automatica al numero 848.800.444 (al costo di una telefonata urbana);  in ufficio, presentando un documento di identità. È possibile accedere al 730 precompilato anche utilizzando le credenziali dispositive rilasciate dall’Inps o la Carta Nazionale dei Servizi. Ulteriori modalità di accesso alla dichiarazione precompilata sono indicate sul sito internet dell’Agenzia delle entrate. Nella sezione del sito internet dedicata al 730 precompilato è possibile visualizzare:

 il modello 730 precompilato;  un prospetto con l’indicazione sintetica dei redditi e delle spese presenti nel 730 precompilato e delle principali fonti utilizzate per l’elaborazione della dichiarazione (ad esempio i dati del sostituto che ha inviato la Certificazione Unica oppure i dati della banca che ha comunicato gli interessi passivi sul mutuo). Se le informazioni in possesso dell’Agenzia delle entrate risultano incomplete, queste non vengono inserite direttamente nella dichiarazione ma sono esposte nell’apposito prospetto per consentire al contribuente di verificarle ed eventualmente indicarle nel 730 precompilato. Ad esempio, dall’Anagrafe tributaria può risultare l’atto di acquisto di un fabbricato, di cui però non si conosce la destinazione (sfitto, dato in comodato, ecc.).

Nello stesso prospetto sono evidenziate anche le informazioni che risultano incongruenti e che quindi richiedono una verifica da parte del contribuente. Ad esempio, non vengono inseriti nel 730 precompilato gli interessi passivi comunicati dalla banca se sono di ammontare superiore rispetto a quelli indicati nella dichiarazione dell’anno precedente (gli interessi passivi pagati per i mutui ipotecari infatti generalmente diminuiscono nel corso degli anni);  l’esito della liquidazione: il rimborso che sarà erogato dal sostituto d’imposta e/o le somme che saranno trattenute in busta paga. L’esito della liquidazione non è disponibile se manca un elemento essenziale, quale, ad esempio, la destinazione d’uso di un immobile. Il risultato finale della dichiarazione sarà disponibile dopo l’integrazione del modello 730;  il modello 730-3 con il dettaglio dei risultati della liquidazione.

Il contribuente può accedere alla propria dichiarazione precompilata anche tramite il proprio sostituto che presta assistenza fiscale oppure tramite un Caf o un professionista abilitato. In questo caso deve consegnare al sostituto o all’intermediario un’apposita delega per l’accesso al 730 precompilato. Quando si presenta Il 730 precompilato deve essere presentato entro il 7 luglio, sia nel caso di presentazione diretta all’Agenzia delle entrate sia nel caso di presentazione al sostituto d’imposta oppure al Caf o al professionista. I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo. Come si presenta ò Presentazione diretta Se il contribuente intende presentare il 730 precompilato direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia delle entrate deve:  indicare i dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio;  compilare la scheda per la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef, anche se non esprime alcuna scelta;  verificare con attenzione che i dati presenti nel 730 precompilato siano corretti e completi.

Se il 730 precompilato non richiede nessuna correzione o integrazione, il contribuente lo può accettare senza modifiche. Se, invece, alcuni dati del 730 precompilato risultano non corretti o incompleti, il contribuente è tenuto a modificare o integrare il modello 730, ad esempio per aggiungere un reddito non presente. Inoltre, il contribuente può aggiungere gli oneri detraibili e deducibili non presenti nella dichiarazione precompilata, ad esempio le spese per le attività sportive praticate dai figli. In questi casi vengono elaborati e messi a disposizione del contribuente un nuovo modello 730 e un nuovo modello 730-3 con i risultati della liquidazione effettuata in seguito alle modifiche operate dal contribuente.

Una volta accettato o modificato, il modello 730 precompilato può essere presentato direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia delle entrate. A seguito della trasmissione della dichiarazione, nella stessa sezione del sito internet viene messa a disposizione del contribuente la ricevuta di avvenuta presentazione. Se, dopo aver effettuato l’invio del 730 precompilato, il contribuente si accorge di aver commesso degli errori, le rettifiche devono essere effettuate con le modalità descritte nel paragrafo “Rettifica del modello 730”. ò Presentazione tramite sostituto d’imposta, Caf o professionista abilitato In alternativa alla presentazione diretta tramite il sito internet, il modello 730 precompilato può essere presentato:  al proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), se quest’ultimo ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale;  a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato (consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere o perito commerciale). Il contribuente deve consegnare al sostituto d’imposta, al Caf o al professionista un’apposita delega per l’accesso al proprio modello 730 precompilato.

Presentazione al sostituto d’imposta Chi presenta la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1, in busta chiusa. Il modello riporta la scelta per destinare l’8, il 5 e il 2 per mille dell’Irpef. Può anche essere utilizzata una normale busta di corrispondenza indicando “Scelta per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef”, il cognome, il nome e il codice fiscale del dichiarante. Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale e i dati anagrafici. In caso di dichiarazione in forma congiunta le schede per destinare l’8, il 5 e il 2 per mille dell’Irpef sono inserite dai coniugi in due distinte buste.

Su ciascuna busta vanno riportati i dati del coniuge che esprime la scelta. Prima dell’invio della dichiarazione all’Agenzia delle entrate e comunque entro il 7 luglio, il sostituto d’imposta consegna al contribuente una copia della dichiarazione elaborata e il prospetto di liquidazione, modello 730-3, con l’indicazione del rimborso che sarà erogato e delle somme che saranno trattenute. Si consiglia di controllare attentamente la copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione elaborati dal sostituto d’imposta per riscontrare eventuali errori. Presentazione al Caf o al professionista abilitato Chi si rivolge a un Caf o a un professionista abilitato deve consegnare oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1, in busta chiusa.

Il modello riporta la scelta per destinare l’8, il 5 e il 2 per mille dell’Irpef. Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale e i dati anagrafici. Il contribuente deve sempre esibire al Caf o al professionista abilitato la documentazione necessaria per verificare la conformità dei dati riportati nella dichiarazione. Il contribuente conserva la documentazione in originale mentre il Caf o il professionista ne conserva copia che può essere trasmessa, su richiesta, all’Agenzia delle entrate. I principali documenti da esibire sono:  la Certificazione Unica e le altre certificazioni che documentano le ritenute;  gli scontrini, le ricevute, le fatture e le quietanze che provano le spese sostenute.

Il contribuente non deve esibire i documenti che riguardano le spese deducibili già riconosciute dal sostituto d’imposta, né la documentazione degli oneri detraibili che il sostituto d’imposta ha già considerato quando ha calcolato le imposte e ha effettuato le operazioni di conguaglio, se i documenti sono già in possesso di quest’ultimo;  gli attestati di versamento d’imposta eseguiti con il modello F24;  la dichiarazione modello Unico in caso di crediti per cui il contribuente ha richiesto il riporto nella successiva dichiarazione dei redditi. Più in generale il contribuente deve esibire tutti i documenti che dimostrano il diritto alle deduzioni e detrazioni richieste in dichiarazione.

I documenti relativi alla dichiarazione di quest’anno vanno conservati fino al 31 dicembre 2020, termine entro il quale l’amministrazione fiscale può richiederli. I Caf o i professionisti abilitati hanno l’obbligo di verificare che i dati indicati nel modello 730 siano conformi ai documenti esibiti dal contribuente (relativi a oneri deducibili e detrazioni d’imposta spettanti, alle ritenute, agli importi dovuti a titolo di saldo o di acconto oppure ai rimborsi) e rilasciano per ogni dichiarazione un visto di conformità (ossia una certificazione di correttezza dei dati). Se il Caf o il professionista appone un visto di conformità infedele, è tenuto al pagamento di una somma pari all’importo dell’imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente a seguito dei controlli formali da parte dell’Agenzia delle entrate (ai sensi dell’articolo 36-ter del D.P.R. n. 600 del 1973), sempre che il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente.

Se entro il 10 novembre dell’anno in cui la violazione è stata commessa il Caf o il professionista trasmette una dichiarazione rettificativa del contribuente oppure, se il contribuente non intende presentare la nuova dichiarazione, trasmette una comunicazione dei dati relativi alla rettifica, la somma dovuta dal Caf o dal professionista è pari all’importo della sola sanzione. Prima dell’invio della dichiarazione all’Agenzia delle entrate e comunque entro il 7 luglio, il Caf o il professionista consegna al contribuente una copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione, modello 730-3, elaborati sulla base dei dati e dei documenti presentati dal contribuente. Nel prospetto di liquidazione sono evidenziate le eventuali variazioni intervenute a seguito dei controlli effettuati dal Caf o dal professionista e sono indicati i rimborsi che saranno erogati dal sostituto d’imposta e le somme che saranno trattenute. Si consiglia di controllare attentamente la copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione elaborati dal Caf o dal professionista per riscontrare eventuali errori.

Vantaggi sui controlli Se il 730 precompilato viene presentato senza effettuare modifiche direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia oppure al sostituto d’imposta non saranno effettuati i controlli documentali sugli oneri detraibili e deducibili che sono stati comunicati all’Agenzia delle entrate. I controlli documentali possono riguardare, invece, i dati comunicati dai sostituti d’imposta mediante la Certificazione Unica. La dichiarazione precompilata si considera accettata anche se il contribuente effettua delle modifiche che non incidono sul calcolo del reddito complessivo o dell’imposta (ad esempio se vengono variati i dati della residenza anagrafica senza modificare il comune del domicilio fiscale).

Se il 730 precompilato viene presentato, con o senza modifiche, al Caf o al professionista abilitato, i controlli documentali saranno effettuati nei confronti del CAF o del professionista anche sugli oneri detraibili e deducibili che sono stati comunicati all’Agenzia delle entrate. L’Agenzia delle entrate potrà comunque richiedere al contribuente la documentazione necessaria per verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi per fruire di queste agevolazioni. Ad esempio, potrà essere controllata l’effettiva destinazione dell’immobile ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto, nel caso di detrazione degli interessi passivi sul mutuo ipotecario per l’acquisto dell’abitazione principale.

3. Modello 730 ordinario (non precompilato) Il contribuente che riceve il modello 730 precompilato non è obbligato ad utilizzarlo. Può infatti presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il modello 730 o il modello Unico). Il contribuente che riceve il modello 730 precompilato, ma ha percepito altri redditi che non possono essere dichiarati con il modello 730 (ad esempio redditi d’impresa), non può utilizzare la dichiarazione precompilata, ma deve presentare la dichiarazione utilizzando il modello Unico. Il contribuente che non riceve il modello 730 precompilato (ad esempio perché non è in possesso della Certificazione Unica) deve presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie utilizzando il modello 730, ove possibile, oppure il modello Unico, sempre che non rientri nei casi di esonero descritti nei successivi paragrafi. A chi si presenta Il mod. 730 ordinario può essere presentato al sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, al Caf o al professionista abilitato. I lavoratori dipendenti privi di un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio devono presentare il mod. 730 a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato. Quando e come si presenta Il 730 ordinario si presenta entro gli stessi termini e con le stesse modalità sopra descritte per il 730 precompilato. Nel caso di presentazione al sostituto d’imposta il contribuente deve consegnare il modello 730 ordinario già compilato. Nel caso di presentazione al Caf o al professionista abilitato possono essere richiesti al momento della presentazione della dichiarazione i dati relativi alla residenza anagrafica del dichiarante e il controllo formale è effettuato nei confronti del Caf o del professionista. Sul visto di conformità si applicano le stesse regole sopra descritte per il 730 precompilato.

4. Chi è esonerato dalla presentazione della dichiarazione Il contribuente deve controllare se è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi – modello 730 o modello Unico – oppure se è esonerato. Il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione se ha conseguito redditi nell’anno 2015 e non rientra nelle ipotesi di esonero elencate nelle successive tabelle (l’abitazione principale e le pertinenze citate nelle tabelle sono quelle per le quali non è dovuta l’Imu per il 2015). In questo caso deve verificare se può presentare il modello 730 o deve presentare il modello Unico, secondo le istruzioni fornite nei seguenti paragrafi. La dichiarazione deve comunque essere presentata se le addizionali all’Irpef non sono state trattenute o sono state trattenute in misura inferiore a quella dovuta. La dichiarazione deve essere presentata anche se sono stati percepiti esclusivamente redditi che derivano dalla locazione di fabbricati per i quali si è optato per la cedolare secca e se non è stato trattenuto dal sostituto d’imposta il contributo di solidarietà. La dichiarazione può essere presentata, anche in caso di esonero, per dichiarare eventuali spese sostenute o fruire di detrazioni o per chiedere rimborsi relativi a crediti o eccedenze di versamento che derivano dalle dichiarazioni degli anni precedenti o da acconti versati per il 2015.

Possono utilizzare il modello 730 precompilato o ordinario, i contribuenti che nel 2016 sono:  pensionati o lavoratori dipendenti (compresi i lavoratori italiani che operano all’estero per i quali il reddito è determinato sulla base della retribuzione convenzionale definita annualmente con apposito decreto ministeriale);  persone che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente (es. integrazioni salariali, indennità di mobilità);  soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca;  sacerdoti della Chiesa cattolica;  giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive (consiglieri regionali, provinciali, comunali, ecc.);  persone impegnate in lavori socialmente utili;  lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo inferiore all’anno. Questi contribuenti possono rivolgersi: – al sostituto d’imposta, se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese di aprile al mese di luglio 2016; – a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato, se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese di giugno al mese di luglio 2016 e si conoscono i dati del sostituto d’imposta che dovrà effettuare il conguaglio;  personale della scuola con contratto di lavoro a tempo determinato, che si può rivolgere al sostituto d’imposta o a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato, se il contratto dura almeno dal mese di settembre dell’anno 2015 al mese di giugno dell’anno 2016;  lavoratori che posseggono soltanto redditi di collaborazione coordinata e continuativa (art. 50, comma 1, lett. c-bis, del TUIR) almeno nel periodo compreso tra il mese di giugno e il mese di luglio 2016 e conoscono i dati del sostituto che dovrà effettuare il conguaglio, presentando il Mod. 730 a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato;  produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (Mod. 770 semplificato e ordinario), IRAP e IVA.

I lavoratori dipendenti riceveranno in media un rimborso di 900 euro a testa, attraverso il proprio datore di lavoro (busta paga di luglio), mentre l’Inps restituirà circa 800 euro a ciascun pensionato (assegno di agosto o di settembre). I venti milioni di contribuenti italiani che presenteranno la dichiarazione dei redditi con il modello 730 recupereranno, in tutto, almeno 9,5 miliardi di euro.

Sono le stime elaborate dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, in previsione della possibilità che avranno i contribuenti, a partire da domani, di accedere al proprio modello 730 precompilato, relativo alla dichiarazione dei redditi 2018 (anno di imposta 2017), attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate.

In base ai dati dell’anno scorso, le regioni italiane in cui maggiormente si è fatto ricorso al 730 precompilato sono la Basilicata (61,65% del totale dei dipendenti e pensionati residenti), la Puglia (61,2%), il Molise (61%), le Marche (60,6%), il Veneto (59,4%), l’Emilia Romagna (59,2%) e il Friuli Venezia Giulia (59,1%).

Tra le regioni meno interessate allo strumento fiscale compaiono, invece, la Valle d’Aosta (54,6%), la Liguria (53,2%), la Toscana (52,2%), la Calabria (50,9%), la Sardegna, (49,5%), la provincia autonoma di Bolzano (48,2%) e la Campania (46,4%).

La Lombardia e il Piemonte si posizionano a metà classifica, rispettivamente con il 56,4% e il 55,6%. La media nazionale si è attestata al 55,7%.

I principali oneri detratti dai lavoratori dipendenti nel 2017 riguardano le spese sanitarie (9,8 milioni di contribuenti, con uno sconto fiscale medio di 150 euro a testa), i costi delle ristrutturazioni edilizie (4,4 milioni di con tribuenti, per un rimborso medio di 640 euro) e le spese assicurative (poco meno di 3,5 milioni di dipendenti, con un recupero pari a 51 euro pro capite).

Anche i pensionati, principalmente, hanno chiesto il recupero delle spese sanitarie (oltre 7 milioni di contribuenti, rimborso medio pro capite di 186 euro), le detrazioni delle spese edilizie (3,8 milioni di persone, 520 euro di rimborso) e delle spese assicurative (circa 1 milione di contribuenti per un importo medio di 49 euro). Il coordinatore dell’Ufficio studi Cgia, Paolo Zabeo spiega: «I fattori di successo del 730 vanno ricercati nel costo abbastanza contenuto per chi si rivolge a un Caaf o a un professionista e nella relativa semplicità di compilazione per chi decide di redigerlo in proprio via web».

Bene lo spesometro “light”. Le fatture inviate al fisco con le procedure telematiche, alla prima scadenza dello spesometro in versione “light”, sono 1,3 miliardi. Le semplificazioni introdotte, dopo le difficoltà del 2017, hanno superato la prova: la scadenza del 6 aprile, con la possibilità di rinviare i file “respinti” entro 5 giorni, è stata rispettata.