Accordo Ue rialza mercati azionari

27 ottobre 2011 11:380 commentiDi:

La zona euro è riuscita nel dolore a ricucire, giovedì mattina, un piano anticrisi al fine di garantire la sua sopravvivenza, che passa con una forte riduzione del debito della Grecia e la destinazione del fondo salva stati di 1.000 miliardi di euro per impedirne il contagio. Attualmente il FESF (fondo di soccorso) ha una capacità di prestito di 440 miliardi di euro. 

I mercati azionari hanno accolto questo accordo volando già dai primi scambi, incorniciati soprattutto dal salto dei valori bancari. La borsa di Tokio ha chiuso con un in rialzo del 2,04%. 

“Credo che il risultato sia stato accolto con sollievo dal mondo intero che attendeva risposte forti dalla zona euro„, ha dichiarato Sarkozy al termine del lungo vertice a Bruxelles. “Senza tutto questo saremmo finiti in un baratro”, ha aggiunto. 

“Penso che siamo stati in grado di rispondere alle attese e abbiamo fatto ciò che occorreva fare per l’euro”, è stato il commento della cancelliera tedesca Angela Merkel. 

Nel dettaglio, i dirigenti europei sono riusciti ad aumentare in extremis un badget che riguarda un punto centrale del loro sistema di difesa di fronte alla crisi che destabilizza la valuta comune da circa due anni: la cancellazione di una parte del debito greco detenuto dalle banche creditrici del paese. Con una rinuncia del 50% dei loro crediti, cioè cento miliardi di euro su un totale di indebitamento pubblico del paese di 350 miliardi di euro. 

Atene riceverà inoltre nuovi prestiti dall’Europa e dal FMI, stabiliti in 100 miliardi di euro entro la fine del 2014, oltre a quello di 109 miliardi di euro stabilito in luglio. “Si apre un nuovo ciclo per la Grecia„, ha dichiarato il primo ministro greco Papandreou. 


La Germania ha esercitato un’intensa pressione, che esige uno sforzo molto più importante per le banche creditrici della Grecia. 

In cambio dello sforzo richiesto al settore bancario, è stato trovato un accordo per ricapitalizzare gli istituti che ne avranno bisogno. 

Lo stanziamento del fondo di soccorso di 1.000 miliardi di euro offrirà un sistema di assicurazione-credito agli investitori, per indurli ad acquistare debito pubblico degli stati fragili garantendo una parte del debito. 

La Cina e la Russia hanno accolto favorevolmente gli impegni presi a Bruxelles e questi paesi emergenti andrebbero a contribuire con un fondo speciale sostenuto dal FMI. 

Anche il Giappone ha promesso il suo aiuto poiché “un’Europa stabile è nell’interesse del nostro paese„, ha dichiarato il ministro delle finanze, Jun Azumi.  

Ultimo aspetto del sistema anticrisi: la zona euro conta sulla prosecuzione del sostegno della BCE, che attualmente sta avendo un occhio di riguardo per l’Italia e la Spagna, acquistando il loro debito pubblico sui mercati per evitare che i tassi di prestito obbligazionari volino alle stelle. 

Mario Draghi, che succederà ai primi di novembre a Jean Claude Trichet, ha precisato che intende proseguire nella stessa direzione, mantenendo le misure “non convenzionali„ dell’istituto monetario di fronte alla crisi. 

Il ruolo della BCE nei meccanismi di lotta contro la crisi del debito è stato al centro di una braccio di ferro franco-tedesco in queste ultime settimane, Berlino rifiuta che la Bce partecipi direttamente alla FESF. 

 

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Ultimo aggiornamento 27 ottobre 2011 ore 13,40






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