Al G20 Europa rassicura sul’Irlanda

Al G20, gli europei tentano di riassicurare sull’Irlanda.

I ministri delle finanze italiane, francesi, tedesche, britanniche e spagnole hanno redatto, oggi, venerdì, una dichiarazione congiunta riferita ai mercati azionari, con l’intenzione di rassicurare il settore privato, che nulla deve  temere fino al 2013.

Mentre Stati Uniti e Cina si scontrano sulle questioni delle  valute, a Seul gli europei hanno gli occhi puntati solo verso i mercati azionari, in particolar modo vero i tassi di’interressi dell’Irlanda che sono esplosi a quasi il 9%.

Spinta dai suoi partner europei, la Germania,  rappresentata al G20, da Angela Merkel e Wolfgang Schaüble, ha accettato di firmare la dichiarazione congiunta, che mira a tranquillizzare gli investitori, prima dell’apertura dei mercati in Europa.

La dichiarazione è stata stilata per sostenere l’Irlanda alle prese con una grave crisi finanziaria. Nel testo pubblicato a margine del vertice del G20 di Seul, i ministri non citano  alcun Paese, ma si fa riferimento al fondo di stabilizzazione in caso di future crisi.

Temendo una perdita di valore del loro portafoglio azionario, gli investitori stanno vendendo in maniera massiccia i debiti di Stato della zona euro, in particolare dell’Irlanda e del Portogallo.

Questo è quanto riportato nella dichiarazione congiunta (tratta da AGI):

“Qualunque sia il dibattito nell’area euro sul futuro meccanismo permanente anticrisi e sul potenziale coinvolgimento del settore privato, chiariamo che il meccanismo non si applica sui debiti pregressi e su qualsiasi programma avviato con gli attuali strumenti. Qualsiasi meccanismo entrerà in funzione solo dopo la metà del 2013 senza impatti di alcun tipo con gli accordi in vigore. L’European Financial Stabiliy Facility (fondo creato dai paesi dell’euro per i paesi Ue in difficolta’ finanziaria) è già  in vigore e la sua attivazione non richiede un coinvolgimento del settore privato. Notiamo che il ruolo del settore privato nel futuro meccanismo possa includere una gamma di differenti possibilita’ come un un impegno volontario degli investitori istituzionali a mantenere le esposizioni, un impegno dei privati a spalmare i debiti esistenti, o l’inclusione di clausole di azioni collettive sulle future emissioni di bond dei membri dell’area euro“.

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