Anche la Germania entra in crisi dopo due anni di crescita del PIL

16 agosto 2014 12:010 commentiDi:

CRISI POVERTA' DISOCCUPAZIONE

Nessuno lo avrebbe mai previsto, eppure dopo due anni di crescita ininterrotta anche il PIL, il prodotto interno lordo della Germania, ha avuto una battuta d’arresto negli ultimi mesi. La crescita di quella nazione che nell’ultimo periodo era stata la  locomotiva e il motore dell’economia dell’Europa si è venuto improvvisamente a fermare secondo quanto affermano le statistiche. 

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Nel corso del secondo trimestre del 2014, infatti, sulla base anche dei dati raccolti dall’indice ZEW, il PIL della Germania è venuto a calare dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente. Il dato, inoltre, appare anche peggiore di quello atteso dello 0,1 per cento, condizionato da una congiuntura economica negativa che deve fare i conti ad esempio con una inflazione che non accenna ad aumentare.


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Ma non solo. Anche la crescita del primo trimestre del 2014 ha dovuto cedere alcuni punti rispetto alle attese, totalizzando un valore dello 0,7 per cento rispetto allo 0,8 per cento che si aspettava. Del resto la Germania non è l’unica nazione europea a dare i primi segni di uno squilibrio arrecato dal perdurare della crisi. Un’analoga situazione si può registrare infatti anche in Francia, per non parlare dei dati dell’Eurozona e del suo aumento dei prezzi.

Nell’Eurozona la crescita economica nel corso del secondo trimestre del 2014 è stata pari allo zero, dal momento che il PIL è rimasto stabile sul valore posseduto anche nel corso del primo trimestre dello stesso anno. Su base annua c’è stato un debole incremento dello 0,7 per cento, ma l’andamento dei prezzi è rimasto molto negativo, con l’inflazione che nel mese di luglio è calata allo 0,4 per cento da un precedente valore dello 0,5 per cento registrato nel corso del mese di giugno 2014.






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