Ancora record di fallimenti in Italia e chiusura di aziende storiche

24 agosto 2013 08:520 commentiDi:

CRISI POVERTA' DISOCCUPAZIONE

Ripresa si o ripresa no? Nonostante i dati macroeconomici che arrivano dal resto d’ Europa comincino ad essere piuttosto positivi e incoraggianti, facendo sperare nell’ insediamento di condizioni migliori per tutte le nazioni del continente, la situazione dell’ Italia non sembra beneficiare di questa ventata di positività.

Fallimenti in crescita in Italia

Il quadro italiano, infatti, appare ancora ancora ad una situazione di recessione che colpisce in particolare il mondo dell’ imprenditoria italiana. E a testimoniarlo ci sono i dati relativi al numero dei fallimenti che si sono potuti registrare durante il periodo estivo e nei primi sei mesi dell’ anno.


Record di fallimenti nel primo trimestre 2013

Le aziende italiane costrette a chiudere a causa della crisi, cioè che hanno avviato una procedura di fallimento o un concordato preventivo, sono state ben 126 mila nel solo periodo estivo, mentre nei primi sei mesi dell’ anno sono state addirittura 6500. La media italiana delle procedure fallimentari viaggia così ancora su cifre da record: 36 chiusure al giorno.

A questo fenomeno dei fallimenti che non sembra trovare un freno deve poi essere accostato anche un altro problema del mondo produttivo italiano: quello della chiusura delle aziende storiche del Paese. Tra il 2008 e il 2012, infatti, le imprese storiche italiane con più di 50 anni di attività che hanno chiuso i battenti sono state circa 9 mila.






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