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Ape Volontaria, l’Inps pubblica il simulatore e da il via alle richieste: come funziona

Sono partite da ieri le prime domande di certificazione all’INPS per poter accedere all’Ape volontaria ovvero il prestito finanziario con garanzia pensionistica che permetterà a chi avrà almeno 63 anni nel 2018 oppure 63 anni e 5 mesi nel 2019, di poter uscire in anticipo dal lavoro. Si parla sostanzialmente della pensione anticipata e proprio nella giornata di ieri, l’INPS ha comunicato attraverso una circolare di avere dato il via libera alla presentazione delle domande e presentato anche una novità ovvero il simulatore sui costi del prestito che potrà orientare anche sulle scelte delle persone, sulla convenienza dell’Ape, sugli importi da poter chiedere e anche sulla durata del prestito. A dare il via a questa operazione è stato proprio il presidente dell’INPS Tito Boeri il quale ha stimato che circa 300.000 nel 2018 e 150.000 nel 2019 potranno beneficiare di questo meccanismo che permetterà a pagamento di poter andare via dal lavoro a partire dai 63 anni di età.

Questo strumento per il calcolo dell’ anticipo pensionistico comprenderà i tassi stabiliti con ABI ovvero associazione bancaria italiana e Ania associazione nazionale per le imprese assicuratrici e sempre attraverso il simulatore, il contribuente potrà presentare sin da subito la richiesta all’INPS con il primo assegno che dovrebbe essere erogato trasmise di maggio e quello di giugno. “Dal prossimo anno altre 115.000 persone acquisiranno i requisiti per accedervi. Dalle 14 di oggi sara’ possibile, per coloro che posseggono i requisiti generici di eta’ e contributi, effettuare la simulazione sul sito dell’Inps”, con queste parole Il presidente dell’INPS ha presentato Dunque questa nuova piattaforma.  Ricordiamo per chi non lo sapesse che l’Ape volontaria altro non è che una sorta di prestito  misurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità e che il beneficiario potrà ottenere alla maturazione del diritto.

Questa è stata riconosciuta in via sperimentale dal 1 maggio 2017 al 31 dicembre 2019 e per poter ottenere tale prestito bisognerà chiedere all’INPS la certificazione del diritto all’ape con l’indicazione della pensione maturata che dovrà essere pari o superiore di 1,4 volte rispetto al trattamento minimo che nel 2018 e di 710, €388 al mese.  L’INPS poi dovrà comunicare all’utente l’importo minimo e massimo che può erogare e il minimo sarà di €150 mensili, mentre il massimo non potrà superare il 75% del trattamento pensionistico mensile nel caso di anticipo superiore a 3 anni. L’anticipo pensionistico e dunque l’Ape volontaria è rivolta essenzialmente ai dipendenti pubblici e privati, ai lavoratori autonomi, ai lavoratori iscritti alla gestione separata, mentre sono esclusi tutti i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.

Dovranno questi lavoratori essere in possesso di determinati requisiti ovvero avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi, devono aver maturato il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi e non essere titolari di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità e avere un importo della Futura pensione mensile al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria.

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