Arrivano dall’INPS i primi aumenti delle pensioni per il 2014

22 gennaio 2014 14:300 commentiDi:

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Buone notizie per tutti i pensionati d’Italia. A partire dal 2014, infatti, si potrà sperare, ancora un volta, in un piccolo aumento delle pensioni. Lo ha precisato in questi giorni una circolare dell’INPS, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, che ha anticipato come a partire da quest’anno rientrerà in funzione il meccanismo di rivalutazione degli assegni pensionistici rimasto bloccato nel corso degli ultimi due anni. 

Si tratta dunque di un annuncio a lungo atteso dai lavoratori ormai a riposo. Ma vediamo meglio cosa prevederanno gli aumenti e quali pensionati saranno maggiormente interessati da questo beneficio.

Le pensioni interessate dagli aumenti 2014

Il meccanismo di rivalutazione degli assegni pensionistici rientrerà in funzione dopo due anni di fermo per effetto della Legge di Stabilità finanziaria per il 2014, e interesserà tutti i destinatari dei trattamenti previdenziali che percepiscono cifre fino a tre volte il minimo.

La rivalutazione delle pensioni, che con termine più tecnico è anche definita anche perequazione, consisterà appunto in un adeguamento degli importi al valore assunto dall’inflazione in questo periodo, o meglio al suo valore stimato per il 2014, che al momento si situa attorno all’1,2 per cento.

La crescita dell’inflazione nel 2014

L’Italia e l’Europa, come è noto, stanno infatti attraversando in questi ultimi mesi un periodo di bassa inflazione, di bassa crescita del livello dei prezzi, ragione per cui c’è da sospettare che questa tendenza si manterrà inalterata anche nei mesi futuri. Proprio in merito all’inflazione 2014, ad esempio, anche l’ultimo bollettino economico statistico pubblicato dalla Banca d’Italia prevede percentuali piuttosto contenute, che si manterranno poco sopra l’uno per cento nel corso di quest’anno e attorno all’1,4 per cento nel corso del 2015.

Le pensioni, dunque, nel corso del 2014 potranno beneficiare in prima istanza di una rivalutazione pari all’1,2 per cento, ma a fine anno, in sede di consuntivo, verranno erogati anche le differenze eventualmente rimaste fuori dal calcolo previsionale, qualora la crescita dei prezzi nei prossimi mesi dovesse rivelarsi superiore al valore stimato.

Gli importi delle pensioni in seguito alla rivalutazione

Stando ai calcoli effettuati dall’INPS, dunque, per il 2014 gli importi delle pensioni percepite da coloro che ad oggi ricevono un trattamento pensionistico almeno 3 volte superiore al minimo saranno pari a:

  • 1504,13 euro con rivalutazione all’1,2 per cento per coloro che ricevono fino a 1488,06 euro
  • 2003,12 euro con rivalutazione all’1,08 per cento per coloro che ricevono fino a 1925,85 euro
  • 2499,44 euro con rivalutazione allo 0,90 per cento per coloro che ricevono fino a 2499,44 euro
  • gli importi precedenti maggiorati di una rivalutazione dello 0,60 per cento per coloro che ricevono fino a 2972,58 euro
  • gli importi precedenti maggiorati di un aumento fisso pari a 17,84 euro per coloro che ricevono fino a 2972,58 euro, cioè oltre le 6 volte il trattamento minimo.

A conti fatti, dunque, le rivalutazioni massime annuali a cui i pensionati italiani potranno aspirare nel corso del 2014 saranno pari a 214 euro, cifra che riparametrata su 12 mesi dà come risultato circa 17,8 euro al mese.


La novità del sistema di rivalutazione dell’INPS, inoltre, consiste nell’introduzione di una fascia di garanzia per gli importi che sono situati nelle zone limite di fascia, per evitare differenze anche minime nel trattamento. La garanzia verrà infatti applicata qualora, calcolando la rivalutazione all’interno della fascia di appartenenza, si ottenesse un risultato inferiore al limite rivalutato della fascia precedente.

Per quanto riguarda invece i dati base da cui l’INPS parte per organizzare le diverse fasce di trattamento, secondo i dati aggiornati al 1 gennaio 2014 la situazione dei trattamenti pensionistici si presenta come segue:

  • il trattamento pensionistico minimo per i lavoratori dipendenti e autonomi  è fissato a 501,38 euro
  • gli assegni vitalizi sono pari a 501,38
  • le pensioni sociali sono pari a 368,89 euro
  • gli assegni sociali hanno un importo pari a  447,61 euro.

Questa sarà dunque per l’anno appena iniziato, la situazione delle pensioni percepite dai cittadini italiani, beneficio che da parte dell’INPS si associa ad altre tipologie di interventi per gli ammortizzatori sociali, di cui l’istituto si fa carico, come ad esempio l’erogazione delle agevolazioni per i nuovi nati.

Altre agevolazioni 2014 per i nuovi nati, i voucher INPS baby sitting e asili nido

Nel frattempo, tuttavia, altre novità sempre sul fronte pensionistico sono in preparazione da parte del Ministero del Lavoro. Il Ministro Enrico Giovannini  ha infatti ha annunciato che è allo studio del governo in collaborazione anche con il Ministero dell’Economia e delle Finanze un piano per evitare che si riproponga in futuro il problema degli esodati e che permetta a tali lavoratori di andare in pensione prima del previsto.

Una soluzione al problema degli esodati

L’idea del Ministero sarebbe quella di anticipare l’età pensionabile di questi lavoratori rispetto a quanto attualmente previsto dall’ultima riforma del sistema pensionistico, la riforma Fornero. Per farlo, però, dalle prime analisi, sembra necessario l’intervento di tutte le parti coinvolte, cioè i lavoratori, le imprese e lo stato.

Tutti questi soggetti, in altre parole, dovrebbero secondo l’ipotesi attualmente sotto esame, partecipare alla contribuzione necessaria, in modo proporzionale alle esigenze soggettive di ogni lavoratore e in modo tale da permettere anche alle piccole imprese di accedere agli strumenti di cui oggi non possono avvalersi.

La nuova proposta per il pensionamento degli esodati, comunque, si configurerebbe come una semplice alternativa alla normativa attualmente vigente, a cui le aziende e i lavoratori potranno accedere in maniera volontaria, come già accade per altri aspetti del mondo del lavoro.

La proposta, tuttavia, già dalla sua prima diffusione, non ha affatto suscitato gli entusiasmi degli ambienti sindacali, da parte dei quali quasi immediata è arrivata una risposta negativa. Il restringimento dei criteri di pensionamento attuato attraverso l’ultima riforma del lavoro ha avuto negli ultimi mesi effetti negativi sua sul piano sociale, sia sul piano economico, perché ha reso ancora più grave il problema della mancanza di occupazione.

II grave problema costituito dagli esodati, inoltre, nel corso del 2013 è stato sotto gli occhi di tutti, e si è potuto solo parzialmente risolvere in seguito all’emanazione di una serie di decreti che hanno via via ampliato le regole di salvaguardia. Gli ultimi emendamenti pro esodati, inoltre, sono arrivati proprio a fine anno attraverso la Legge di Stabilità finanziaria.

Su questi temi, tuttavia, le Parti sociali avranno presto modo di confrontarsi in modo da trovare una soluzione applicabile e condivisa.






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