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BCE presta 139 miliardi alle banche italiane

1 marzo 2012 09:530 commentiViews: 132

La maxi-asta di rifinanziamento a lungo termine della Banca Centrale Europea si è conclusa con una richiesta complessiva di 529,53 miliardi di euro da parte delle banche continentali, che riceveranno così denaro a basso costo (1%) per 36 mesi nell’ambito delle long-term refinancing operations (LTRO). Come nella precedente asta dello scorso 21 dicembre, le banche italiane si sono mostrate molto attive e hanno richiesto complessivamente il 26% del prestito totale erogato dalla BCE. Si tratta, dunque, di una cifra che si aggira intorno a 139 miliardi di euro, mentre nell’asta precedente le banche italiane avevano fatto uso del “bancomat” della BCE fino a 116 miliardi.

Il governatore della BCE, Mario Draghi, ritiene che questa nuova dose di liquidità a basso costo possa finire nell’economia reale rimettendo in moto il credito a imprese e famiglie. E’ dello stesso avviso anche l’Abi, convinta che questi prestiti della BCE possano evitare l’asfissia creditizia in un momento di recessione per l’Italia. Vittorio Grilli, vice-ministro dell’Economia, ha affermato che “lo scopo dell’operazione della BCE è dare liquidità al sistema che si stava avvitando verso un completo congelamento della liquidità”.

La banca italiana che ha chiesto più denaro all’Eurotower è stata Intesa SanPaolo, che ha prelevato 24 miliardi (il 4,5% del totale europeo). Banca MPS ha chiesto tra 10 e 15 miliardi di euro, mentre ad Unicredit è stato assegnato un importo compreso tra 5 e 10 miliardi. Dove andrà a finire tutta questa liquidità? La speranza è che possa riversarsi in gran parte nell’economia reale, ma nella prima asta quasi tutto il denaro finì per essere utilizzato per far fronte ai problemi di provvista fondi, al rimborso di bond in scadenza e per fini speculativi (carry trade sui titoli di stato della “perfieria” europea).

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