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Benzina: studio shock della Codacons, se regalata costerebbe 1 euro per le accise

Adesso non ci sono più dubbi: gli italiani pagano un litro di benzina, sia essa diesel o sia essa verde, decisamente di più rispetto agli altri europei, eccezione fatta per gli inglesi o gli svedesi. Tre studi diversi firmati dalla Confcommercio, dalla Confesercenti e dalla Codacons sono praticamente arrivati alle stesse conclusioni sorprendenti. La benzina degli italiani, infatti, non è fatta di carburante in senso stretto ma è fatta di tasse e accise. Una lunga sfilza di tasse introdotte per rastrellare fondi per determinate emergenze che in quanto tali dovrebbero essere circoscritte nel tempo, a va a gravare sul costo alla pompa del prodotto. Secondo le associazioni di categoria e dei consumatori, siamo arrivati al punto che se la benzina venisse regalata dai paesi produttori, essa comune arriverebbe a costare ben 1 euro. Questo euro sarebbe per la maggior parte destinato al pagamento delle accise e solo in una infima frazione a tutte le altre spese tra cui la lavorazione, la raffinazione, il trasporto e la remunerazione dei gestori delle pompe di benzina.

A farla da padrone è però lo stato che ancora incassa accise per la guerra in Etiopia o per il terremoto nel Belice. Siamo in una situazione in cui, commentano dalla Codacons, l’Italia resta “ai vertici della classifica dei paesi europei dove i carburanti costano di più” e non si schioda da anni da questa poco inviabile posizione.

Lo studio della Codacons, della Confcommercio e della Confesercenti non avvenuto in un momento qualsiasi. Da tempo, infatti, il prezzo del petrolio è in continuo calo. Al barile, infatti, il greggio è sceso da 100 dollari ad appena 30 dollari. A questo calo verticale, però, non è corrisposta una flessione del prezzo per litro di benzina e carburante. Viceversa, annotano le associazioni, quando il petrolio aumenta, immediatamente il prezzo alla pompa schizza in su molto velocemente.

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