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Berlusconi denuncia la scelta di S&P

Il capo di governo, Silvio Berlusconi, stigmatizza le pressioni politiche e mediatiche che avrebbero motivato il declassamento del rating dell’Italia. Tuttavia S&P ribadisce che le sue decisioni sono “apolitiche„.  

Il Cavaliere non ha apprezzato di vedersi arretrare il rating del suo paese: “le valutazioni di S&P sono state suggerite dagli articoli giornalistici e non dalla realtà dei fatti e influenzate negativamente da considerazioni politiche„, ha  dichiarato Silvio Berlusconi in un comunicato. 

Il premier ricorda che il paese ha già approvato misure importanti per raggiungere l’equilibrio di bilancio entro il 2013, inoltre è pronto ad adottarne altre per rilanciarne la crescita. 

Tuttavia la manovra varata lo scorso 14 settembre di  54,2 miliardi di euro, non sembra aver convinto l’agenzia di rating, che dubita anche della credibilità del governo e del suo presidente. 

Senza alcun comunicato ufficiale, che risponde  direttamente all’attacco del premier, Standard & Poor’s si difende: “Il rating sovrano è una valutazione apolitica, basata sull’analisi dettagliata e indipendente delle prospettive economiche e fiscali, nonché del rischio di credito fornito agli investitori„, afferma l’agenzia americana. 

Standard & Poor’s respinge, quindi, tutte le accuse di faziosità che le sono state lanciate dai diversi esponenti politici italiani, e di illegalità sulle sue attività da alcune associazioni di consumatori. S&P ritiene che l’Italia sia vulnerabile agli accresciuti rischi su economia, finanza e conti pubblici. 

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Ultimo aggiornamento 20 settembre  2011 ore 16,05

 

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