Home / economia / Bollo auto e Canone Rai 2018, detrazione Irpef, esenzione fiscale per invalidi e legge 104

Bollo auto e Canone Rai 2018, detrazione Irpef, esenzione fiscale per invalidi e legge 104

 L’agevolazione per i disabili per acquisto di veicoli. Uno sconto Irpef a favore dei contribuenti disabili per l’acquisto di veicoli, ecco le regole fondamentali: il beneficio consiste in una detrazione Irpef pari al 19% della spesa di acquisto di veicoli nuovi usati, di qualsiasi cilindrata calcolata l’importo massimo di 18.075,99 €. Il contribuente può scegliere di sfruttare l’intera detrazione nell’anno in cui il sostegno della spesa, oppure di suddividere in quattro quote annuali di pari importo. Per contribuente ci riferiamo al disabile, o eventualmente al familiare di cui a carico. La detrazione spetta per un solo veicolo ogni quattro anni. Tuttavia, se prima del termine del quadriennio il veicolo agevolato viene rubato o cancellato dal Pra è possibile acquistarne un altro tenendo nuovamente beneficio.
È tempo di bollo auto o tassa automobilistica, precedentemente denominata anche tassa di circolazione la quale è un tributo locale che Grava sugli autoveicoli e motoveicoli immatricolati nella Repubblica Italiana il cui versamento è a favore delle regioni Italia di residenza. Il Bollo auto viene pagato annualmente da chi risulta proprietario di una o più automobili, indipendentemente dal fatto che il veicolo circola o meno e proprio per questa ragione è scorretto definire il bollo come una tassa di circolazione. L‘importo del bollo auto dipende dalla potenza del veicolo espressa in kilowatt oppure in cavalli e del suo impatto ambientale poi ogni regione adotta dei parametri di riferimento e quindi il tributo Può variare da una regione all’altra.

Tuttavia il proprietario dell’auto Può verificare quanto è effettivamente L’importo da pagare  consultando il sito internet dell’ACI oppure dell’Agenzia delle Entrate. Per quanto riguarda la scadenza, vi è una legge secondo cui per i veicoli di nuova immatricolazione il bollo auto va versato entro il mese di immatricolazione, però se questa avviene negli ultimi 10 giorni del mese la scadenza viene rinviata l’ultimo giorno del mese successivo.

Il pagamento va effettuato, dunque, entro il mese successivo alla scadenza, pena l’aggiunta di una sanzione sull’importo complessivo e quindi se ad esempio il bollo scade a luglio, ci sarà tempo fino ad agosto per poterlo pagare per non incorrere in una sanzione. Riguardo le modalità di pagamento fattibili per il bollo auto 2018 citiamo sicuramente le tabaccherie e ricevitorie del Lotto collegato alla rete Lottomatica, servizi e uffici postali della delegazione ACI, gli sportelli bancomat Unicredit utilizzando una carta Bancomat operante sul circuito pagobancomat rilasciata da qualsiasi Istituto bancario e senza corrispondere alcuna commissione, online sui siti di Poste Italiane e tramite bonifico online presso le proprie banche.

Si parla anche di esenzione bollo auto e pare che ad usufruirne siano gli invalidi, le auto elettriche o a GPL ma anche le auto storiche e per trasporti speciali. Per poter usufruire dell‘esenzione dal pagamento del bollo bisognerà  fare domanda. Come abbiamo già riferito, possono fare richiesta di esenzione coloro che hanno un qualsiasi tipo di invalidità motoria permanente, ma a tal riguardo va specificato che questa esenzione è possibile soltanto se il veicolo è intestato al portatore di handicap o alla persona che ha a carico fiscalmente la persona disabile ed è stato adattato a livello meccanico alle necessità del conducente. Inoltre, è importante che ci sia anche un altro requisito per poter beneficiare di questa esenzione, ovvero che il reddito annuo lordo del disabile non sia superiore a 2840,51 euro. L’esenzione va richiesta presso uno degli uffici relazioni con il pubblico della propria regione.

Bollo auto: quando si prescrive?

La prescrizione del bollo auto scatta dopo tre anni: se volutamente o per distrazione, non avete pagato il bollo auto senza che vi sia arrivata alcuna richiesta formale ne l’avviso di accertamento dopo tre anni, il bollo è scaduto o prescritto. Sarà sempre necessario un provvedimento di un giudice che accerta la prescrizione e dichiara l’estinzione del debito tributario oppure l’accoglimento di un’istanza in autotutela.

Immancabile, come il discorso di San Silvestro del capo dello Stato, con il primo dell’anno arriva la stangata sui pedaggi autostradali. L’aumento medio, si legge nel comunicato del ministero dei Trasporti, sarà del 2,74%. E già non si tratta di bruscolini.Ma per alcune tratte l’asticella salirà ben oltre. Per i 31 chilometri della concessionaria Rav, Aosta Ovest Morgex, ad esempio,ci sarà un incremento del 52%. Un balzo legato a pronunce giudiziarie, dopo i ricorsi delle società, come anche nel caso di Strada dei Parchi (+12,89%) e Autostrade Meridionali (+5,98%). Tra gli aumenti più significativi c’è anche il+13,91% per Milano Serravalle Milano Tangenziali e dil+8,34% della Torino-Milano. Per alcune concessionarie autostradali, ha spiegato il ministero,«sono stati riconosciuti incrementi superiori alla media di settore che trovano giustificazione in specifiche circostanze». Per le società Rav, Strada dei Parchi e Autostrade Meridionali, oltre ai ricorsi giudiziari,gli aumenti«recepiscono peraltro recuperi di adeguamenti relativi ad esercizi precedenti». Per Torino-Milano e Milano Serravalle «gli incrementi tariffari remunerano in particolar modo gli investimenti di adeguamento e potenziamento della rete eseguiti». Il ministero,inoltre, ha ricordato «che in applicazione della direttiva ministeriale del 31 dicembre 2014 gli incrementi tariffa riadottati nel periodo 2015-2016 sono stati contenuti al fine di favorire la ripresa economica», una circostanza che «ha prodotto dei differenziali da recuperare, il cui ulteriore rinvio risulterebbe pregiudizievole per l’utenza, per via degli interessi generati». Tra gli altri aumenti fuori misura spiccano quelli di Tangenziale di Napoli (4,31%), Bre.be.mi. (4,69%) e SITAF (5,71%). L’adeguamento tariffario di competenza di Autostrade per l’Italia sarà invece pari all’1,51%. Un incremento, ha spiegato la società in un comunicato, «che,in conformità alla Convenzione Unica,include il recupero del 70% dell’inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati».

Esenzione bollo auto e agevolazioni

Vediamo ora le situazioni in cui la legge prevede l’esenzione del bollo auto totale o parziale. In questo caso, vanno considerati tipologia di auto e le caratteristiche del proprietario. L’esenzione dal pagamento del bollo auto spetta alle

  • auto per disabili (sia se l’auto è intestata al conducente, che ai familiari);
  • auto storiche di età pari o superiore ai 30 anni;
  • auto elettriche (per i primi 5 anni, oltre i quali si applicano agevolazioni delle Regioni);
  • auto ibride (per un periodo stabilito dalle direttive regionali, poi ci sono agevolazioni);
  • auto a metano (esenzione totale a vita in Lombardia e Piemonte, esenzione per 5 anni più agevolazioni, oltre questo termine nelle altre Regioni italiane).

Le agevolazioni bollo auto sono previste, oltre che nei casi già citati, anche per le auto a Gpl, la cui tassa di proprietà è ridotta a ¼ del bollo previsto dal tariffario regionale.

Per approfondire, puoi trovare tutti i dettagli sui benefici fiscali relativi al bollo auto consultando il sito dell’Aci, scegliendo la Regione che ti interessa e cliccando sulla voce “Riduzioni ed esenzioni”.

Rimborso bollo auto da demolire

E cosa c’è da sapere sul bollo auto demolita? In caso di demolizione, puoi richiedere il rimborso del bollo auto, che viene stabilito in dodicesimi calcolando il numero di mesi che decorrono dal momento della demolizione fino a quello di scadenza del versamento.

Esempio: il tuo bollo auto scade il 25 novembre 2017 e tu demolirai l’auto nel mese di giugno? Allora, ti sarà rimborsata la quota non goduta da giugno al 25 novembre 2017.

Come fare calcolo bollo auto per sapere quanto pagare

Prima di mettere mano alla tasca e procedere al pagamento della tassa automobilistica, devi calcolare l’importo del bollo auto, per sapere esattamente quanto pagare.

L’operazione non è così semplice come sembra, ma ti vengono in aiuto il sito dell’Agenzia delle Entrate e quello dell’Aci, dove puoi procedere al calcolo bollo online e ottenere l’importo preciso, inserendo i dati che ti vengono richiesti. Le modalità per conoscere la cifra da versare sono due:

  • calcolo del bollo in base alla potenza dell’auto (kw e cavalli)
  • calcolo del bollo in base alla targa.

Puoi calcolare l’importo del bollo sul sito dell’Agenzia delle Entrate in base alla potenza dell’auto, ti servono i kw o i cavalli che trovi sulla carta di circolazione. Li inserisci nel menu, scegli la classe ambientale di appartenenza della tua vettura, la Regione di residenza, il tipo di veicolo, se è Gpl o meno e clicchi su “Calcola importo”. A questo punto ottieni la cifra.

Per il calcolo in base alla targa puoi usare indifferentemente il sito dell’Aci o quello dell’Agenzia delle Entrate, sapendo che in quest’ultimo caso puoi effettuare il calcolo immettendo solo la targa o tramite la formula completa.

  • Calcolo del bollo in base alla targa del veicolo
  • Calcolo del bollo con la formula completa

Come controllare se il bollo è stato pagato

Ti viene il dubbio di non aver pagato il bollo in uno o in più anni precedenti? In effetti, fra le tante tasse che ti sommergono qualcuna ti può sfuggire, ma per verificare subito e provvedere, sempre sul sito dell’Aci trovi la pagina Assistenza Bollo, che ti permette di chiedere delle verifiche sui pagamenti effettuati e su eventuali pendenze. Anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate hai la possibilità di effettuare un controllo, usando la pagina Interrogazione pagamenti effettuati.

Dove e come pagare il bollo auto?

Ora che hai l’importo da versare, non ti resta che scegliere dove procedere al pagamento del bollo auto, fra le tante possibilità offerte sia offline che online. Se non hai problemi a spostarti fisicamente, puoi pagare il bollo auto presso:

  • un’agenzia abilitata di pratiche auto;
  • una delle delegazioni Aci abilitate al servizio di riscossione;
  • un ufficio postale, presentando il bollettino apposito e pagando una commissione di 1,50 euro;
  • una banca convenzionata, presso lo sportello ATM con il bancomat;
  • un Tabacchi che aderisce al circuito Lottomatica, compilando la scheda A se hai un’auto ad uso promiscuo o la scheda B se, invece, devi pagare il bollo taxi. Puoi pagare il bollo anche nei Tabacchi che hanno stretto convenzioni con banca ITB.

In alternativa, puoi usufruire comodamente del pagamento bollo online, scegliendo fra:

  • il sito dell’Aci, usando il servizio BolloNet (dove non paghi commissioni se sei socio o un costo di 1,87 euro se non lo sei);
  • Poste Online, con una commissione di 1 euro se sei correntista;
  • il servizio di home banking sul sito di una banca convenzionata;
  • il sito dell’Agenzia delle Entrate (che ti permette di pagare il bollo auto con F24, ma solo nel caso del superbollo).

Le sanzioni previste per il bollo auto scaduto

Ti è già capitato di dimenticare il pagamento di una bolletta o di sforare i termini per il versamento di una tassa qualsiasi? Se ti sei trovato in queste circostanze, sai bene che incorri in multe o more che fanno aumentare l’importo da corrispondere.

Anche per il bollo auto scaduto e per il pagamento del bollo auto in ritardo rischi delle sanzioni, ecco perché ti conviene fare una verifica scadenza della tassa di proprietà del veicolo e restare nei termini consentiti dalla legge per regolarizzare la tua posizione.

Dove puoi verificare? Sempre sul sito dell’Aci, nella stessa pagina relativa al calcolo del bollo online, otterrai, oltre all’importo da versare, anche la scadenza per il pagamento.

 Canone Rai 2018

Così come accaduto per il 2017, anche per l’anno che verrà e dunque per il 2018, l’imposta sulla TV chiamato Canone RAI verrà spalmata sulle bollette della luce e saranno esenti Dal pagamento di questa tassa soltanto coloro che non hanno una TV in casa e gli over 75 anni con reddito inferiore ai €6713 annui. Anche quest’anno l’importo sarà pari a €90 e come abbiamo detto, potranno non pagare questa quota soltanto coloro che non possiedono una TV e le persone di anni superiori ai 75 che però abbiano anche un reddito inferiore ai €6713. Questi dovranno presentare un’autocertificazione tramite bollettino entro e non oltre il 31 gennaio del 2018. Visto che la prima rata del canone tv per l’anno 2018 scatta a partire dal mese di gennaio,  per poter evitare il primo addebito E rischiare di dover poi richiedere il rimborso, è preferibile presentare la dichiarazione sostitutiva in via telematica entro la fine di dicembre e dunque nello specifico entro il 20 dicembre qualora venisse presentata proposta in forma cartacea.

E’ questo Quanto fa sapere l’Agenzia delle Entrate con una nota diffusa proprio nei giorni scorsi. Ad introdurre la presunzione di detenzione dell’apparecchio TV è stata la legge di stabilità 2013 che pare ha previsto anche il pagamento del canone tv per uso privato mediante il versamento di 10 rate mensili con addebito su bolletta elettrica. Qualora si volesse presentare il modello dichiarazione sostitutiva per non pagare il canone RAI e questo potrà essere inviato online oppure tramite raccomandata all’indirizzo Agenzia delle Entrate ufficio di Torino 1 S.A.T- sportello abbonamenti tv casella postale 22 10121 Torino.

L‘Agenzia delle Entrate fa sapere che è bene accertarsi di aver diritto all’esenzione, visto che le conseguenze per Chi presenta una falsa dichiarazione possono essere davvero molto pesanti visto che si Va sul penale. Per fare un esempio specifico, chi possiede un televisore in casa e non ha ovviamente altri motivi per essere esentato Dal pagamento della tassa, rischia una incriminazione per il reato di falso in atto pubblico che nel caso peggiore può essere punito anche con 2 anni di reclusione.

Qualora il canone RAI non venga pagato per semplice inadempienza, le conseguenze sono ovviamente più lievi e in questo caso il contribuente dovrà versare l’importo del canone arretrato con interessi ed una sanzione che sarà compresa tra i 200 ed i €600. I contribuenti che non sono in possesso di un televisore, come già detto, sono titolari di un utenza di energia elettrica potranno presentare una dichiarazione indirizzata all’Agenzia delle Entrate per poter evitare di farsi addebitare l’importo relativo al canone RAI e come abbiamo già riferito, sarà anche per quest’anno di importo pari a €90. La dichiarazione dovrà essere presentata non oltre il 31 gennaio utilizzando un apposito modello presente online oppure il 20 dicembre 2017 se questa dichiarazione viene presentata in forma cartacea.

“I cittadini che non sono in possesso di un apparecchio televisivo possono comunicarlo all’Agenzia delle Entratefino al 31 gennaio 2018, utilizzando il modello di dichiarazione sostitutivadi non detenzione, disponibile online. Tuttavia, dal momento che la prima rata del canone tv per l’anno 2018 scatta già a partire dal prossimo mese di gennaio, per evitare il primo addebito – e quindi di dover poi richiedere il rimborso – è preferibile presentare la dichiarazione sostitutiva in via telematica entro la fine di dicembre (o entro il 20 dicembre se viene presentata per posta in forma cartacea)”. Lo riporta una nota del Fisco.

“La Legge di Stabilità 2016 – prosegue la nota – ha introdotto, dal 2016, la presunzione di detenzione dell’apparecchio tv nel caso in cui esista un’utenza elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica e ha previsto che, per i titolari di una utenza elettrica di tipo residenziale, il pagamento del canone tv per uso privato avvenga mediante addebito sulla bolletta elettrica, in 10 rate mensili, da gennaio a ottobre di ogni anno. Per superare questa presunzione ed evitare quindi l’addebito in fattura, i cittadini che non possiedono l’apparecchio televisivo devono presentare una dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate, con cui dichiarano che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di un’utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv (da parte del dichiarante stesso o di altro componente della famiglia anagrafica). Il modello può essere utilizzato anche da un erede per dichiarare che nell’abitazione in cui l’utenza elettrica è ancora temporaneamente intestata a un soggetto deceduto, non è presente alcun apparecchio tv”.

“Il modello di dichiarazione sostitutiva – spiega ancora la nota – è disponibile sui siti internetdell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it e della Rai www.canone.rai.it. I contribuenti possono inviarlo direttamente, tramite un’applicazione web disponibile sul sito internet delle Entrate, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel rilasciate dall’Agenzia. In alternativa, i cittadini possono avvalersi degli intermediari abilitati (Caf e Professionisti) per la presentazione telematica della dichiarazione sostitutiva. Nei casi in cui non sia possibile l’invio telematico, è prevista la presentazione del modello, insieme a un valido documento di riconoscimento, tramite servizio postale, in plico raccomandato senza busta all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino. La dichiarazione sostitutiva può essere presentata anche tramite Posta elettronica certificata, firmata digitalmente, all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it”. La dichiarazione di non detenzione ha validità annuale: va presentata ogni anno se ne ricorrono i presupposti.

“La dichiarazione sostitutiva – conclude la nota – può essere presentata fino al 31 gennaio 2018 per avere effetto per il canone dovuto per tutto il 2018: tuttavia, poiché l’addebito della prima rata di canone tv partirà già dal mese di gennaio 2018, è consigliabile presentare la dichiarazione di non detenzione entro il mese di dicembre (entro fine mese per la presentazione telematica, entro il 20 dicembre per la presentazione tramite posta) per essere sicuri di evitare eventuali addebiti in bolletta e di dover presentare, successivamente, un’istanza di rimborso. Per ulteriori informazioni è possibile consultare la specifica sezione dedicata al canone tv sui siti internet dell’Agenzia delle Entrate e della Rai”.

CHI DEVE PAGARE?
Secondo quanto dispone l’Art. 1 del R.D.L. del 21/02/1938 n. 246, il canone tv dev’essere corrisposto da chiunque detenga uno o piu’ apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualita’ o dalla quantita’ del relativo utilizzo (Sentenza costituzionale 12/5/1988 n. 535 – Sentenza Corte di Cassazione 3/8/1993 n.8549).

In base al principio di detenzione e presunzione, l’esistenza di un’utenza per la fornitura di energia elettrica (per le utenze domestiche residenti) laddove il soggetto ha la sua residenza anagrafica fa presumere che lo stesso soggetto abbia un televisore e che, quindi, debba pagare il canone. La presunzione si applica solo alle utenze per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha residenza anagrafica (c.d. “utenze domestiche residenti”).

L’imposta si paga solo sulla prima casa e una sola volta per nucleo familiare, a condizione che i coniugi e i figli siano tutti residenti nello stesso immobile. Es. Nel caso di coniugi con residenze in luoghi diversi, allora la società elettrica addebiterà il canone su entrambe le case. Lo stesso vale per i figli: se cambiano residenza dovranno pagare il canone, anche se l’appartamento
è preso in locazione o dato in comodato.

RESIDENTI ALL’ESTERO

Chi è residente all’estero e ha una abitazione in Italia, deve pagare il canone tv, in quanto la residenza in un Paese estero non esonera dal pagamento del canone tv se sono presenti apparecchi televisivi all’interno dell’abitazione situata in Italia. L’obbligo al pagamento del canone tv, secondo quanto disposto dall’art. 1 del R.D.L. del 21/02/1938 n. 246, sorge a seguito della detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive.

NON VISIONE DEI CANALI RAI
L’utilizzo della televisione, limitatamente ai programmi delle TV private e straniere, con esclusione delle trasmissioni messe in onda dalla RAI, non esonera dal pagamento del canone tv.

TV IN AFFITTO
Anche con la tv in affito si deve pagare il canone, in quanto questo è dovuto per la semplice detenzione dell’apparecchio. (Art. 1 R.D.L 21/2/1938 n.246)

USO TV SOLO COME MONITOR PER IL COMPUTER O PER VEDERE VHS
L’obbligo al pagamento del canone tv, secondo quanto disposto dall’art. 1 del R.D.L. del 21/02/1938 n. 246, sorge a seguito della detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo (Sentenza Corte Costituzionale 12/5/1988 n. 535 – Sentenza Corte di Cassazione 3/8/1993, n.8549).

Pertanto, la destinazione dell’apparecchio televisivo ad uso diverso (visione di nastri preregistrati, utilizzazione come terminale o come monitor per video-games) non ne esclude la adattabilità alla ricezione delle trasmissioni televisive, con conseguente obbligo di corrispondere il canone tv.

CHI NON DEVE PAGARE?

SECONDA CASA
Il canone è dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica. Pertanto le seconde case sono escluse dall’obbligo di pagamento del canone.

RADIO
Secondo quanto disposto dalla legge 27 dicembre 1997, 449, non esistono piu’ canoni ordinari dovuti per la detenzione di apparecchi radiofonici nell’ambito familiare.

SMARTPHONE, TABLET, PC E TELEVISORE ANALOGICO

Il possesso di smartphone, tablet, pc (a meno che questi ultimi non siano dotati sintonizzatore TV digitale) e televisori analogici non obbliga al pagamento del canone. Chi, ad esempio, guarda i canali Rai in streaming non è tenuto al pagamento del canone. Solo gli apparecchi atti o adattabili a ricevere il segnale audio/ video attraverso la piattaforma terrestre e/o satellitare sono assoggettabili a canone TV.

Ne consegue che di per sé i computer, se consentono l’ascolto e/o la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale digitale terrestre o satellitare, ed i vecchi televisori analogici non sono assoggettabili a canone (nota Min. Sviluppo Economico 22 febbraio 2012).

NON DETENZIONE DELLA TV

Chi non possiede la televisione può, tramite una dichiarazione sostitutiva da inviare in via telematica o amezzo raccomandata all’Agenzia delle Entrate, richiedere l’esenzione dal pagamento del canone tv (v. di seguito).

COSA POSSO DICHIARARE?
Il titolare di utenza per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale può presentare: • una dichiarazione sostitutiva di non detenzione di un apparecchio televisivo da parte di alcun componente della famiglia anagrafica, in alcuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di utenza di fornitura di energia elettrica;
• una dichiarazione sostitutiva di non detenzione, da parte di alcun componente della famiglia anagrafica in alcuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di utenza di fornitura di energia elettrica, di un apparecchio televisivo ulteriore rispetto a quello per cui è stata presentata entro il 31 dicembre 2015 una denunzia di cessazione dell’abbonamento radio-televisivo per suggellamento; • una dichiarazione sostitutiva che il canone di abbonamento alla televisione per uso privato non deve essere addebitato in alcuna delle utenze elettriche intestate al dichiarante in quanto il canone è dovuto in relazione all’utenza elettrica intestata ad altro componente della stessa famiglia anagrafica, di cui il dichiarante comunica il codice fiscale; • una dichiarazione sostitutiva per il venir meno dei presupposti di una dichiarazione sostitutiva precedentemente resa.

MODALITA’ E TERMINI DI INVIO

L’autocertificazione, per il 2016, dovrà essere inviata in via telematica, su una piattaforma ad hoc dell’Agenzia delle entrate, entro il 10 maggio 2016 oppure a mezzo raccomandata entro il 30 aprile, ed avrà effetto per l’intero canone dovuto per l’anno 2016. La dichiarazione presentata tramite raccomandata dal 1° maggio 2016 ed entro il 30 giugno 2016, oppure in via telematica dall’11 maggio 2016 al 30 giugno 2016, avrà effetto per il canone dovuto per il semestre luglio-dicembre dello stesso anno. La dichiarazione presentata dal 1 luglio al 31 gennaio 2017 avrà effetto per l’intero canone dovuto per l’anno 2017. La documentazione ha validità annuale e dovrà essere dunque rinnovata ogni anno fino a che sussista la principale condizione per evitare il canone: non possedere l’apparecchio. Una volta a regime, la dichiarazione sostitutiva presentata entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento, a partire dal 1° luglio dell’anno precedente, ha effetto per l’intero canone dovuto per l’anno solare di riferimento. La medesima dichiarazione sostitutiva, presentata dal 1° febbraio ed entro il 30 giugno dell’anno solare di riferimento, ha effetto per il canone dovuto per il semestre solare successivo a quello di presentazione.

N.B. Sarà a cura di chi invia il modello conservare tutte le ricevute per dieci anni.

FALSA DICHIARAZIONE Chi tenta di evadere il pagamento del canone con una falsa dichiarazione rischia una condanna al carcere da 8 mesi a 4 anni. La Legge di Stabilità cita un Dpr del 2000 (il numero 445). E il Dpr, il Codice Penale, articolo 482, sulla “Falsità materiale commessa dal privato”.

ESENZIONI ANZIANI OVER 75

Per gli anni dal 2016 al 2018, una quota delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione rispetto alle somme già iscritte a tale titolo nel bilancio di previsione per l’anno 2016 è destinata all’ampliamento sino ad euro 8.000 annui della soglia reddituale per l’esenzione a favore dei soggetti di età pari o superiore a 75 anni. Le modalità di fruizione dell’esenzione saranno stabilite con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico. Attualmente, il limite di reddito per l’esenzione è 6713,98 euro.

MILITARI DELLE FORZE ARMATE ITALIANE

L’esenzione è prevista solo per Ospedali militari, Case del soldato e Sale convegno dei militari delle Forze armate. La detenzione del televisore all’interno di un alloggio privato, anche se situato dentro le strutture militari, non esonera dal pagamento del canone.

MILITARI DI CITTADINANZA STRANIERA APPARTENENTI ALLE FORZE NATO

Per i militari di cittadinanza straniera appartenenti alle forze armate della Nato di stanza in Italia e’ possibile usufruire dell’esonero (art. 10, paragrafo 1, Convenzione di Londra 19/06/1951) scrivendo al S.A.T., Sportello Abbonamenti TV ed allegando la dichiarazione del Comando da cui dipende l’interessato o l’autocertifìcazione attestante l’appartenenza alle Forze armate della NATO.

AGENTI DIPLOMATICI E CONSOLARI

Gli agenti diplomatici e consolari stranieri accreditati in Italia sono esonerati dall’obbligo di corrispondere il canone tv a condizione che nel paese da loro rappresentato i nostri rappresentanti diplomatici ivi accreditati godano di uguale trattamento.

RIVENDITORI E RIPARATORI TV

A seguito della risoluzione della Direzione Centrale Normativa e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate n. 2003/79447 del 29 luglio 2003, sono esonerate dal pagamento del canone le imprese che esercitano l’attività’ di riparazione o commercializzazione di apparecchiature di ricezione radio televisiva. Per regolarizzare la propria posizione la Rai ha provveduto nell’anno 2003 ad inviare agli interessati un questionario da compilare e restituire alla sede Rai di competenza.

CASI PARTICOLARI

CONVIVENTI
I conviventi, ossia due persone non sposate, ma nello stesso stato di famiglia, devono pagare un solo canone. Si applica in questo caso il principio del nucleo familiare.

PARTITE IVA

I titolari di partite Iva versano l’imposta solo se posseggono il televisore in ufficio. Gli uffici, gli studi e gli esercizi commerciali dovranno pagare, qualora abbiano un televisore, tramite il bollettino postale e non in bolletta.

AFFITTACAMERE

L’immobile può risultare un affittacamere, quindi, si legge sul sito www.abbonamento.rai.it , essendo nella categoria D, il titolare dovrà pagare per l’intero anno € 407,35 di canone.
ISOLE
I residenti di 20 isole italiane pagheranno il canone Rai in una sola soluzione con bollettino postale entroottobre 2016, in quanto le reti elettriche delle isole non sono interconnesse con quella nazionale. Le 20 isole sono: Alicudi, Capraia, Capri, Favignana, Filicudi, Giglio, Lampedusa, Levanzo, Linosa, Lipari, Marettimo, Panarea, Pantelleria, Ponza, Salina, Stromboli, Tremiti, Ustica, Ventotene, Vulcano.

HO LA TV MA IL CONTRATTO DELLA LUCE È INTESTATO AD UN SOGGETTO NON APPARTENENTE

AL MIO NUCLEO FAMILIARE

Se si ha in uso una televisione e tuttavia, nell’abitazione di residenza, il contratto della luce è intestato a un altro soggetto non appartenente al tuo stesso nucleo familiare (per esempio, il padrone di casa o un coinquilino), si deve pagare il canone Rai con il classico bollettino postale. Il pagamento spetta al detentore dell’apparecchio. La riforma prevede la riscossione dell’imposta sulla detenzione della tv solo per coloro che sono intestatari di un contratto di energia elettrica con fornitura nell’abitazione principale. Per tutti coloro che, invece, non si trovano in tale condizione, il pagamento avverrà secondo le modalità tradizionali. La data di scadenza per il pagamento del canone Rai per chi utilizzerà il bollettino sarà ottobre 2016.

IL CONTRATTO DELLA LUCE È INTESTATO A UN SOGGETTO DIVERSO DALL’INTESTATARIO DEL CANONE RAI MA PARTE DELLA FAMIGLIA ANAGRAFICA

In questo caso l’Agenzia delle Entrate procede alla voltura d’ufficio del canone al titolare del contratto elettrico, per cui il soggetto intestatario del contratto della luce diverrà intestatario anche del canone Rai.

IN CASO DI CONTESTAZIONE DELLA BOLLETTA, DEVO PAGARE COMUNQUE IL CANONE?

Nel caso in cui l’utente paga la bolletta solo in parte, contestando determinate somme addebitate in fattura, gli importi saranno addebitati in prima battuta alla luce e solo in ultimo al canone Rai, salvo diversa dichiarazione scritta da parte dell’interessato.
Non è più consentito il suggellamento degli apparecchi.

In caso di mancato pagamento è l’impresa elettrica a provvedere all’invio dei solleciti al cliente, ma se entro l’anno solare successivo il cliente non salda il canone le azioni di recupero, con tanto sanzioni e interessi, sono effettuate dall’Agenzia delle Entrate.

L’UTENZA ELETTRICA È INTESTATA A ME, IL CANONE RAI A MIA MOGLIE? COSA SUCCEDE?
Il decreto attuativo sul canone dice che l’Agenzia delle Entrate provvede alla “voltura d’ufficio”. Il canone finirebbe in capo a chi ha intestata anche la bolletta della luce. La Rai conferma che nessuna dichiarazione deve essere presentata dalla moglie o dal marito. Può succedere che moglie e marito siano intestatari di due utenze elettriche per la stessa abitazione (accorpamento di due appartamenti) o anche per abitazioni differenti. In questo caso, la moglie o il marito possono chiedere all’Agenzia delle Entrate che il Canone sia addebitato ad una sola fattura elettrica, specificando quale.

HO UNA TV E NON PAGO IL CANONE
Il mancato pagamento del canone tv da parte di chi non e’ ancora abbonato puo’ essere rilevato in qualsiasi momento con verbale da parte delle Autorita’ di controllo. In questo caso i contribuenti devono corrispondere il canone con la decorrenza accertata nel verbale e sono soggetti alle sanzioni previste dalla legge, ammontanti nel massimo a 619 euro per ogni annualita’ evasa.
RIMBORSI
Entro 60 giorni dal varo definitivo del decreto, l’Agenzia delle Entrate deve specificare le modalità per la richiesta e l’ottenimento dei rimborsi. I tempi per riavere i soldi si presumono saranno veloci Se l’Agenzia delle Entrate darà il via libera alla restituzione, l’Acquirente Unico trasmetterà le informazioni – entro 5 giorni – alla società della luce, che ci renderà il denaro alla prima bolletta utile.

Cosa succede se guidi con bollo scaduto

Stai circolando con la tassa non pagata: quali sono le sanzioni per bollo auto scaduto? Se paghi in ritardo il bollo della tua vettura, puoi avvalerti del ravvedimento operoso per metterti in regola con il fisco e pagare sanzioni ridotte.

Considera che, con il bollo scaduto, ti verranno notificati sia la sanzione che gli interessi di mora in base al numero dei giorni di ritardato pagamento:

  • se provvedi a pagare entro 30 giorni dalla scadenza del bollo, hai una sanzione del 2,5% della tassa più gli interessi di mora calcolati giornalmente a un tasso del 3%;
  • se paghi dopo 30 giorni ma entro 12 mesi dalla scadenza del bollo, sanzione del 3% della tassa più interessi al 3%;
  • se paghi dopo 12 mesi dalla scadenza del bollo, ti toccano una sanzione del 30% della tassa più interessi del 2,5% su base semestrale.

Fai molta attenzione al caso in cui viene accertato che non paghi il bollo auto da 3 anni consecutivi! Per il bollo auto mai pagato o non pagato per tutto questo tempo, c’è il ritiro della targa e della carta di circolazione

Poi c’è la cancellazione del veicolo dai registri del PRA. Per iscriverlo di nuovo, dovrai pagare tutti i bolli e le sanzioni previste, oltre ad avviare le pratiche burocratiche necessarie.

Posso pagare il bollo auto a rate?

Molti si chiedono se l’Agenzia delle Entrate permette il pagamento del bollo auto a rate, ma purtroppo non è possibile e va saldato in un’unica soluzione.

Il pagamento a rate del bollo è previsto solo se ricevi la cartella di pagamento perché hai evaso e solo se l’importo della cartella supera i 120 euro. In questo caso, puoi richiedere una dilazione di pagamento che va dalle 5 alle 30 rate.

Bollo auto: hai ancora dubbi?

Bollo auto: pagamenti e scadenze

Il bollo auto è un’ imposta di possesso (altra cosa è la tassa di circolazione, che si applica solo ai veicoli cosiddetti “storici”, cioè di almeno 30 anni e con specifici requisiti), cioè una imposta patrimoniale (probabilmente incostituzionale), perché non riferita al valore del “patrimonio”, ma solo a caratteristiche tecniche. Il “bollo” auto infatti si calcola in base alla potenza della vettura (espressa in kilowatt) e al suo impatto sull’ambiente (Euro 0, Euro 1, Euro 2 e cosi via). Entrambi i dati, cioè potenza e livello di emissioni, sono indicati sulla carta di circolazione. L’imposta è dovuta per 12 mesi, o fino alla prima scadenza utile solo per le auto di prima immatricolazione; non sono più ammessi pagamenti per trimestri. L’imposta è a carico di chi risulta intestatario al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) de veicolo; l’onere della registrazione al PRA incombe sul proprietario del veicolo e deve avvenire entro 60 gg dall’immatricolazione o dall’autenticazione della firma del venditore in caso di veicoli usati. Occhio alla scadenza In linea generale, questa imposta va versata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del precedente pagamento. Dato che ogni Regione può variare la scadenza del bollo, è meglio fare una verifica prima di versare, perché in caso di ritardi bisogna pagare interessi e sanzioni, mentre in caso di anticipo non è facile farsi rimborsare. L’imposta è di competenza Regionale, che incassa l’intero importo, secondo i criteri fissati da una legge Nazionale. Il PRA, gestito dall’ACI non è l’esattore, ma solo l’archivio degli avvenuti pagamenti, e le Delegazioni ACI sono appunto sportelli di cassa. Su internet ci sono parecchie alternative per il calcolo del bollo in base alla targa che possono indicare, caso di pagamento oltre il termine di scadenza, anche l’importo di sanzioni e interessi da versare. Sul sito www.aci.it, è possibile calcolare il bollo partendo dalla targa del veicolo, calcolare l’importo dovuto, a seconda della regione di residenza del proprietario, verificarne la scadenza e pagarlo on line con un supplemento per il servizio BOLLONET. pari all’1,2% dell’imposta che si somma a € 1,87 di commissione fissa. Per un’imposta di € 200, il servizio costa quindi € 4,27, cioè il 2,13% dell’imposta,da confrontare con i costi e i disagi delle altre forme di pagamento ammesse. Il servizio è gratuito per i soci Aci.Pagare il bollo auto Il bollo auto può essere pagato in tabaccheria, nelle delegazioni Aci, i molte agenzie di pratiche auto e in alcune banche (anche tramite sportello bancomat oppure ricorrendo all’internet banking). In Posta, nella maggior parte dei casi, si deve compilare un bollettino in cui va indicato il numero di conto corrente postale della Regione. Nelle regioni convenzionate con l’Aci, negli uffici postali si può trovare il bollettino di pagamento già pre intestato: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Toscana, Umbria (più le province di Bolzano e Trento). A parte alcune banche, tutte le modalità di pagamento comportano il pagamento di una commissione: tabaccherie, uffici Aci e agenzie di pratiche auto chiedono una cifra fissa di 1,87 euro. I siti delle singole Regioni, se offrono questo tipo di servizio, applicano tariffe diverse tra loro, spesso in percentuale sull’importo da versare.

Loading...