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Bollo auto esenzione Legge 104, come ottenere esenzione fino 5 anni

Infatti il termine “disabilità” si riferisce, per esempio, alla capacità della persona di espletare autonomamente (anche se con ausili) le attività fondamentali della vita quotidiana e si riconduce alla legge n. 104 del 19921 . Il termine “invalidità”, invece, rimanda al diritto di percepire un beneficio economico in conseguenza di un danno biologico, indipendentemente dalla valutazione complessiva di autosufficienza, e fa riferimento alla legge n. 118 del 19712 .

Ai fini delle materie trattate nel presente testo unico, entrambe le definizioni descritte sono ritenute valide ed equivalenti. L’ISTAT adotta la definizione di disabilità proposta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nella “Classificazione Internazionale delle Menomazioni, Disabilità e Handicap”. Il punto focale di questa classificazione è la sequenza di definizioni che porta dalla menomazione all’handicap: la menomazione è il danno biologico che una persona riporta a seguito di una malattia (congenita o meno) o di un incidente; la disabilità è l’incapacità di svolgere le normali attività della vita quotidiana a seguito della menomazione; l’handicap è lo svantaggio sociale che deriva dall’avere una disabilità.

Le varie agevolazioni, che saranno trattate nel presente Testo Unico, riguardano: i veicoli nuovi e usati che sono condotti personalmente dal disabile; i veicoli nuovi e usati che sono guidati da terzi ma funzionalmente destinati alla mobilità della persona disabile. Tale secondo presupposto è stato espressamente stabilito anche dalla legge finanziaria del 20073 che ha precisato che il riconoscimento delle agevolazioni fiscali, nel caso di veicoli adattati per la locomozione dei disabili con ridotte o impedite capacità motorie, è subordinato all’uso esclusivo o prevalente del veicolo a beneficio dei predetti soggetti.

Per usufruire di tutte queste agevolazioni, bisogna che l’utilizzo del veicolo sia esclusivamente a beneficio del soggetto disabile.

Se se chi è in possesso della legge 104 è a carico esclusivamente di un familiare (possiede cioè un reddito annuo non superiore a 2.840,51 euro) , può beneficiarne anche lui stesso sostenendo la spesa esclusivamente nell’interesse del disabile.

Bollo auto e figlio con legge 104, è possibile avere l’esenzione?

Bollo auto e esenzione per legge 104/1992

La Legge 104, tra le tante agevolazioni, prevede anche l’esenzione del bollo auto sui veicoli condotti dalla persona invalida o disabile o dai familiari accompagnatori.

Per poter usufruire dell’agevolazione bisogna presentare una domanda alla Regione competente (di residenza). Alla domanda dovrà essere allegata tutta la documentazione.

Nelle regioni in cui tali uffici non sono stati istituiti l’interessato può rivolgersi all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.

Esenzione bollo auto: chi può farne richiesta

Possono fare richiesta dell’esenzione dal bollo auto i soggetti affetti da:

• disabilità con patologia che comporta ridotte o impedite capacità motorie permanenti;

• disabilità grave o con pluriamputazioni;

• disabilità per la quale e stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento;

• disabilità per cecità o sordità.

Documenti d’allegare alla domanda

Nel caso in questione art. 3 comma 3 della legge 104 bisogna presentare la seguente documentazione allegata in base al grado di disabilità:

Disabilità con patologia che comporta grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni

Il disabile deve essere stato riconosciuto portatore di handicap o invalido, in stato di gravità, affetto da patologia con grave limitazione di deambulazione o affetti da pluriamputazioni.

Il veicolo, sempre nei limiti di cilindrata previsti, non necessita di adattamento tecnico.

La documentazione da allegare alla domanda di esenzione è costituita da:

• Copia della carta di circolazione;

• Copia del verbale di accertamento dell’handicap emesso dalla Commissione medica presso la ASL di cui all’art. 4 della legge n.104/1992 dal quale risulti esplicitamente che il soggetto si trova in situazione di handicap grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/1992 derivante da patologie che comportano una grave limitazione della deambulazione o da pluriamputazioni;

• Copia della documentazione o dichiarazione sostitutiva di certificazione che attesti che il disabile è fiscalmente a carico dell’intestatario del veicolo (solo nel caso in cui il veicolo non sia intestato al portatore di handicap/invalido).

Nel caso di Disabilità mentale o psichica

Il disabile deve essere stato riconosciuto portatore di handicap o invalido, in stato di gravità, affetto da una patologia mentale o psichica, con riconoscimento della indennità di accompagnamento.

Il veicolo, sempre nei limiti di cilindrata previsti, non necessita di adattamento tecnico.

La documentazione da allegare alla domanda di esenzione è costituita da:

• Copia della carta di circolazione;

• Copia del verbale di accertamento dell’handicap emesso dalla Commissione medica presso la ASL di cui all’art. 4 della legge n. 104/1992 dal quale risulti esplicitamente che il soggetto si trova in situazione di handicap grave ai sensi dell.art.3 comma 3 della medesima legge derivante da disabilità psichica o mentale;

• Copia del certificato di attribuzione dell’indennità di accompagnamento di cui alle leggi 18/80 e 508/88 emesso dalla Commissione preposta all’accertamento dell’invalidità civile di cui alla legge n.295/90 ovvero dichiarazione sostitutiva di certificazione attestante che al disabile è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento;

• Copia della documentazione o dichiarazione sostitutiva di certificazione che attesti che il disabile è fiscalmente a carico dell’intestatario del veicolo (solo nel caso in cui il veicolo non sia intestato al portatore di handicap/invalido).

I veicoli per i quali è possibile chiedere l’esenzione

L’esenzione del bollo auto si applica ai veicoli, condotti dai disabili o utilizzati per il loro accompagnamento, con limitazione di cilindrata fino a 2000 cc se con motore a benzina, e fino a 2800 cc se con motore diesel.

L’esenzione spetta per un solo veicolo, si può possibile ottenere nuovamente l’agevolazione per un secondo veicolo solo se il primo, già soggetto di esenzione bollo, viene venduto o cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico (Pra).

Esenzione bollo auto sul veicolo del familiare

Il veicolo deve essere intestato al disabile o, in alternativa, al familiare che lo ha fiscalmente a carico, nel caso specifico il padre che ha fiscalmente a carico il figlio di 8 anni può chiedere l’esenzione bollo auto.

Un vincolo indispensabile per potere usufruire dell’esenzione del bollo auto è che il veicolo sia intestato al disabile o alla persona alla quale il disabile è fiscalmente a carico.

Per essere ritenuto a carico fiscalmente, il reddito complessivo annuo del disabile deve essere entro la soglia di euro 2.840,51. Quindi, al di sopra di questo limite, per poter usufruire delle agevolazioni fiscali, occorrerà necessariamente che il veicolo e i documenti di spesa siano intestati al disabile (e non al suo familiare).

Sono escluse da questo limite sopra indicato, i redditi esenti (le pensioni sociali, le indennità comprese quelle di accompagnamento, le pensioni e gli assegni erogati ai ciechi civili, ai sordi preverbali e agli invalidi civili) e di quelli soggetti a ritenuta a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva.

Per familiare del disabile si intende: il coniuge, i fratelli, le sorelle, i suoceri, le nuore e i generi, gli adottanti, nonché i figli e i genitori, in mancanza dei quali subentrano i discendenti o gli ascendenti più prossimi.

Esenzione bollo auto permanente

L’esenzione dal pagamento del bollo ha carattere permanente, se riconosciuta per il primo anno (con presentazione di regolare domanda), prosegue anche per gli anni successivi, senza l’onere di ulteriori adempimenti.

Solo quando vengono meno le condizioni dell’agevolazione (per esempio il veicolo viene venduto oppure viene meno l’invalidità del beneficiario), l’interessato (o agli eredi dello stesso) devono darne tempestiva comunicazione all’ufficio competente, pena il recupero del tributo e l’applicazione di sanzioni.

In alcuni casi è possibile riavere indietro i soldi pagati per errore. Come procedere per non perdersi tra le procedure di ogni singola Regione

Gli automobilisti lo pagano ogni anno: è il bollo auto, una tassa locale che finisce nelle casse delle Regioni. Tenete presente che questo balzello va versato anche se tenete l’automobile per mesi sempre dentro il box. Il pagamento è comunque dovuto perché il bollo è una tassa sulla proprietà e non legato all’uso effettivo della vettura (è infatti sbagliato utilizzare l’espressione “tassa di circolazione”).

Rispettare le scadenze La scadenza del pagamento solitamente corrisponde al mese successivo alla prima immatricolazione del veicolo. A questa regola fanno eccezione alcune Regioni (per  esempio, Lombardia e Piemonte), che per alcune tipologie di vetture fissano la scadenza del bollo nello stesso mese della prima immatricolazione. È importante pagare entro i tempi stabiliti dalla legge, perché chi li supera deve versare anche i relativi interessi di mora. Facciamo un esempio per darvi un’idea di quanto vi può costare il ritardo nel versamento: se pagate dopo un mese dalla scadenza prefissata, la multa è pari al 3% del balzello originario, più gli interessi legali giornalieri (che sono l’1% su base annua).

Ricordatevi che se non versate il bollo per più di tre anni consecutivi e non regolarizzate la vostra situazione nemmeno entro 30 giorni dalla conseguente notifica, la vostra vettura verrà radiata d’ufficio dal Pra, cioè dal Pubblico registro automobilistico. In poche parole: vi ritirano la carta di circolazione e le targhe dell’automobile. Di conseguenza, la vostra macchina non può più circolare. Ridatemi i soldi Se per errore oppure per sbadataggine avete pagato il bollo più del dovuto, potete chiedere la restituzione del denaro ingiustamente versato. In pratica, il rimborso può essere chiesto in tre differenti casi: > se vi siete accorti di avete pagato due volte per lo stesso veicolo all’interno dei dodici mesi (per esempio, avete versato il bollo a dicembre e poi di nuovo a gennaio);

se avete verificato di avere versato più soldi del dovuto (per esempio, avete calcolato la tassa in base a parametri sbagliati); > se il pagamento si riferisce a un periodo durante il quale non possedete più la vettura: per esempio, avete versato il bollo per tutto l’anno, ma due mesi dopo vi hanno rubato la macchina o l’avete fatta rottamare. In questo caso dovete chiedere il rimborso della quota di bollo pagata ma non goduta. Se acquistate un’altra vettura, potete chiedere che ciò che avete pagato in più venga compensato sul bollo di quest’ultima: in questo modo recuperete il denaro più rapidamente rispetto al rimborso vero e proprio.

Le soglie minime regionali Per chiedere il rimborso o la compensazione in linea di massima avete tempo 36 mesi a partire da quello in cui avete fatto il pagamento sbagliato. Passato questo termine si perde il diritto alla restituzione del denaro. Ciascuna Regione può fissare un limite minimo di rimborso (vedi riquadro a lato), sotto il quale non vi spetta nulla. In pratica, questa soglia va dai 10,33 euro di Abruzzo, Emilia Romagna e Umbria fino ai 30 euro di Trentino Alto Adige e Veneto. Quindi, per fare un esempio, prendiamo il caso di due automobilisti veneti: quello a cui spetterebbero 29 euro di rimborso rimarrà a bocca asciutta, mentre quello a cui ne toccano 31 intascherà il denaro (o lo potrà utilizzare per compensare).

Come fare la domanda La richiesta di rimborso può essere presentata in modi diversi a seconda delle regole regionali (vedi riquadro a destra): si va dalla domanda in carta semplice a quella su apposito modulo reperibile negli uffici Aci. La richiesta va inviata con raccomandata a.r. o portata a mano all’ufficio competente, che cambia da Regione a Regione (vedi più avanti). Nella domanda, oltre ovviamente ai dati anagrafici del richiedente, alla targa e ai dati identificativi del veicolo, vanno specificati il codice fiscale, il numero di telefono, il motivo per cui si chiede il rimborso e l’anno di riferimento. Va anche indicata la modalità con cui si intende ricevere il rimborso: conto corrente postale, assegno circolare (con spese, però, a carico del destinatario), bonifico su conto corrente bancario (in quest’ultimo caso vanno riportati Abi e Cab della banca).

Dove fare la richiesta La procedura per chiedere il rimborso del bollo è differente a seconda della Regione. In linea di massima, le strade che si possono seguire sono tre: > per coloro che risiedono in Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Liguria e Puglia, la domanda va effettuata a un ufficio Aci. > per chi vive in Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna la richiesta va fatta all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente in base al domicilio fiscale del contribuente; > per tutte le altre regioni, la domanda va fatta alla Regione stessa, indirizzandola a uffici differenti a seconda della singola Regione (ufficio tributi, ufficio ragioneria, settore politiche fiscali…). I documenti da allegare A seconda del motivo per cui si chiede la restituzione di quanto erroneamente pagato, alla domanda di rimborso, in linea di massima, vanno allegati alcuni documenti.

Chi ha pagato lo stesso bollo più volte dovrà presentare anche: > la ricevuta di versamento da rimborsare (generalmente l’ultimo bollo versato) in originale; > la ricevuta di versamento del bollo valido (generalmente quello pagato per primo) in fotocopia; > la fotocopia leggibile della carta di circolazione del veicolo cui si riferisce il bollo valido. Chi ha pagato, in unica soluzione, più del dovuto dovrà presentare anche: > la ricevuta del bollo pagato in eccesso in fotocopia leggibile; > la fotocopia leggibile della carta di circolazione del veicolo cui si riferisce il bollo valido. Chi ha pagato un bollo non dovuto dovrà presentare anche: > la ricevuta di versamento da rimborsare in originale; > la fotocopia leggibile dell’atto che attesta il motivo per cui non era dovuto il pagamento del bollo del veicolo (denuncia di furto dell’auto, atto di vendita, il certificato per la demolizione…)

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