Braccio di ferro tra Argentina e Italia per il pagamento dei bond del default

19 giugno 2014 09:300 commentiDi:

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Prima delle crisi finanziaria globale e prima ancora della crisi greca, i cittadini di tutto il mondo avevano assistito ad un uno dei più traumatici eventi finanziari che la storia ricordi: il default dell’Argentina. Ora che sono passati più di 12 anni la questione non sembra ancora chiusa. 

L’Argentina infatti si rifiuta di pagare gli obbligazionisti italiani del debito, coloro che dopo il grande fallimento del paese, uno dei più grandi che si ricordino negli ultimi tempi, avevano investito nelle possibilità di ripresa della nazione e ora attendono il rispetto degli impegni presi a livello internazionale.

> Perché le nazioni falliscono?

È iniziata quindi proprio in questi giorni negli Stati Uniti, presso la Banca Mondiale, l’udienza finale della disputa con cui gli investitori italiani sperano di trovare giustizia dopo molti anni, dal momento che per molto tempo gli argentini si sono rifiutati di pagare quanto dovuto alla task force argentina. Nel frattempo, intanto, anche altre persone sono in attesa della loro controparte, come i proprietari degli hedge fund, dal momento che il governo aveva chiesto alla Corte Suprema degli Stati Uniti di non pagare gli oltre 1,3 miliardi di dollari per quelli che non aderiscono al cambio sul debito. Perdendo però il ricorso.

E’ possibile il fallimento in Italia?

Per gli investitori italiani inizieranno quindi due settimane di udienza in cui si svolgerà l’arbitrato, nel quale i creditori privati cercheranno di ottenere giustizia, così come avvenuto con il club di Parigi. I creditori italiani così perseguono il loro obiettivo attraverso l’arbitrato che porterà ad ascoltare difensori delle rispettive parti, funzionari del governo argentino, consulenti di economia e esperti di diritto, che dovranno quantificare le perdite e i danni. Ci sarà anche un esperto indipendente che sarà incaricato di verificare la correttezza della banca dati preparata dagli obbligazionisti italiani.

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