Capitali all’estero, i moduli per l’adesione alla collaborazione volontaria

13 febbraio 2014 09:570 commentiDi:

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Se avete dei capitali, immobili o altre disponibilità all’estero non dichiarati al fisco italiano, è arrivato il momento di regolarizzare la vostra posizione aderendo alla collaborazione volontaria, altrimenti detta voluntary disclosure, ovvero una procedura messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per mettersi in regola pagando solo una parte delle sanzioni amministrative o penali in questi casi.

In pratica, come accade a chi fa il ravvedimento operoso, dichiarando attraverso gli appositi modelli messi a disposizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate si potrà ottenere la riduzione di un quarto delle sanzioni che normalmente vengono applicate quando si accertano questo tipo di violazioni.

Potranno aderire alla collaborazione volontaria le persone fisiche, le società semplici e gli  enti non commerciali che hanno trasferito capitali o che hanno acquistato proprietà, come immobili o altro tipo di disponibilità, senza averli dichiarati. Le somme e le disponibilità all’estero interessate dalla collaborazione operosa sono quelle detenute al 31 dicembre 2012 e quelle per le quali non è sono ancora trascorsi i cinque anni dal primo accertamento della violazione.

Come e quando presentare la domanda di adesione per la collaborazione volontaria

C’è ancora molto tempo per presentare la domanda di adesione alla volontary disclosure: chi aderisce, infatti, ha tempo fino al 30 settembre 2015 per presentare all’Agenzia delle Entrate i modelli per la dichiarazione di quanto posseduto o trasferito all’estero e non dichiarato.

La domanda deve essere compilata attraverso l’apposito modello messo a disposizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate, ove è possibile anche consultare una guida alla compilazione e un glossario dei termini contenuti nel modello, onde evitare di commettere errori.

Cosa accade dopo la presentazione della domanda?

I contribuenti dovranno pagare le somme dovute al Fisco italiano, che saranno ridotte fino ad un quarto della somma minima prevista in questi casi, senza la possibilità di avvalersi della compensazione. Solo a pagamento avvenuto la posizione del contribuente può dirsi definitivamente regolare.

 

 

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