Che cosa prevede il contratto a tutele crescenti

17 settembre 2014 12:310 commentiDi:

Business  e lavoro - 01

Il governo Renzi sta attualmente lavorando sulla nuova riforma del lavoro, che andrà a modificare assetto e norme di quella promulgata sotto il governo Monti, qualche anno fa, la Riforma Fornero, e uno degli obiettivi della stessa consisterà nel riordino e nella modifica della tipologie contrattuali consentite. Ci saranno cioè nuove forme di contratto che si andranno ad affiancare a quelle già esistenti e altre che verranno abolite. 

L’emendamento del governo sulle nuove assunzioni

Una tipologia di contratto che verrà sicuramente introdotta dal nuovo disegno di legge è il cosiddetto contratto di lavoro a tempo determinato a tutele crescenti, rivolto in particolar modo all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Si tratta infatti di una tipologia di contratto rivolta ai neoassunti, il quale, per la durata dei primi 3 anni vede sospese le tutele fornite dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.


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Di conseguenza, per i giovani neoassunti soggetti a questo inquadramento contrattuale, le aziende avranno la possibilità, nel corso dei primi tre anni di interrompere il rapporto di lavoro, anche se formalmente il contratto ha la possibilità di diventare un contratto a tempo indeterminato.

Il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti che aumentano con l’aumentare della anzianità del lavoratore stesso non è certo una novità assoluta nella normativa del lavoro italiana. Le sue origini risalgono almeno al 2009 quando venne teorizzato per la prima volta da Pietro Ichino, proposta poi seguita da quelle simili di Tito Boeri e Pietro Garibaldi,nel 2010, tanto che nel 2012 doveva essere inserito nel programma del governo Monti come elemento di riforma.

Torna ora come emendamento alla legge delega sulla Riforma del Lavoro nella veste di un contratto in cui nei primi 36 mesi, dopo il periodo di prova, il datore di lavoro può recedere dal contratto anche senza motivazione dandone però il dovuto preavviso al dipendente.






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