Classifica rating stati zona Euro

29 febbraio 2012 10:080 commenti

Il downgrade di Standard & Poor’s sulla Grecia al livello “SD”, cioè default parziale (selected default), è stato l’ultimo di una lunga serie di bocciature sugli stati sovrani della zona euro iniziata sul finire del 2009 quando l’agenzia di rating Fitch decise di declassare il paese ellenico al livello “BBB+”, due gradini sopra il giudizio “junk” (spazzatura). Si scoprì che il bilancio pubblico greco era stato truccato: il rapporto deficit/pil 2009 non era al 3,7% ma al 12,7%! Da allora è avvenuta una pericolosa escalation della crisi del debito sovrano nella zona euro, che ha coinvolto altri paesi fino ad allora considerati inattaccabili come Italia, Belgio, Irlanda e Spagna.


Oggi la Grecia, considerata ormai ad un passo dal default, ha il peggior rating della zona euro e dell’Ue-27. S&P valuta Atene con “SD”, Moody’s “Ca” e Fitch “C”. Si tratta di giudizi che ormai scontano il fallimento del paese, tanto che ieri la BCE ha dovuto sospendere i titoli greci come garanzia collaterale per i prestiti alle banche. Non se la passano bene nemmeno Irlanda (che però sembra sulla strada della guarigione) e Portogallo. In particolare, Lisbona sembra la prossima vittima di questa crisi con un rating attuale a “BB” (S&P), “Ba3” (Moody’s) e “BB+” (Fitch), cioè tutte valutazioni che esprimono un elevato rischio dell’emittente.

L’Italia viene giudicata da S&P con rating “BBB+” (lo stesso di Irlanda, Russia, Colombia, Perù, Messico e Kazakhstan), mentre Moody’s e Fitch hanno una valutazione più elevata rispettivamente a “A3” ed “A-“. Gli unici paesi a mantenere il rating di massima affidabilità creditizia da tutte e tre le agenzie sono Germania, Olanda, Finlandia e Lussembrugo. Francia e Austria, invece, hanno perso la tripla A solo con S&P. Ques’ultima ha recentemente tagliato l’outlook a “negativo” del fondo salva-stati europeo EFSF, dopo averlo privato del rating “AAA” a seguito del declassamento di Francia ed Austria avvenuto lo scorso 13 gennaio.






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