Come calcolare l’imposta di registro sul contratto di locazione nel 2014

9 giugno 2014 15:530 commentiDi:

Detrazioni-Fiscali

Quando si stipula un contratto di locazione per un immobile a fini abitativi, ovvero nel caso abbastanza comune in cui si affitta una casa o un appartamento al fine di abitarci dentro, l’inquilino e il proprietario sono tenuti al pagamento, tra le altre cose, di una imposta di registro, un tassa che grava sulla registrazione del contratto stesso. 

Quali tasse si pagano su un contratto di locazione?

Questa tassa è una imposta di competenza dell’Agenzia delle Entrate che l’inquilino e il proprietario sono tenuti a pagare in solido, secondo le normali norme di divisione delle spese, alle quali abbiamo dedicato un post in precedenza.

Come ripartire le spese condominiali tra inquilino e proprietario


Vediamo quindi a quando ammonta questa tassa di registro e come è possibile calcolarla sulla base delle disposizioni normative fiscali emanate dall’Agenzia delle Entrate per l’anno 2014.

Nel caso in cui si affitta un immobile a fini residenziali, l’Agenzia prevede il pagamento del 2 per cento del canone annuo pattuito moltiplicato per il numero totale delle annualità nei contratti di più anni.

Ci sono però anche due agevolazioni di cui si può beneficiare. La prima riguarda i contratti di affitto di tipo concordato per immobili situati in zone ad alta densità abitativa – si tratta di un ristretto numero di comuni italiani – per i quali l’imposta viene ridotta di un 30 per cento una volta calcolato il totale con il precedente sistema.

C’è però anche una seconda detrazione di cui si può usufruire sulla base del metodo di pagamento utilizzato. Chi paga in un’unica soluzione beneficia di una riduzione dell’importo pari al 50 per cento del tasso di interesse legale per l’anno in corso moltiplicato per il numero delle annualità.






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