Come esercitare il diritto di recesso con gli acquisti via internet

28 gennaio 2014 09:000 commentiDi:

contratto

Con la sempre maggiore diffusione di internet e degli strumenti di pagamento elettronici, negli ultimi anni il numero delle transazioni commerciali che avvengono a distanza, ovvero tra soggetti che non si trovano fisicamente nello stesso posto è vertiginosamente aumentato, e le vendite, anche quelle relative ai beni di più frequente utilizzo e consumo, si realizzano ormai per buona parte online. 

Il commercio elettronico presenta per i consumatori degli indubbi vantaggi dal punto di vista di possibilità di scelta, vastità dell’offerta e convenienza nei prezzi, nonché l’indiscutibile comodità del risparmio del proprio tempo e della ricezione del bene o del servizio acquistato direttamente presso il proprio domicilio.

Gli acquisti che si compiono via internet, però, proprio a causa della loro estrema semplicità e immediatezza, possono dare luogo anche ad una serie di ripensamenti da parte del consumatore, che a distanza di tempo o all’arrivo della merce può tornare sulla sue decisione di acquisto o non essere del tutto soddisfatto di quello che ha acquistato, verificando a posteriori l’effettiva natura, consistenza e qualità del bene comprato.

In tutti i casi di immediato ripensamento o insoddisfazione rispetto ad un prodotto o un servizio acquistato i consumatori italiani ed europei possono però esercitare il diritto di recesso, che li tutela nei confronti di tutte le forme di commercio, sia di tipo tradizionale, sia a distanza, cioè esercitato via internet.

In Italia, ad esempio, questo diritto è appunto sancito dal Codice dei Consumatori, che recepisce le leggi italiane ed europee in merito alle transazioni commerciali e in particolar modo offre ai consumatori una tutela nei confronti di:

  • tutte le transazioni commerciali realizzate a distanza, quindi non solo attraverso internet, ma anche attraverso le vendite telefoniche e le vendite per corrispondenza
  • tutte le transazioni commerciali realizzate al di fuori dei locali commerciali, come ad esempio le vendite porta a porta.

In tutti questi casi i consumatori hanno in generale il diritto di esercitare il recesso dalla vendita, o meglio dal contratto di compravendita che la disciplina – anche senza che sia stato appositamente “firmato” – senza alcun onere a proprio carico.

In questo post vedremo quindi meglio che cosa dice la normativa in relazione a come esercitare il diritto di recesso, quali sono i diritti dei consumatori e cosa prevede in particolare la legge in merito agli acquisti effettuati via internet.

Leggendo questo post potrete infatti sapere:

  • che cos’è e come funziona il diritto di recesso
  • quando si può esercitare il diritto di recesso
  • come esercitare il diritto di recesso
  • come calcolare i 10 giorni a disposizione per l’esercizio del recesso
  • quali sono gli oneri a carico del consumatore che esercita il diritto di recesso.

Come esercitare il diritto di recesso

Che cos’è e come funziona il diritto di recesso

Il diritto di recesso è dunque quel diritto in base a cui una delle due parti che realizzano una qualsiasi transazione commerciale – nel caso specifico il CONSUMATORE – può recedere dal contratto di compravendita in maniera unilaterale sciogliendo tutti gli obblighi in precedenza assunti, senza lo specifico consenso dell’altra parte in gioco – nello specifico il VENDITORE.

Quando un consumatore decide di esercitare cioè il diritto di recesso, la vendita, di fatto, non si realizza, perché il compratore non acquista il bene e non ne diviene proprietario e il venditore non incassa quanto dovuto dalla vendita.


Il venditore non può in alcun modo contestare la decisione del compratore di non realizzare la vendita. E’ opportuno infatti sapere che quella presa dal consumatore è ritenuta una decisione insindacabile che avviene senza, oltretutto, la necessità di specificarne il motivo.

Quando è possibile esercitare il diritto di recesso

Il diritto di recesso può essere effettuato entro il termine di 10 giorni dal momento in cui viene effettuata la vendita. Questo significa, tradotto in termini pratici, che la comunicazione del recesso, cioè come vedremo tra poco l’apposita raccomandata deve riportare la data di un giorno compreso tra il primo e il decimo giorno.

Non fa fede, invece, la data in cui la raccomandata stessa, accettata in tempo utile, viene recapitata al venditore.

In merito a questo aspetto, è necessario però prestare attenzione a due cose.

Il solo avviso di ricevimento – la ricevuta di ritorno – di una raccomandata non può essere utilizzato per provare l’avvenuto esercizio del diritto di recesso – servirà, invece, l’attestazione dell’invio.

Nel caso in cui, inoltre, ci si trovi di fronte ad un contratto, come spesso succede, che riporta dei termini per il diritto di recesso diversi da quelli stabiliti dalla legge e dal Codice del Consumo, tali termini sono da considerarsi nulli, cioè illegittimi, e andranno comunque applicati quelli della normativa.

Come è possibile esercitare il diritto di recesso

Per esercitare il diritto di recesso l’acquirente, cioè il consumatore, deve inviare al venditore una lettera in cui comunichi la propria volontà di recesso. La lettera, come abbiamo anticipato, deve essere inviata via posta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno – avviso di ricevimento.

Fac-simile lettera diritto di recesso

La comunicazione, tuttavia, nei casi di maggiore urgenza, può essere inviata anche attraverso le seguenti modalità:

  • posta elettronica
  • fax
  • telegramma
  • telex

purché nelle 48 ore successive si provveda anche all’invio della lettera di recesso via posta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

Come calcolare i 10 giorni a disposizione per l’esercizio del recesso

Una attenzione a parte, infine, merita la questione del calcolo dei 10 giorni che i consumatori hanno a disposizione per l’esercizio del diritto di recesso, perché lo stesso Codice del Consumo ammette più possibilità.

Nel caso in cui si tratti di una vendita effettuata a distanza, come una vendita relativa ad acquisti via internet, i dieci giorni di tempo andranno così calcolati:

  • se il venditore ha fornito al compratore le informazioni sul prodotto o servizio previste dal Codice del Consumo a partire dalla consegna della merce o a partire dalla consegna delle informazioni sul diritto di recesso
  • se il venditore non ha fornito al compratore le informazioni sul prodotto o servizio previste dal Codice del Consumo il compratore non avrà più a disposizione solo 10 giorni, ma i giorni diventeranno 60 nel caso in cui si tratti della vendita di un bene e 90 nel caso in cui si tratti della vendita di un servizio.

Quali sono gli oneri a carico del consumatore che esercita il diritto di recesso

Il consumatore che esercita il diritto di recesso non è tenuto a sostenere alcun onere o alcuna spesa per questo motivo.

Non possono essere addebitate al consumatore le spese per l’invio della merce, ma solo, al massimo, quelle per la sua restituzione.






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