Come funziona lo Spesometro 2013 – Le novità sui redditi

22 aprile 2014 16:380 commentiDi:

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Entra a regime proprio nel mese di aprile 2014 lo Spesometro 2013, il sistema utilizzato già da alcuni anni dall’Agenzia delle Entrate per raccogliere i dati  relativi all’attività svolta da piccole e medie imprese, liberi professionisti, commercianti e lavoratori autonomi, tutti tenuti ad inviare al fisco il resoconto delle fatture emesse.

Dopo un paio di anni di rodaggio, quindi, che hanno riguardato in particolare la comunicazione dei dati IVA relativi al 2011 e al 2012, ora nel 2014 lo Spesometro 2013 entra nel pieno del suo funzionamento e piano piano si allarga la platea dei contribuenti chiamati alla comunicazione dei dati.

Scadenze Spesometro 2013 – Quando e come comunicare i dati delle fatture

Entro il 22 aprile 2014 devono intanto presentare le loro comunicazioni i soggetti IVA tenuti alla contabilità trimestrale, ovvero le seguenti categorie di contribuenti:


  • piccole imprese
  • lavoratori autonomi
  • artigiani
  • liberi professionisti.

Entro il 30 aprile 2014, invece, dovranno comunicare i dati delle fatture tutti gli operatori non soggetti all’obbligo di fattura e i commercianti, ma solo per le fatture il cui importo superi i 3600 euro.

In più, allo Spesometro 2013 prenderanno parte anche i piccoli imprenditori agricoli, coloro che hanno un reddito dichiarato inferiore ai 7 mila euro. Restano fuori dalla chiamata, per il momento, coloro che usufruiscono del regime dei minimi e le nuove attività, che godono di regimi fiscali agevolati.

Ma a cosa serviranno i dati che l’Agenzia delle Entrate ha chiesto ai contribuenti di comunicare, ormai anche al di sotto della soglia dei 3600 euro? La novità del 2014 e dell’entrata a regime dello Spesometro è proprio il fatto che le fatture emesse serviranno al fisco come termine di confronto con i dati del Redditometro, entrato in vigore lo scorso anno, per capire su quali dei profili fiscali dirigere i controlli, in quanto possibili depositari di uno scostamento superiore al 20 per cento tra i redditi dichiarati e le spese effettuate.

 






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