Contratto di affitto per studenti – Cosa succede in caso di recesso di uno dei conduttori

2 luglio 2014 10:580 commentiDi:

economia casa

Sono numerose le città italiane in cui si stipula una grande quantità di contratti di affitto per studenti. Questa tipologia di contratto, infatti, è molto diffusa in tutte le città italiane in cui siano presenti università o istituti superiori di formazione, al fine di andare incontro alle esigenze abitative di natura transitoria di questa particolare categoria di conduttori, per i quali un contratto di quattro anni più quattro non sarebbe evidentemente adeguato. 

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Per i contratti di affitto per studenti la legge italiana di riferimento è il testo della legge n. 431 del 1998, la quale spiega anche come bisogna comportarsi, sia da parte dei conduttori, sia da parte dei locatori, nel caso in cui ci si trovi di fronte all’esigenza di un recesso o di un subentro – qualora quest’ultimo sia previsto dal contratto.

Quali sono le diverse tipologie di contratto di affitto tra privati?

Nei contratti di affitto destinati alle esigenze abitative di natura transitoria degli studenti universitari è previsto in genere il recesso per gravi motivi – di cui si parla nell’articolo 9 della legge – il cui avviso deve essere inviato al locatore con almeno 3 mesi di preavviso tramite lettera raccomandata.

Sia il recesso per gravi motivi che il subentro qualora previsto sono concessi a uno o più dei conduttori firmatari del contratto e prevedono che a partire dal mese del recesso la locazione prosegua nei confronti degli altri firmatari del contratto, ferma restando la solidarietà del conduttore recedente per i periodi pregressi.

Tradotto in altre parole questo significa che, dal momento che l’accordo è stato stretto in solido dai conduttori, quando si ha il recesso di un conduttore gli altri sono tenuti a pagare l’intero importo dell’affitto fino all’arrivo di un nuovo subentrante e i locatori sono così tutelati nella percezione del canone richiesto.

 

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