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Controlli fiscali eccessivi 11 ispettori per ogni azienda

I controlli fiscali, accessi e visite alle imprese, sono eccessivi “con costi come tempo perso, stress, e occasioni di corruzione. Un’oppressione fiscale che dobbiamo interrompere”.  Ad affermarlo il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Per il titolare del dicastero dell’Economia deve esistere il diritto a dire “non mi rompete più di tanto”.

ro dell’i alle aiende del corpo di RealuOltre un milione e mezzo di controlli fiscali nel 2010. Più di 300mila sul fronte del lavoro. Per metterle in fila se ne contano almeno 11: Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, Dogane, Equitalia, Lavoro, Inps, Inail, Vigili urbani, Vigili del fuoco, Guardie forestali e Asl. E possono anche non bastare, visto che ognuna presenta più sfaccettature a seconda della tipologia di attività che il contribuente svolge È solo la punta dell’iceberg delle attività ispettive cui devono sottostare i contribuenti e le imprese chiamate a rispettare adempimenti e obblighi amministrativi. 

Il ministro Tremonti ha voluto, così, rispondere alla recenti critiche di Confindustria e di Luca Cordero di Montezemolo, e lancia una proposta che prevede una “concentrazione” dei controlli a cui sono sottoposte le imprese da parte dei diversi ispettori, attraverso “un critero equilibrato”. 

“C’è una cosa su cui potremmo lavorare insieme: abbiamo un quantum di controlli assolutamente incredibile ed eccessivo. In molti settori  potremmo immaginare un qualche tipo di concentrazione che salvi le esigenze erariali e che tuttavia riduca il continuo meccanismo di frequentazione delle imprese, per cui va via uno ma dopo una settimana arrivano i vigili  e poi seguono gli ispettori”. Continua il ministro. 

Secondo Tremonti l’esigenza prioritaria è quella di trovare “un equilibrio tra l’esigenza del controllo e l’attività delle imprese. “Credo che faremmo un servizio all’economia del Paese”. 

A volte le operazioni di verifica non sempre sono coordinate, pertanto un’azienda in uno stesso periodo può ritrovarsi a far fronte ad altre ispezioni della stessa sorte ma con funzionari appartenenti ad altri enti di vigilanza.  

Esiste un vero e proprio esercito di controllori:  composto da 5mila tecnici superspecializzati (3.500 del ministero del Lavoro; 1.400 dell’Inps e 300 dell’Inail).  

Ma nella stessa azienda possono bussare alla porta anche: Guardia di Finanza, Vigili urbani, Asl, Carabinieri, funzionari dell’Agenzia delle Entrate ecc.

Da qui la frase del Ministro “Non mi rompete più di tanto”.

In ogni caso se l’azienda è in regola o comunque ha provveduto a ravvedersi, un controllo a distanza “on line”, attraverso il nuovo sistema informatico in funzione a tutti gli organi di vigilanza “SGIL”, Sistema gestionale ispettori del lavoro, può essere più che sufficiente, pertanto un accertamento fisico può concretizzarsi solo per quelle imprese recidive o che risultano irregolari.

 

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