In cosa consiste il modello tedesco del mercato del lavoro

18 marzo 2014 16:320 commentiDi:

Business  e lavoro - 01

La Germania si trova oggi ad essere una delle nazioni più forti e competitive d’Europa perché negli anni passati ha saputo rafforzare la propria economia a partire dal mercato del lavoro. Si sente infatti spesso parlare a proposito di questi temi di “modello tedesco”, un modello che è riuscito in poco tempo -ovvero circa una decina di anni – ad abbattere l’alto numero di disoccupati che vi erano in Germania alle soglie del 2000. 

Cosa prevedono i contratti di lavoro a termine voluti dal Jobs Act

Le parole d’ordine del cambiamento in Germania sono state l’introduzione di una grande flessibilità nel mercato del lavoro e di una grande competitività sui salari, ma anche tutta la serie di misure occupazionali varate attraverso la riforma del lavoro voluta da Hartz, ex consigliere d’amministrazione del gruppo automobilistico Volkswagen, che fra il 2003 e 2005, sotto il governo Schroeder, diede vita al nuovo assetto del mondo del lavoro che ha portato la nazione ad essere la potenza di oggi.


A quei tempi la Germania aveva circa 5 milioni di disoccupati. Per ridurre drasticamente il loro numero e avere circa due milioni in più di occupati, si è allora pensato di introdurre in primo luogo dei sussidi di disoccupazione universali, ovvero dei contributi per tutti coloro che fossero impegnati nella ricerca attiva del lavoro, ma che avevano una caratteristica innovativa. Erano soggetti alla decurtazione delle sovvenzioni previste se non venivano accettate le proposte di lavoro presentate dagli istituti statali.

Ma la riforma Hartz non si è fermata a questo punto. La ricetta per l’occupazione tedesca ha infatti previsto l’erogazione di buoni per la formazione e il rafforzamento del ruolo delle agenzie interinali e dei job center, come anche l’introduzione di altre tipologie di contratti particolarmente flessibili.

Sono stati introdotti infatti i Minijob, cioè contratti di lavoro a tempo determinato che non prevedono forme di pensione e di assicurazione sanitaria ma sono anche al tempo stesso molto poco tassati e i cosiddetti Midijob, cioè i contratti con retribuzione massima a 400 euro. Completa il quadro anche un sostegno per gli over – 50 che si ritrovano senza lavoro.






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