Cosa prevede il blocco dei contratti pubblici fino al 2020

13 aprile 2014 16:220 commentiDi:

ACCORDO CONTRATTO FIRMA INTESA

Il Documento di Economia e Finanza presentato per l’anno 2014 prevede al suo interno una serie di misure per il taglio degli esorbitanti stipendi dei manager pubblici, che in un periodo di spending review e di recupero delle risorse verranno equiparati, come valore massimo, a quello del Presidente della Repubblica. Lo stesso testo, tuttavia, non include una previsione di spesa per il rinnovo dei contratti del settore pubblico, che già da alcuni anni aspettano di essere rinnovati. 

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Come è noto, infatti, i contratti di lavoro di tutti i dipendenti statali risultano bloccati al 2010, essendo in seguito stati bloccati anche per iniziativa del precedente Governo Letta. Se non verranno quindi trovate le coperture per procedere al rinnovo, quindi, – e il DEF 2014 è stato purtroppo già presentato nella versione definitiva – i contratti dei dipendenti della PA rischiano di restare bloccati fino al 2020. 

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Ad essere precisi, infatti, all’interno del DEF 2014 si legge:

“nel quadro a legislazione vigente la spesa per redditi da lavoro dipendente delle amministrazioni pubbliche è stimata diminuire dello 0,7% circa per il 2014 per poi stabilizzarsi nel triennio successivo e crescere dello 0,3% nel 2018, per effetto dell’attribuzione dell’indennità di vacanza contrattuale riferita al triennio contrattuale 2018-2020.”

Il DEF, cioè, parla del pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale per gli anni 2018 – 2020 perché per la PA non è previsto alcun rinnovo contrattuale in quel periodo. In più a questa situazione si deve sommare anche il blocco del turn – over che è stato confermato fino al 2017.

Ma se gli stipendi dei lavoratori del settore pubblico venissero effettivamente bloccati fino al 2020, i dipendenti PA si troverebbero davanti ad una realtà di 10 anni consecutivi di blocco, dal 2010 al 2020. Il diritto al rinnovo del contratto di lavoro non può però essere dimenticato proprio da coloro che sembrano avere intenzione di ridare potere d’acquisto ai lavoratori attraverso il taglio del cuneo fiscale.

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