Cosa prevede il Nuovo Redditometro dopo la revisione sulla privacy

13 marzo 2014 16:450 commentiDi:

redditometro

A partire dallo scorso mese di Novembre, nel 2013, il Nuovo Redditometro, lo strumento di cui si è dotata l’Agenzia delle Entrate per effettuare controlli di veridicità a più ampio raggio sulle dichiarazioni dei redditi degli italiani, è stato  sottoposto ad un attento esame da parte del Garante della privacy, che ne ha rivisto alcuni punti essenziali e modificato alcuni aspetto del funzionamento.  

Chi rischia i controlli con il Redditometro

Il Nuovo Redditometro tornerà quindi in funzione ora, in seguito alla revisione, nella versione riveduta e corretta da parte dell’Authority che prevede di tenere conto all’interno del procedimento di accertamento sintetico, soltanto dei seguenti elementi:


  • le spese certe
  • le spese per elementi certi
  • la quota di incremento patrimoniale imputabile al periodo di imposta
  • la quota di risparmio generatasi nell’anno.

Da questo assetto dello strumento ne consegue quindi che l’Agenzia delle Entrate sia in fase di selezione dei contribuenti, sia in fase di contraddittorio non potrà utilizzare i dati derivanti dalle cosiddette medie Istat, di cui si era parlato in precedenza. Tutte le spese rilevate in fase di accertamento dovranno essere cioè legate a dati certi.

Inoltre, per meglio sondare la situazione di ogni singolo nucleo familiare e evitare di andare a segnalare incongruenze là dove non ce ne sono, prima di inviare un invito al contraddittorio, la situazione della famiglia verrà confrontata con quella risultante presso l’anagrafe comunale, grazie ad un incrocio delle banche dati telematiche. Verrà cioè risolto in anticipo l’eventuale disallineamento tra la Famiglia fiscale – che può prevedere più o meno familiari a carico – e la Famiglia anagrafica – che può comprendere anche familiari non fiscalmente a carico – dei vari contribuenti.

Una novità introdotta nella Nuova versione rivista del Redditometro sarà anche relativa alla voce del fitto figurativo, la spesa per l’abitazione principale che viene attribuita a chi non risulta proprietario di un immobile nella città di residenza. Quest’ultima non potrà essere presa in considerazione in fase di selezione ma solo in sede di contraddittorio.






Tags:

Lascia una risposta