Cosa prevedono i contratti di lavoro a termine voluti dal Jobs Act

16 marzo 2014 15:530 commentiDi:

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Con la presentazione delle misure e degli interventi inseriti all’interno del Jobs Act il governo Renzi ha voluto introdurre nel sistema italiano una serie di cambiamenti per la ripresa del mondo del lavoro. Una parte di questi cambiamenti riguarderà anche la contrattualistica fino ad oggi vigente  e modificherà quanto previsto dalla precedente disposizione in materia, emanata attraverso l’ultima riforma del lavoro, la Riforma Fornero. 

Il Ministero del Lavoro, dunque, dopo la presentazione del programma del Jobs Act ha precisato quali saranno i primi cambiamenti che occorreranno ai contratti di lavoro, di cui si aspira in generale ad una riduzione nelle tipologie e ad una nuova organizzazione di quelli a tempo determinato.

Le principali misure del Jobs Act proposto da Renzi


Proprio per i contratti a termine è previsto che, a differenza del passato, potranno essere sempre senza causale per un periodo di tempo pari a 36 mesi, cioè tre anni. La normativa precedente ammetteva invece questa possibilità solo per il primo contratto a tempo determinato stipulato dal datore di lavoro.

Per quanto riguarda le proroghe, invece, il nuovo decreto del lavoro permetterà di prorogare un contratto di lavoro a termine per 8 volte al massimo nel limite di tempo imposto dai suddetti 36 mesi.

Le proroghe di tale contratto, tuttavia, dovranno per legge fare riferimento alla stessa attività lavorativa indicata in precedenza, quella per la quale il contratto di lavoro è stato precedentemente stipulato.

Con la nuova normativa viene però confermato anche il limite imposto in passato che prevede il rispetto di un tetto massimo del 20 per cento di contratti a termine che il datore di lavoro può stipulare rispetto al suo organico complessivo. A lato di questa norma categorica resta però la possibilità di stipulare contratti di lavoro a tempo determinato per garantire eventuali sostituzioni e lavori stagionali.

 






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