Costo della benzina negli stati europei

27 gennaio 2014 11:300 commentiDi:

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Il settore dei trasporti, in Italia, quello all’interno del quale possiamo racchiudere automobili, autostrade e automobilisti, vive da tempo all’insegna di una serie di record non molto lusinghieri e veramente difficili da “estirpare”.

Per quanto riguarda le automobili, infatti, l’Italia è uno dei paesi in cui i carburanti – benzina, gasolio e gpl –  hanno i prezzi più alti d’Europa, mentre per quanto riguarda gli automobilisti, il nostro paese è la nazione europea in cui i premi assicurativi per la responsabilità civile auto arrivano a costare anche 250 euro in più delle medie europee.

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Sul fronte delle tariffe autostradali, infine, l’ultima ondata di rincari dei pedaggi, entrata in vigore a partire dall’inizio di gennaio 2014 ha portato la media italiana dei prezzi per chilometro di percorrenza a livelli più che elevati.

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Eppure quello della mobilità e dei trasporti è un settore essenziale per il nostro paese, in cui il trasporto su gomma assorbe la maggior parte degli spostamenti che avvengono sul territorio.

Il costo della benzina in Italia

Questo dato di fatto, però, non è servito, ad esempio, negli anni a far calare il prezzo della benzina. Al contrario, gli aumenti delle tariffe, con cadenza più o meno stagionale, ma non solo, sono sempre in agguato. La componente che incide maggiormente sul prezzo italiano dei carburanti è quella rappresentata da accise e imposte, che costituisce circa il 60 per cento del costo per il consumatore. L’accisa che si paga sulla benzina è infatti un’imposta fissa sulla quantità, mentre l’imposta sul valore aggiunto, l’IVA, è legata alle dinamiche del prezzo in ragione del 22 per cento – almeno dal 1 ottobre 2013, data dell’ultimo incremento dell’aliquota.

Per il resto il costo italiano della benzina è legato, come in tutti gli altri paesi d’Europa, alle dinamiche dell’andamento del prezzo del petrolio greggio, al quale vanno aggiunte una serie di altre marginali componenti, come il cosiddetto costo di opportunità – regolato dalla legge della domanda e dell’offerta – e i costi logistici.

Il costo della benzina negli stati europei

Un dato di fatto, però, alla luce di tutto questo, è che nella maggior parte dei paesi europei il costo al litro della benzina, è nettamente inferiore rispetto a quello italiano.  La stessa cosa si verifica, ovviamente anche per il prezzo del gasolio. In merito a questo carburante, anzi, il prezzo italiano è il terzo più caro d’Europa dopo quello di Norvegia e Turchia.


La ragione di questo fenomeno deve essere rintracciate nel fatto che nella maggior parte degli stati europei le tasse e le accise che gravano sul costo dei carburanti sono almeno del 20 per cento più basse rispetto a quelle che si pagano in Italia. Da ciò ne consegue il fatto che per un italiano sarebbe quasi più conveniente andare a fare benzina oltre confine – in Francia, in Austria, in Svizzera e anche in Slovenia – piuttosto che rifornirsi presso una pompa italiana.

Tra questi paesi la Slovenia è quello che si conferma maggiormente competitivo se avete necessità di fare un pieno di benzina verde. La sanno bene, questa cosa, anche i numerosi frontalieri che lavorano oltre confine, ma passano i limiti nazionali anche per rifornire le loro automobili.

Un discorso a parte, però, deve essere fatto per il GPL. Per questo carburante le medie italiane non sono ancora così proibitive e anche un confronto con i prezzi europei mostra che in alcuni stati del Vecchio Continente, come la Danimarca, il GPL è tassato molto di più che in Italia e dunque viene venduto ad un prezzo più alto. Il paese in cui il costo del GPL è il più economico d’Europa è invece la Lettonia.

Per rimanere in tema di medie europee, infine, gli stati in cui i prezzi dei carburanti e della benzina verde in particolare sono i più bassi del continente sono la Bielorussia, l’Ucraina e la Georgia, dove un litro di benzina può arrivare a costare al massimo un euro. Sulla falsariga di questi paesi, in cui l’imposizione fiscale sui carburanti non è affatto elevata, si muovono poi anche quelle nazioni europee che si possono considerare in via di sviluppo, come il Montenegro, la Lituania, la Croazia e la Romania, che hanno prezzi al litro che superano l’euro solo di pochissimo.

Dando uno sguardo ai listini europei dei carburanti, dunque, ci si accorge di un latente paradosso dell’Eurozona o dell’Europa allargata. In Europa, infatti, la benzina viene venduta e comprata per lo più in euro, ma i prezzi non sono affatto univoci o uniformi, perché ogni stato è teoricamente libero di caricare sul prezzo le imposte che ritiene più opportuno.

In paesi come l’Olanda o la Svezia, ad esempio, i prezzi dei carburanti sono decisamente alti – sono cioè molto simili a quelli italiani – perché si è scelto di tassare più pesantemente questo bene. Nel caso dei Paesi Bassi, tuttavia, anche se il prezzo finale per il consumatore raggiunge un livello più alto di quello italiano per la benzina verde, la percentuale di tasse non arriva alle medie nostrane del 60 – 65 per cento.

Vi sono però altri due paesi che gli automobilisti europei dovrebbero prendere in considerazione in caso avessero necessità di fare un pieno: si tratta del Lussemburgo e dell’Estonia. In Lussemburgo, pur non essendo un paese in via di sviluppo, ma uno stato di piccolissime dimensioni, il prezzo della benzina e del diesel è uno dei più vantaggiosi d’Europa, e le imposte, infatti, confermato questo andamento, perché oscillano tra il 41 e il 48  per cento.

In Estonia, invece, la componente delle tasse è comunque abbastanza alta – si situa tra il 48 e il 51 per cento – ma il prezzo della benzina al litro riesce a rimanere a livelli molto bassi.

La situazione del costo dei carburanti negli stati europei si presenta, dunque, a conti fatti, molto variegata, ma vi sono notevoli differenze di prezzo tra stato e stato. Nei paesi più sviluppati le medie tendono a salire, ma come è noto, i posti in cui i carburanti hanno i prezzi più bassi in assoluto sono quelli in cui il greggio viene estratto e si può fare il pieno ad una Ferrari con 21 euro.






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