Costo mutui in calo nel 2012

16 marzo 2012 09:420 commenti

La politica monetaria ultraespansiva della Banca Centrale Europea (BCE), che ha inondato i mercati finanziari di liquidità con due aste di rifinanziamento a lungo termine a tasso agevolato a favore delle banche, sta dando sempre più i suoi frutti. Le aste LTRO della BCE non solo stanno favorendo il costante calo dello spread BTP-Bund ma anche il crollo dell’Euribor, cioè il tasso interbancario di riferimento europeo utilizzato per calcolare gli interessi sui mutui a tasso variabile. I tassi Euribor sono scesi fino a raggiungere quasi i minimi storici toccati due anni fa.

Nella giornata di ieri il tasso Euribor a 1 mese è sceso allo 0,46%, mentre a marzo 2010 raggiunse i minimi storici poco sotto lo 0,4%. Giù anche il tasso Euribor a 3 mesi fino allo 0,86%, non lontano dal record assoluto dllo 0,63%. Il ribasso dei tassi è notevole se si considera che soltanto 9 mesi fa l’Euribor a 1 e 3 mesi era sopra la soglia psicologica dell’1%. Le famiglie italiane avranno così un risparmio sui mutui variabili per l’anno in corso, sebbene i benefici variano da caso a caso a seconda della durata residua del prestito e dal meccanismo di indicizzazione.


In linea generale, è possibile stimare un risparmio di almeno il 5% rispetto alla scorsa estate. In soldoni, se per un mutuo a 20 anni da 100.000 euro si pagava 538 euro su base mensile ora il costo scende a 510 euro circa. Considerando le quotazioni espresse dai futures sull’Euribor a 3 mesi al mercato monetario Liffe di Londra, è prevista un’ulteriore discesa fino allo 0,7% per settembre prossimo e ciò dovrebbe consentire alcuni anni di rate leggere per le famiglie.

COME CALCOLARE L’IMU (EX ICI)

Brutte notizie, invece, per chi ha intenzione di accendere un mutuo nel breve termine. Infatti, se da un lato c’è stato il calo dei tassi Euribor dall’altro è avvenuto un sensibile aumento degli spread bancari a seguito della recente crisi finanziaria. Il costo dei nuovi mutui non è di poco conto: si calcolano rincari compresi tra i 12% e il 16%. Tuttavia, alcuni istituti stanno rivedendo gli spread portandoli su livelli più competitivi. La concorrenza tra gli istituti bancari potrebbe far scendere il costo anche dei nuovi mutui.






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