Crescita export Made in Italy

24 gennaio 2013 15:510 commenti

L’Italia peggiora dal punto di vista dell’importazione di beni energetici, ma si consola con l’export che, malgrado il caro euro e la crisi, mantiene in attivo il bilancio commerciale.

Inoltre, a dicembre il saldo con i paesi che non fanno parte dell’Unione europea è in crescita di +3,3 miliardi. Ciò consente al nostro Paese di conseguire un avanzo nell’interscambio annuale di 2,1 miliardi. A fornire questi dati è l’Istat. Secondo l’Istituto il mese scorso entrambi i flussi commerciali con i paesi fuori dall’Ue hanno fatto registrare una flessione congiunturale, meno gravosa per l’export (-0,4%) rispetto all’import (-1,3%).

L’avanzo commerciale con i paesi extra Ue per il 2012 è, dunque, supportato dall’ampio surplus registrato per i prodotti non energetici, quasi del doppio rispetto all’anno precedente (da 39,1 miliardi nel 2011 a 64,3 miliardi). In particolare, l’avanzo conseguito per i beni strumentali spiega quasi il 70% del surplus dei beni non energetici.


La flessione congiunturale delle esportazioni, spiega l’Istat, concerne tutti i principali raggruppamenti di prodotti, eccezion fatta per l’energia (+10,4%) e per i beni strumentali (+2,9%).

La diminuzione delle vendite appare particolarmente accentuata per i beni di consumo durevoli (-8,1%). La diminuzione congiunturale delle importazioni è circoscritta all’energia (-6,0%) e ai beni di consumo non durevoli (-1,2%).

Gli altri raggruppamenti di beni, in particolare i beni strumentali (+4,4%) e i prodotti intermedi (+3,6%), risultano invece in espansione.

Negli ultimi tre mesi la dinamica congiunturale delle esportazioni è positiva (+0,7%), trainata dai beni strumentali (+2,5%) e dai beni di consumo durevoli (+1,9%), mentre la flessione delle importazioni (-4,6%) è particolarmente accentuata per i beni di consumo durevoli (-9,3%) e per l’energia (-7,1%). Su base annua, le esportazioni parlano di una contenuta espansione (+1,5%) mentre le importazioni presentano una marcata flessione (-7,0%). Nel 2012 si rileva una significativa espansione delle vendite di beni ai paesi extra Ue (+9,2%) e una contrazione degli acquisti (-3,9%).






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