Crisi Asia borsistica piange la declassazione Usa

8 agosto 2011 06:530 commentiDi:

La mobilizzazione dei leader europei per rassicurare i mercati riesce a contenere una rovina borsistica. Tuttavia, gli indici delle borse asiatiche, le prime ad aprire, perdono tra il 3 e il 5%. 

Il danno è limitato. All’indomani del primo fine settimana, dopo la declassazione della nota sovrana degli Stati Uniti, da parte dell’agenzia Standard’s and Poor’s, il mondo intero temeva di svegliarsi, questo lunedì, su uno crash borsistico. Certo, le Borse asiatiche, prime ad iniziare la settimana e a dare il trend, aprono  questa mattina mostrando un mercato in declino di oltre il 2%. Ma il rischio di un tracollo sembra per il momento scongiurato. 

A 48 ore dopo la notizia che ha scosso la prima economia mondiale, gli investitori asiatici sono dunque stati parzialmente sensibili alla mobilizzazione politica di questo week end, ieri sera, infatti, il ministro dell’Economia giapponese ha sottolineato la mobilitazione dei banchieri centrali europei, come un segno di consapevolezza sugli sforzi da intraprendere.  

Tutto sommato, se la declassazione degli Usa era abbastanza attesa in Asia, la scelta dei tempi di S&P  ha preso contropiede i mercati azionari, che anche dopo un fine settimana di riflessione, continuano la loro discesa verso gli inferi. 

Verso 4 ore, (ora italiana), il dollaro valeva intorno ai 78,05 Yen e l’euro oscillava intorno a 111,90 Yen, un valore sempre sfavorevole per gli esportatori.  

A Tokio, dopo avere aperto in ribasso dell’1,40%, l’indice Nikkei ha chiuso la sua seduta a -2,18%. La Cina, che si è mostrata molto critica verso l’incapacità degli eletti americani, di trovare una soluzione ai loro problemi d’indebitamento, ha il dente più avvelenato sui mercati: Hong Kong, a listini ancora aperti, perde il 4%, Seul ha interrotto le contrattazioni mentre perdeva il 7% e adesso cede del 4,5%. Shanghai scende del 4,9%. 

In India la Borsa di Mumbai apre in calo di oltre il 2%. 

Ora è attesa la reazione dei mercati europei, che dovranno valutare anche la decisione del BCE di avallare i piani di contenimento del debito di Italia e Spagna attraverso l’acquisto dei titoli di Stato di entrambi i Paesi,  al fine di non deprimerne le economie.  

Ultimo aggiornamento 08 agosto 2011 ore 08,50

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