Crisi del debito: Moody’s taglia ancora il rating dell’Italia

14 febbraio 2012 07:031 commento

Doccia fredda per il governo Monti, a pochi giorni dalla visita del premier italiano in pectore a New York e Washington per rilanciare il Belpaese a livello internazionale. L’agenzia di rating Moody’s ha comunicato di aver tagliato il giudizio sul merito di credito della Repubblica Italiana ad “A3” da “A2” con outlook negativo. Per Moody’s, quindi, non bastano al momento le riforme varate dall’esecutivo Monti e la discesa dello spread Btp-Bund su livelli decisamente meno preoccupanti rispetto a dicembre scorso. Secondo gli analisti dell’agenzia di rating, il downgrade deriva dalle incertezze legate alla situazione europea, alle riforme e alle prospettive economiche del paese.


L’agenzia di rating ha anche bocciato la Spagna (ad “A3” da “A1”), il Portogallo (a “Ba3” da “Ba2”), Malta (ad “A3” da “A2”), la Slovacchia (ad “A2” da “A1”) e la Slovenia (ad “A2” da “A1”). Moody’s mantiene su tutti gli stati sovrani oggetto del downgrade un outlook negativo, per cui resta la possibilità che possano avvenire nuovi tagli del rating nei prossimi trimestri. L’agenzia di rating ha anche peggiorato l’outlook di Francia, Gran Bretagna e Austria al livello “negative”, ma tutti e tre i paesi mantengono ancora il rating di massima affidabilità creditizia “AAA”.

Moody’s ritiene che l’Italia possa ancora soffrire nel corso di quest’anno, in quanto il costo del rifinanziamento dell’elevato debito pubblico resterà ancora alto e la fiducia dei mercati potrebbe deteriorarsi considerando le deboli prospettive macroeconomiche nella zona euro. Gli esperti di Moody’s ritengono che l’Italia potrebbe non riuscire a centrare gli obiettivi di rientro dall’enorme debito pubblico e che le misure sulla crescita economica sono difficili da prevedere allo stato attuale delle cose. Il downgrade di Moody’s si è subito fatto sentire sull’andamento dell’euro, che è in ribasso nei confronti del dollaro americano a 1.3140. E stamattina ci sarà l’asta dei BTp di breve-medio periodo…






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1 commento

  • C’è da augurarsi che il mercato finalmente snobbi le comunicazioni delle varie agenzie di rating come Moody’s, ormai anche i bambini degli asili nido sanno che, tutte casualmente di paternità USA, queste agenzie sono al soldo e serve degli speculatori USA. Gli speculatori americani, coadiuvati dagli storici profittatori, servi europei e italiani, come i nostrani petrolieri e i nostri “stradini” leggi i paron della autostrade, patiscono la “robustezza” dell’Euro sul dollaro e la loro paura che in ambito mondiale possa sostituire quest’ultimo nelle transazioni e nell’acquisto del petrolio.
    La pressione così forte e pressante delle agenzie di rating su tutta l’economia europea serve a ridare più vigore al dollaro in ambito internazionale e quindi più prestigio agli USA agli occhi del mondo, in previsione del nuovo conflitto che avverrà a breve contro l’Iran.
    C’è da dire che la storia non si dimentica dei personaggi negativi, rimarranno scolpiti nella storia, questi speculatori sono ancora più subdoli dei vari Luigi XIV, dei vari Hitler e dei vari Stalin, perché quelli almeno ci misero la faccia, loro no, subdolamente speculano di nascosto. La storia comunque presenterà loro il conto, inesorabile e puntuale.
    Aspettiamolo quel giorno, è garantito, arriverà!
    Giorgio

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