Crisi del debito: S&P boccia 34 banche italiane

13 febbraio 2012 10:060 commenti

Nella seduta di venerdì l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha abbassato il giudizio sul merito di credito di ben 34 banche italiane, tra cui grandi gruppi come Unciredit, Intesa SanPaolo, Banca MPS, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano, UBI Banca e Mediobanca. Inoltre, l’outlook per i prossimi trimestri resta negativo. Il premier italiano in pectore Mario Monti ha commentato la notizia direttamente da New York, dove era in visita per rilanciare il marchio “Italia” negli Stati Uniti e in particolare tra gli investitori di Wall Street. Secondo Monti il downgrade a catena di S&P su gran parte degli istituti di credito italiani “è in gran parte effetto atteso di precedenti decisioni”.

Monti si riferisce senza dubbio al declassamento che S&P ha effettuato sulla Repubblica Italiana lo scorso 13 gennaio. L’Italia fu declassata a “BBB+” da “A” con outlook negativo. Ora la scure di S&P si è abbattuta su grandi gruppi come Unicredit, che ha visto abbassarsi il rating di due notch a “BBB+” da “A”. Stessa sorte è toccata a Intesa SanPaolo e Mediobanca. Scende il rating anche per Ubi Banca sempre a “BBB+” da “A-“, per Banca MPS a “BBB” da “BBB+” e per Banco Popolare a “BBB-“ da “BBB”.

Secondo S&P l’Italia resta molto vulnerabile ai rischi esterni di finanziamento a causa dell’elevato stock di debito pubblico. Il settore bancario italiano viene ora valutato allo stesso modo di quello di paesi come Sudafrica, Messico, Brasile e Repubblica Ceca. L’agenzia di rating prevede ancora problemi per le banche del Belpaese e ritiene che ci siano buone possibilità che la redditività resti bassa nei prossimi anni. Oltre alle big del settore, sono state bocciate anche banche minori come Banca Imi, Banca Aletti, Banca Akros, Veneto Banca e Credito Bergamasco.

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