Crisi guerra dei prezzi rabbia tra commercianti

10 dicembre 2011 09:250 commentiDi:

L’atmosfera natalizia è ormai sentita da tutti noi. E questo si vede nelle strade e all’entrata dei negozi:  giocattoli venduti decisamente a metà prezzo, i Lego, prodotti difficilmente scontati, con una riduzione del 20%, gioielli a meno 30% e un vasto assortimento di profumi, presentati con una promozione del meno 40-50%.

Offerte eccezionali” si legge da una parte, “saldi anticipati” da un’altra. La guerra dei prezzi fa salire la rabbia.

La gente smarrita si dice tra se e se “Mai viste queste promozioni prima di Natale”. Ma il fenomeno non è nuovo, affermano le grandi catene di ipermercati. Quest’anno i ribassi sono maggiori, ma, questo è l’anno dell’austerity, l’anno che rimarrà impresso nei libri di storia, per la crisi globale che ci ha colpiti, molto più grave di quella che ha incoronato il 1929.

Il responsabile di un noto ipermercato italiano “Iperal” ha dichiarato “In questi ultimi mesi la parola crisi è entrata nelle nostre case, se ne parla quasi tutti i giorni. Sono aumentate le materie prime, l’IVA e, di conseguenza, i prezzi; il Governo tra poco varerà nuove manovre con ulteriori prelievi fiscali. Come imprenditore, voglio dare un contributo che riprenda il principio comune a tutte quelle iniziative portate avanti nelle ultime settimane da singoli individui, da Imprese e da Associazioni: credere nel nostro Paese con determinazione, convinzione e cuore. E’ per questo che, dal 2 dicembre, abbiamo abbassato dal 5% al 18% i prezzi di oltre 4.500 prodotti di largo consumo di marca presso gli ipermercati di Iperal. Questa iniziativa è un impegno concreto, che non risolve certamente i problemi economici, ma può dare un piccolo contributo per regalarci un Natale meno caro e di Qualità”. Conclude l’imprenditore valtellinese.

Tuttavia, nel bel mezzo di questa battaglia tra grandi distributori, ci sono i piccoli commercianti che si rattristano. “È tutto molto tranquillo, non si direbbe un periodo di Natale questo, c’è molto poca affluenza. Molto meno rispetto allo scorso anno”, osserva il titolare di un negozio di giocattoli di Milano”, che prosegue “Noi non abbiamo la possibilità di tagliare così tanto i prezzi, non possiamo permetterci un “sottocosto”, possiamo solo contare su noi stessi”. Conclude il commerciante.

Mentre una rivenditrice di profumi afferma. “È calmo per il momento, ma non perdiamo la fiducia, i clienti arrivano all’ultimo minuto. Intanto prepariamo i  nostri cofanetti in vetrina e prepariamo in anticipo i pacchi-regali. Da noi, il cliente non dovrà aspettare”.

Il commercio al piccolo dettaglio è in una crisi profonda. Una stima, maggiormente sentita nell’abbigliamento, che va dal 15 al 25%. Una crisi che segue ai saldi estivi, con un ribasso delle vendite fino al 40%.

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Ultimo aggiornamento 10 dicembre 2011 ore 10,25

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