Crisi la Grecia limita i danni

3 ottobre 2011 12:090 commentiDi:

Ieri, la Grecia ha confermato che non riuscirà a raggiungere il suo obiettivo di riduzione del debito pubblico, che era stato stabilito entro il giugno del 2011, ma ha rettificato la scadenza  tentando di recuperare la credibilità dei suoi creditori, dopo l’introduzione di nuove misure di austerità. 

La manovra di bilancio 2012 contenente tutti i nuovi obiettivi, che sarà presentata al Parlamento oggi, è stata approvata domenica sera, in occasione di un Consiglio dei Ministri straordinario presieduto dal primo ministro Georges Papandréou, durante il quale è stato fissato il delicato piano di riduzione del settore pubblico imposto dai creditori internazionali alla Grecia. 

In base al piano di bilancio 2011, il deficit pubblico della Grecia verrà riportato all’8,5% del PIL contro il 10,5% del 2010. 

Anche se questo deficit resta superiore all’obiettivo del 7,4% del PIL fissato inizialmente nella legge pluriennale votata nel mese di giugno, è sensibilmente migliore della proiezione fatta a inizio settembre dalla Troika dei creditori di Atene che era stabilita intorno al 9,5% del PIL, secondo la stampa. 

La copia del governo greco e le sue proiezioni finanziarie saranno esaminate oggi dai ministri delle Finanze dell’Eurozona, a Lussemburgo e domani, martedì, da quelli dell’Unione Europea, che dovranno decidere se versare o meno la prossima tranche degli 8 miliardi di euro, vitale per il paese in grave difficoltà. 


Già dal mese di agosto, il governo greco aveva dichiarato che non sarebbe riuscito a raggiungere la di riduzione del debito, a seguito dell’aggravarsi della recessione.

Nuove misure di austerità 

Gli ispettori della Troika (BCE) incaricati di analizzare le finanze pubbliche del paese e il risanamento dei conti, avevano chiesto ad Atene nuove misure idonee a ridurre le spese e ad aumentare le entrate. 

“Le misure di austerità supplementari annunciate per il 2011 e  il 2012 equivalgono a 6,6 miliardi di euro„, ha precisato il ministero delle Finanze, ieri. 

Fra queste ci sono: l’introduzione di una nuova tassa sugli immobili, prelevata direttamente sulle bollette elettriche, la riduzione delle pensioni superiori a 1.200 euro al mese, l’abbassamento della soglia delle imposte sui redditi dai 5.000 euro annui. L’Iva, che da settembre è passata dal 13 al 23%. 

Ma la maggiore difficoltà è rappresentata dai circa 30.000 lavoratori pubblici che verranno licenziati, attraverso la creazione “di una riserva di mano d’opera„ dove saranno destinati per un anno con stipendi al 60% delle loro retribuzioni di base. Alla scadenza dell’anno molti saranno definitivamente congedati. 

La scelta verrà fatta in base a determinati parametri, come l’età, le persone oltre i 60 anni saranno automaticamente inserite nel programma. 

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Ultimo aggiornamento 03 ottobre 2011 ore 14,10






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