Perchè la Borsa di Milano è crollata? Ecco i motivi del mercoledì nero

15 ottobre 2014 16:250 commentiDi:

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La giornata di oggi sarà ricordata come una giornata essenzialmente negativa per le borse, a cominciare da Piazza Affari, che ha ceduto nel corso delle ultime ore un  buon 4,3 per cento. Ma la borsa italiana non è stata poi l’unica ad essere colpita dal fenomeno. Anche le altre piazze europee hanno risentito abbondantemente dello shock, dovuto, come spesso succede, da una serie di cause che hanno generato una folle corsa alla vendita dei titoli da parte degli investitori con numerosi titoli che sono stati massacrati dalle vendite a partire da un comparto bancario che si è praticamente squagliato come neve al sole. 

Una delle principali cause di questo fenomeno ribassista deve essere rintracciata nel crollo della Borsa di Atene, che ha dato il via alla serie degli scivoloni finanziari delle ultime ore. In Grecia, infatti, hanno avuto la meglio le preoccupazioni per il piano di salvataggio tuttora in atto, ma anche gli ultimi dati proventi da oltreoceano, compresi quelli delle agenzie di rating, come Fitch, che non sono affatto positivi.

Gli operatori e gli analisti internazionali, del resto, ormai da molti mesi si confrontano con dati peggiori di quelli delle attese, senza contare l’inquietante presenza di ebola, alle porte d’America e d’Europa, che non contribuisce a migliorare la situazione. Il risultato? Piazza Affari tocca il suo minimo storico da dicembre 2013 e il Ftse Mib si è riempito di sospensioni per eccesso di ribasso sia tra i bancari che tra gli industriali. Titoli importanti come Unicredit, Intesa, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano, Mediaset, Finmeccanica, Mediobanca, sono tutti finiti in asta di volatilità.

Come se non bastasse le tensioni delle ultime ore hanno visto crollare anche il prezzo del petrolio, con il Brent che ha toccato i suoi minimi storici da 4 anni e il Wti che si ferma in zona 81 dollari. E gli investitori sanno bene che crollo del prezzo del petrolio significa produzione industriale bassa ovvero crisi economica persistente. Domani è un altro giorno. Anche sui mercati.

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