Debito Italia 2012 supera 32.000€ a testa

19 marzo 2012 10:540 commenti

Solo qualche giorno fa Bankitalia aveva fatto i conti nelle casse dello stato, rilevando un debito pubblico ai massimi storici a 1.935,829 miliardi di euro. A gennaio è stata riscontrata la crescita mensile del debito più robusta degli ultimi 15 anni, visto che è avvenuto un incremento di ben 15,4 miliardi di euro rispetto a dicembre 2011. Ora le due principali associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori, hanno fatto i conti nelle tasche degli italiani evidenziando numeri assolutamente allarmanti. Compreso i neonati, il debito di ogni cittadino italiano ammonta a 32.300 euro. Solo nell’ultimo anno il debito è cresciuto di quasi 1.000 euro a testa, mentre per ogni famiglia l’aumento del debito è stimato in oltre 2.700 euro.

Secondo quanto riportato nello studio Adusbef-Federconsumatori, dal 1996 il debito pubblico è aumentato in modo costante. Il primo governo di centro-sinistra (1996-2001) ha sperimentato una crescita media del debito di 2,7 miliardi al mese. Il successivo governo Berlusconi (2001-2006) ha spinto la crescita mensile a 3,8 miliardi. Il governo Prodi (2006-2008) portò ad un nuovo aumento a 3,9 miliardi. L’ultimo governo Berlusconi (2008-2011) ha fatto salire l’asticella del debito a oltre 6 miliardi di euro al mese. Il governo Monti, infine, ha addirittura raggiunto il record di 15,4 miliardi di euro di aumento in soli 30 giorni!


NUOVO RECORD DEBITO PUBBLICO ITALIA 2012

Le due associazioni dei consumatori ritengono che si potrebbe diminuire la mole del debito facendo inizialmente ricorso alla vendita di oro e alle riserve strategiche. Inoltre, risulta fondamentale ridurre la corruzione e gli sprechi con il denaro dei contribuenti. La ricetta si compone anche dei tagli dei privilegi e dei finanziamenti ai partiti, di un tetto agli stipendi dei manager pubblici e all’eliminazione delle auto blu. Inoltre, viene consigliato di congelare l’aumento dell’Iva dal 21% al 23% (a partire dal prossimo 1° ottobre) e di introdurre l’accise mobile sui carburanti per evitare una nuova clamorosa impennata del prezzo della benzina.






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