Decreto Imu-Bankitalia – Che cos’è, quali norme contiene e come è stato approvato

3 febbraio 2014 19:301 commentoDi:

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Ancora una volta le tasse sugli immobili hanno conquistato il centro della scena politica italiana. Lo hanno fatto, ad esempio, alcuni giorni fa in maniera piuttosto palese, sul finire del mese di gennaio 2014, quando il giorno 29 sono giunti a scadenza i termini per l’approvazione del Decreto IMU – Bankitalia, decreto che contiene, tra le altre cose, come ricorda anche il nome, le norme di abrogazione della seconda rata dell’IMU, l’Imposta Municipale Unica.

Ma il Decreto IMU – Bankitalia, in realtà, ha fatto molto discutere in questi giorni per due aspetti in particolare. Da una parte vi è infatti l’alto numero di norme contenute al suo interno, dall’altra hanno suscitato non poco scompiglio i suoi anomali metodi di approvazione e le reazioni che questi hanno provocato nelle diverse compagini politiche.

Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono i contenuti di questo decreto legge.

Decreto Imu-Bankitalia – Che cos’è e quali norme contiene

All’interno del Decreto IMU – Bankitalia hanno in verità trovato posto una serie di norme di grande importanza, sia dal punto di vista sociale che da quello economico e fiscale. E se si volessero andare ad individuare le macroaree di interesse di questo provvedimento se ne potrebbero enucleare almeno quattro:

  • le nuove norme sulla tassazione degli immobili
  • gli aumenti delle tasse su banche e assicurazioni
  • le nuove norme sulla rivalutazione delle quote della Banca d’Italia
  • le regole sulla dismissione del patrimonio pubblico.

Le nuove norme sulla tassazione degli immobili

Dal punto di vista fiscale gli italiani hanno finito di pagare l’ondata di tasse relative alle proprietà immobiliari lo scorso 24 gennaio, giorno in cui era stata fissata la scadenza delle Mini – IMU, la tassa integrativa che ha concluso la questione dei pagamenti almeno per il 2013.

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Proprio a questo proposito all’interno del Decreto IMU – Bankitalia è contenuta la ratifica ufficiale del provvedimento che nell’autunno del 2013 ha abrogato il pagamento anche della seconda rata dell’IMU per le prime case, dopo che alcuni mesi prima una azione simile aveva annullato il pagamento della prima.

Grazie al Decreto IMU – Bankitalia, dunque, si è avuta la cancellazione ufficiale della seconda rata dell’IMU, per la gioia di tutti i proprietari di immobili in Italia, che nel corso del 2013 hanno quindi dovuto pagare solo in ragione delle seconde case. Per il 2014, come è noto, i proprietari italiani di prima casa non avranno più a che fare con l’IMU, che può considerarsi almeno per loro un capitolo chiuso, ma con la IUC, l’Imposta Unica Comunale, che avrà una composizione leggermente diversa.

Il Decreto IMU – Bankitalia, inoltre, ha sancito in sostanza il pagamento della Mini – IMU, dovuta alla differenza tra le aliquote utilizzate dalle amministrazioni locali e dallo stato per il calcolo delle risorse. Sempre in tema di tassazione della casa, inoltre, il decreto ha ratificato l’entrata in vigore della clausola di salvaguardia per il reperimento delle risorse necessarie per il pagamento della prima rata dell’IMU.

Gli aumenti delle tasse per banche e assicurazioni

Il Decreto IMU – Bankitalia ha inoltre sancito l’entrata in vigore di una nuova tassazione per banche e assicurazioni. Queste realtà si troveranno, infatti, a pagare acconti più salati per:

  • l’Ires, che salirà di un punto e mezzo rispetto all’anno precedente e si avrà un’aliquota al 130 per cento, dopo che nel corso del 2013 l’acconto è già stato pagato per una percentuale del 128 per cento. Ad essere interessate da questo provvedimento saranno gli enti creditizi e finanziari, la Banca d’Italia e le altre società che svolgono l’esercizio di attività assicurative.
  • l’Ires e l’Irap delle imprese, che saranno questa volta pari al 102,5 per cento per il 2013, e al 101,5 per cento per il 2014.

Il Decreto IMU – Bankitalia, infine, ha rimandato l’eventuale aumento delle accise – le imposte fisse, di tipo statale – sulla benzina e gli altri carburanti, che dovrebbe cadere non prima del 2015.

Le norme sulla rivalutazione delle quote della Banca d’Italia

All’interno del Decreto IMU – Bankitalia hanno inoltre trovato posto tutte le norme relative alla revisione dell’organizzazione interna della Banca d’Italia, con particolare riferimento al processo di rivalutazione delle quote. Nuovi soggetti potranno entrare, ma la loro entità sarà valutata anche attraverso l’imposizione di un diritto di veto. Inoltre il valore delle quote passerà dall’attuale 5 per cento al futuro 3 per cento, cosa che avverrà nel giro di 24 o 36 mesi.

Verrà salvaguardata la tradizionale italianità dell’istituto mantenendo la sede legale in Italia. Chi cambierà sede, sarà costretto a cedere o a vendere le proprie quote. Sulle quote viene fissata inoltre una imposta sostitutiva pari al 12 cento.

Le regole sulla dismissione del patrimonio pubblico

Dopo tasse sulla casa, tasse del comparto finanziario assicurativo e rivalutazione delle quote Bankitalia, il Decreto omonimo affronta anche un tema caldo del momento, quello relativo alla dismissione del patrimonio pubblico. Il Decreto conferisce quindi al Ministero dell’Ambiente e al Ministero dei Beni Culturali la possibilità di poter dire la loro infatti di dismissioni dei beni pubblici, di interesse culturale o paesaggistico.

Si troverà cioè una mediazione tra gli interessi dello Stato e quanto previsto dall’attuale piano di vendita.

Come è stato approvato il Decreto IMU – Bankitalia

Fin qui, dunque, per le norme previste all’interno del Decreto IMU – Bankitalia. Ma uno degli aspetti più particolari che ha reso famoso questo decreto è stato il suo particolare modo di approvazione. I termini di approvazione del Decreto, infatti, erano in scadenza il 29 gennaio 2014, ultimo giorno utile per la sua approvazione alla Camera.

Per rispettare il termine ultimo delle 24, però, il presidente della Camera Laura Boldrini ha dovuto applicare la cosiddetta ghigliottina, uno strumento parlamentare che consente la trasformazione di un decreto in legge in tempi molto più rapidi del previsto. Lo strumento parlamentare della ghigliottina, però, non era mai stato utilizzato prima di oggi in tutta la storia della Repubblica Italia.

L’utilizzo di questo particolare metodo è però stato reso necessario dal forte ostruzionismo compiuto in aula dai deputati del Movimento 5 Stelle, che hanno cercato in tutti i modi di sabotare la sua approvazione. Alla fine, entro i tempi limiti, il decreto è stato trasformato in legge ma nel Parlamento si è generato un completo caos, tra urla, canti e proteste di diverso genere. Scene a cui tuttavia gli italiani sono ormai, purtroppo, abbastanza abituati.

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1 commento

  • ..Com’è che in questo bellissimo articolo non c’è un approfondimento circa l’aumento di capitale di Bankitalia vero nocciolo della questione mossa dal M5S?

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