Detrazioni Irpef più basse per mutui, polizze e spese sanitarie – Ecco i tagli della Legge di Stabilità 2014

21 gennaio 2014 14:300 commentiDi:

CRISI POVERTA' DISOCCUPAZIONE

Licenziata il 27 dicembre scorso, la Legge di Stabilità 2014, il cui lungo processo di definizione ha accompagnato tutti gli italiani durante i mesi autunnali, è stata presentata come un’insieme di norme rivolte fondamentalmente a migliorare le condizioni economiche delle fasce più deboli, colpite dagli effetti della crisi ormai da molti mesi, e ad abbattere la pressione fiscale, richiesta che da lungo tempo si levava non solo da tutto il comparto produttivo, ma anche dall’intera popolazione.

Il mondo del lavoro e dell’impresa, infatti, da tempo reclama a gran voce il taglio del famoso cuneo fiscale, che impedisce all’industria italiana di decollare, mentre dall’altra parte i cittadini chiedono un alleggerimento del peso di tasse, tributi e imposte, che nel giro degli anni sono arrivate a gravare per ben il 43 – 44 per cento sulle loro spalle.

La Legge di Stabilità finanziaria 2014, tra sgravi fiscali e tagli alle detrazioni

Nel suo assetto originario, subito dopo l’emanazione da parte del Consiglio dei Ministri, la Legge di Stabilità Finanziaria per il 2014 si presentava come una legge comprendente al suo interno i seguenti interventi:

  • un taglio del cuneo fiscale – 1,5 miliardi di euro di sgravi Irpef – per i lavoratori fino a 55 mila euro di reddito
  • l’abbassamento della pressione fiscale dal 44,2% al 43,2%
  • l’imposizione della nuova Trise, la tassa per i servizi chiamata fino ad allora Service Tax, che avrebbe dovuto inglobare Imu, Tarsu e Tares
  • tagli per 16 miliardi di euro nella pubblica amministrazione in 3 anni, attraverso il blocco della contrattazione fino al 2014 e del turnover fino al 2018
  • un finanziamento da 600 milioni alla cassa integrazione
  • il rifinanziamento della social card per 250 milioni
  • 3 miliardi di risorse ai cantieri
  • la riconferma delle detrazioni dell’Ecobonus al 65%.

Da allora, però, come è noto, le cose sono molto cambiate, perché una serie di progressivi emendamenti e aggiustamenti è stato apportato alla legge, e alcuni aspetti, come quello della tassazione sugli immobili, sono stati completamente rivisti, mentre altri, come quello relativo alle detrazioni per l’ecobonus o la Cig sono rimasti in vigore.

Tasse sulla casa 2014, si discute ancora su quelle certe – IMU e Mini IMU – e quelle incerte – Tasi

A conti fatti, dunque, la Legge di Stabilità si presenta ora come un provvedimento che riesce a “restituire” ai lavoratori una cifra pari a circa 190 euro di tasse all’anno, almeno alle categorie di lavoratori con redditi che rispondono ai requisiti, mentre dall’altra va a colpire profondamente il meccanismo delle detrazioni Irpef. 

Ad una analisi più approfondita, infatti, la Legge di Stabilità compirà due azioni opposte, perché, se da un lato concederà sgravi fiscali, dall’altra eliminerà una parte delle detrazioni Irpef che venivano concesse in precedenza. Tale riduzione è stata imposta dalla necessità di ridurre a sua volta il famoso cuneo fiscale, la pressione fiscale che incide in particolar modo sul mondo del lavoro, e per ottenere questo risultato è stato applicato il meccanismo dei cosiddetti tagli lineari delle detrazioni.


I tagli lineari sulle detrazioni Irpef

Se La legge entrerà in vigore tra meno di 10 giorni, dunque, tutti gli italiani, indipendentemente dal loro reddito, nel mese di maggio, al momento di presentare le dichiarazioni dei redditi, si troveranno a fare i conti con spese detraibili non più al 19 per cento bensì al 18 per cento. I tagli alla detrazioni Irpef, inoltre, saranno per di più retroattivi, e per questo motivo incideranno già sulla dichiarazione dei redditi 2014, relativa ai redditi 2013. A tale proposito c’è chi ha richiamato un vizio di illegittimità in questa applicazione del meccanismo della legge, ma questa probabilmente è un’altra storia.

Vediamo quindi in concreto cosa succederà se questa situazione dei tagli lineari alle detrazioni Irpef verrà effettivamente così applicata.

I contribuenti interessati

I contribuenti interessati sarebbero costituiti in totale da quella platea di circa 19 milioni di italiani che fino ad oggi hanno beneficiato delle detrazioni per abbassare l’importo Irpef da pagare.

Le detrazioni interessate

Ad essere coinvolte in questo meccanismo saranno inoltre una serie di spese molto diffuse tra le famiglie italiane, per le quali era appunto concessa la detrazione al 19 per cento, come ad esempio:

  • le spese per il mutuo
  • le spese medico sanitarie
  • le spese relative alle rette degli asili nido
  • le spese per le attività ricreative dei figli
  • le spese veterinarie
  • le spese relative ai canoni di affitto per gli studenti fuori sede
  • le spese notarili dovute per l’acquisto di una casa.

Per tutte queste spese, dunque, a partire dal 2014, potrebbe valere una detrazione al 18 per cento e non più al 19 per cento. Ma quali saranno i risultati concreti di questo abbassamento dell’aliquota anche sulle spese sanitarie e quelle del mutuo? Stando agli ultimi dati disponibili, il taglio dovrebbe consentire allo Stato un risparmio pari a 288 milioni di euro nel 2014, e incidere per circa 15 euro su ogni contribuente.

Ma lo stesso procedimento verrà ripetuto anche nel 2015, per cui è previsto un taglio al 17 per cento dell’aliquota, con un risparmio totale di 773 milioni di euro, per poi arrivare a 565 nel 2016. Un duro colpo, dunque, per quegli stessi contribuenti a cui al Legge di Stabilità concede altri tipi di sgravi fiscali.

Ci sarà, però, un piccolo gruppo di contribuenti che non verrà toccato dai tagli. Si tratterà, così recita la legge, dei soggetti disabili, invalidi o non autosufficienti.

Il governo, tuttavia, e gli addetti del Ministero dell’Economia, nei prossimi 10 giorni, cercheranno per l’ennesima volta di trovare una soluzione a questa spinosa, controversa e contraddittoria situazione. Le vie d’uscita che sembrano profilarsi all’orizzonte sono però soltanto due:

  • quella del taglio mirato delle aliquote su alcune detrazioni soltanto – scelta forse poco praticabile
  • quella di un taglio sulla base del reddito, che andrebbe a favorire solo le fasce di reddito meno elevato.

La situazione, tuttavia, sembra essere ancora più complicata dal fatto che, non applicando tagli lineari alle detrazioni, ma ripartendoli in base al reddito, le entrate dello stato raggiungerebbero all’incirca solo la metà del gettito stimato.

E c’è, infine, anche un’ultimo elemento che i contribuenti devono mettere in conto. Nel mese di agosto 2013, con l’emanazione del primo decreto IMU, il governo ha già abbassato pesantemente il livello delle detrazioni Irpef a cui erano soggette le polizze vita, per le quali sarà previsto invece, quest’anno, un tetto massimo da 630 euro – praticamente la metà – e solo 230 euro per il prossimo anno.

A ben guardare, dunque, dopo salute, mutui e polizze, ci sarà ben poco da detrarre.






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