Dichiarazioni di Mario Draghi sulla crisi dell’euro

19 dicembre 2011 13:330 commenti

In un’intervista rilasciata al Financial Times il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, parla della crisi dell’eurozona, della necessità di dare “forza” al fondo salva stati, e dell’amarezza per la posizione assunta dalla Gran Bretagna in occasione del vertice di Bruxelles lo scorso 8 e 9 dicembre con il rifiuto di sottoscrivere le riforme al trattato europeo.


In occasione dell’ultimo vertice europeo è stato fatto un grande passo avanti verso una disciplina fiscale più rigorosa nell’area euro che dovrebbe portare, attraverso l’attuazione del fondo salva stati, ad un alleggerimento della pressione sui titoli di stato e le banche dei paesi in difficoltà. Draghi al riguardo ha le idee molto chiare, quello di cui l’Europa ha bisogno è sistema finanziario più resistente, caratterizzato da un minore debito e più capitale, ed è proprio in quest’ottica che il presidente della Bce si augura che le banche utilizzino i fondi ricevuti per rilanciare l’economia reale, questo perché la “campagna acquisti” dei titoli di stato da parte della Banca Centrale non può continuare all’infinito e la strada del “risanamento” dei bilanci deve procedere di pari passo con le riforme strutturali. In merito poi alla posizione assunta dalla Gran Bretagna, Draghi non ha esitato a definire la situazione “triste” in quanto Unione Europea e Gran Bretagna continuano ad avere bisogno l’una dell’altra.

A quanti poi hanno la tentazione di uscire dall’Euro Draghi ha ricordato come le politiche di svalutazione della moneta (usate a lungo anche in Italia negli anni 90) producono un beneficio momentaneo sul fronte delle esportazioni ma, al tempo stesso, generano inflazione e non possono rappresentare una via d’uscita dalla crisi, che può essere superata solo con un aumento di credibilità.






Tags:

Lascia una risposta