Dividendo Mediaset 2011 crolla a 0.1€

21 marzo 2012 10:400 commenti

Mediaset è un’altra vittime illustre della crisi del settore dei media. Il gruppo della famiglia Berlusconi, leader in Italia e tra i maggiori player europei del settore, ha evidenziato un crollo dell’utile netto 2011 del 36% a 225 milioni di euro, più o meno in linea con le precedenti stime fatte dall’amministratore delegato Giuliano Andreani intorno ai 200 milioni. Sono lontani gli anni d’oro in cui il gruppo macinava utili record, quando nel 2006 i profitti raggiunsero quota 600 milioni. Tuttavia, nonostante le difficoltà dovute alla recessione, il giro d’affari è calato soltanto leggermente rispetto al 2010 a 4,25 miliardi di euro da 4,29 miliardi.

Arriva, però, una sforbiciata sul dividendo. Se lo scorso anno Mediaset aveva distribuito una cedola di 0.35€ per azione, nel 2011 il dividendo è crollato a 0.1€ per azione. Il management ha messo a dieta gli azionisti Mediaset con un monte-dividendi di appena 118 milioni di euro. Tuttavia, erano circolate voci di un azzeramento della cedola per cui il pagamento di un mini-dividendo resta comunque apprezzabile.

GENERALI DIMEZZA UTILE E DIVIDENDO 2011

Marco Giordani, chief financial officer, ha dichiarato che “non c’è una nuova policy” per cui la politica di distribuzione degli utili agli azionisti non subirà cambiamenti. Per il 2012 è stato lanciato un profit warning (“allarme utili”) subordinato al contesto macroeconomico: se non dovessero esserci miglioramenti sostanziali dell’economia, i profitti a fine anno dovrebbero ancora subire un calo.

Intanto, la raccolta pubblicitaria è aumentata in Spagna (+23%) mentre in Italia ha subito una flessione del 3,3%. Tuttavia, Mediaset resta la prima emittente italiana sul pubblico commerciale con un 39% di share. Fatica, invece, a prendere quota la pay tv: Premium, lanciata per frenare lo strapotere di Sky, ha chiuso l’esercizio 2011 con una perdita netta di 68 milioni di euro. Il pareggio di bilancio, raggiunto lo scorso anno, ora è stato nuovamente rinviato di due anni.

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