Divieto di short selling in Borsa terminato

24 febbraio 2012 12:230 commenti

Il Presidente della CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), Giuseppe Vegas, ha annunciato ieri da Londra, dove era in visita nei locali del London Stock Exchange (la Borsa di Londra che controlla anche quella italiana), che “il divieto di effettuare vendite allo scoperto scade e non c’è intenzione di rinnovarlo”. Dunque, a partire da lunedì 27 febbraio 2012, sarà nuovamente possibile vendere allo scoperto sui titoli azionari. Il divieto sullo short selling era stato adottato nell’agosto 2011 con un’azione coordinata tra le autorità di Borsa italiane, francesi, spagnole e belghe. Questa restrizione è stata prorogata più volte dalla CONSOB, a causa del perdurare della crisi finanziaria nella zona euro.


La vendita di azioni allo scoperto (in inglese “short selling” o semplicemente “short”) è un’operazione finanziaria che consiste nella vendita di titoli senza averne la proprietà con l’obiettivo di riacquistarli in seguito a prezzi ancora più bassi lucrando sulla differenza. Lo short selling è uno degli assi nella manica dei grandi speculatori internazionali, che sfruttano il contesto di “panic selling” nei periodi di turbolenza finanziaria per provocare forti discese sulle quali incamerare profitti stellari.

Vegas ha dichiarato che il provvedimento ha avuto una natura precauzionale, ammettendo che è difficile stabilire se sia stato utile “ma ancora più difficile dire che non sia servito”. Gli investitori ora saranno liberi di vendere allo scoperto i titoli finanziari. Già ieri, come successo già ai titoli bancari francesi dopo l’annuncio dello stop al divieto avvenuto lo scorso 13 febbraio, a Piazza Affari i titoli finanziari italiani sono stati bersagliati dalle vendite (in particolare Unicredit -6,2%).






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