Dowgrade da Moody’s per banche ed enti locali italiani

17 luglio 2012 09:170 commenti

La bocciatura dei titoli di Stato italiani arrivata nei giorni scorsi da Moody’s inizia a produrre i suoi effetti. L’agenzia statunitense ha infatti comunicato nel corso delle ultime di aver deciso di tagliare la sua valutazione su alcuni istituti di credito, su alcuni enti locali e su alcune importanti società considerate rappresentative di settori importanti, decisioni prese proprio a fronte del declassamento dei titoli governativi del Bel Paese.


Per quanto riguarda gli istituti finanziari, Moody’s ha abbassato i rating di lungo termine di Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banca Imi di due notch a Baa2, mentre i giudizi di Banca Monte Parma, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Banca Popolare Friuladria e GE Capital SpA sono stati abbassati di un notch a Baa2. Stessa sorte anche per  i rating di Banca CR Firenze, Cassa Depositi e Prestiti e Istituto Servizi Mercato Agricolo Alimentare. B.Carige, Credem e UniCredit Leasing sono invece state declassate di un notch a Baa3. Per tutti gli istituti l’outlook sul rating è negativo.

Il taglio del rating sulle banche italiane, attuato in maniera tale da renderlo in linea con quello dei titoli di Stato italiani, riflette la convinzione dell’agenzia del rischio che il governo italiano potrebbe non essere in grado di aiutare gli istituti di credito che si trovano in una situazione di difficoltà.

Per quanto riguarda le grandi società italiane, la scure di Moody’s si è abbattuta su Terna, Acea, Poste Italiane ed Eni, mentre per quanto riguardagli enti locali, figurano nella lista la provincia autonoma di Bolzano, quella di Trento, le città di Milano, Napoli, Venezia e Siena  e  le Regioni Lombardia, Lazio, Sicilia, Piemonte, Veneto, Puglia, Calabria, Campania, Liguria, Umbria, Sardegna, Abruzzo, Molise e Basilicata.






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