L’economia delle mafie non ha crisi

26 novembre 2012 12:160 commentiDi:

A quanto ammonta il giro di affari delle organizzazioni criminali in Italia? A tanto, questo era intuibile. Quella che è definita come “economia criminale” rappresenta, secondo i dati della Cgia di Mestre, un giro di affari di crica170 miliardi di euro all’anno che porta ad una perdita per lo Stato italiano in termini di tasse non incassate di circa 75 miliardi di euro.
Un giro d’affari che ha numeri enormi e che la Cgia di Mestre definisce  “Una montagna di soldi spaventosa”. La stessa associazione degli artigiani fa notare come questi soldi siano creati da attività illegali e che arrivano poi sul mercato “finendo così per inquinarlo e per stravolgerlo”.
Il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi spiega:


“La stima del valore economico prodotto dalle attività criminali è il frutto di una nostra elaborazione realizzata su dati della Banca d’Italia. Va ricordato, in base alle definizioni stabilite a livello Ocse,  che i dati prodotti dall’Istituto di via Nazionale non includono i reati violenti come l’usura e le estorsioni. Detto ciò, questi 170 miliardi di fatturato prodotti dalle mafie corrispondono al Pil annuo di una regione come il Lazio”.

Il fatto che gli affari delle organizzazioni criminali vanno sempre bene lo dimostra anche l’aumento del numero di denuncie che sono state presentate all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia (Uif) ne periodo tra il 2007 ed il 2011. L’aumento è addirittura del 303% e anche se è spiegabile in diversi modi, è comunque la conferma del grande business delle attività criminali in Italia.

 






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