Effetti dell’Imu sul mercato immobiliare

16 aprile 2012 15:280 commenti

Entro il prossimo 16 giugno tutti i proprietari di uno o più immobili saranno chiamati ad effettuare il versamento della prima rata dell’Imu, la nuova imposta che ha sostituito l’Ici ma che al contrario di questa dovrà essere pagata anche sull’abitazione principale. La cifra che dovrà essere pagata annualmente varia a seconda della rendita catastale, del tipo di immobile e dell’aliquota stabilita dal Comune in cui è situato.

In termini più ampi, tuttavia, il costo dell’Imu e la sua incidenza sul mercato immobiliare sono diversi a seconda dell’uso che si fa dell’immobile. Secondo le prime stime, in particolare, il peso dell’Imu sulle abitazioni principali non sarà tale da avere un impatto rilevante sul mercato immobiliare. Su un’abitazione con una rendita catastale di 1.000 euro (un trilocale non di lusso in una grande città) in un Comune che applica un’aliquota standard dello 0,4%, infatti, si pagheranno 472 euro, una cifra senza dubbio rilevante ma che non porterà i proprietari a compiere scelte radicali, sopratutto in considerazione del fatto che un’abitazione di questo tipo ha un valore di circa 250.000 euro e l’Imu rappresenta quindi meno dello 0,2% del patrimonio complessivo.

COME PAGARE L’IMU

Al contrario, invece, di sicuro valuteranno seriamente se vendere o meno i proprietari di seconde case utilizzate saltuariamente, dal momento che in questo caso su un immobile con rendita catastale di 1.000 euro in un Comune che applica l’aliquota standard dello 0,76% dovranno essere pagati ben 1.277 euro, che arriverebbero a 1.781 euro qualora dovesse essere applicata l’aliquota massima.

TUTTE LE SPESE DEL MUTUO

Per gli immobili concessi in locazione si calcola invece che l’Imu si porterà via una quota che oscilla tra il 10% e il 18% del canone annuo, a seconda del tipo di immobile e della città in cui è situato. All’Imu bisogna poi aggiungere le tasse che già gravano sugli immobili concessi in locazione, sia se si è scelto di optare per la cedolare secca che per la tassazione ordinaria. Ne deriva quindi che, essendo complicato aumentare il canone in quanto il rischio è di ritrovarsi con un immobile sfitto, con ogni probabilità molti immobili oggi concessi in locazione saranno messi in vendita. Questo, tuttavia, non causerà un crollo dei prezzi ma contribuirà solo a vivacizzare il mercato, a condizione però che le banche tornino a fare il loro mestiere e ad erogare mutui.

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