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Embraco, Calenda chiederò all’UE verifiche e deroga trattati

Se da una parte la cassa integrazione consentirebbe infatti di fare un percorso di reindustrializzazione in continuità dando la possibilità di inserirsi a imprenditori interessati, la risposta della controllata del gruppo Whirlpool è stata invece quella di “licenziare ora per un problema con la borsa”. E ha aggiunto: “Adesso non ricevo più questa gent…gentaglia perché onestamente ne ho avuto fin sopra i capelli di loro e dei loro consulenti del lavoro italiani che sono qua”. È il ministro per lo Sviluppo economico ad annunciarlo, con toni piuttosto aspri. Ci troviamo di fronte al peggior caso di una multinazionaleche dimostra totale mancanza di sensibilità nei confronti del lavoratori e totale mancanza di rispetto nei confronti del governo.

Intervenendo a Radio Anch’io su Radio 1, proprio in collegamento da Bruxelles prima dell’incontro con VestagerCalenda ha parlato di una “competizione non leale” da parte della Slovacchia, accusata di attirare le multinazionali offrendo condizioni di gran vantaggio anche grazie ai Fondi strutturali europei, che teoricamente non potrebbero esser usati per blandire le società. Quattro ore di sciopero, traffico bloccato, lunghe code di auto da Chieri e da Villanova. Così in un tweet il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda rispondendo ad un utente su twitter che gli chiedeva se era sicuro sul fatto che puntando i piedi si sarebbe ottenuto un risultato nella vicenda Embraco. “Si conferma – ha detto Calenda – un atteggiamento di totale irresponsabilità dell’azienda”. Calenda replica attaccando l’azienda: “Le motivazioni che Embraco dà, dimostrano una mancanza di attenzione al valore delle persone e alla responsabilità sociale dell’impresa che raramente mi è capitato di riscontrare – ha detto Calenda -“.

Intanto oggi un lavoratore dell’EmbracoDaniele Simoni, da 25 anni operaio presso Riva di Chieri, si è incatenato ai cancelli della fabbrica. La notizia della rottura ha raggiunto gli operai mentre stavano manifestando davanti allo stabilimento di Riva di Chieri. Nel frattempo attiviamo urgentemente un percorso con Invitalia di reindustrializzazione. Se Embraco non avesse accettato la proposta di cassa integrazione, aveva detto Calenda, il governo l’avrebbe considerata una “dichiarazione di guerra“.

Secondo quanto dichiarato dal Ministro, è stata fatta una proposta a Embraco: “Se tornano indietro siamo disponibili a prenderli in considerazione”.

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