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Enel: prepensionamento senza penalità per i 6mila, i 3mila nuovo col Job Acts

Enel e i sindacati di categoria hanno raggiunto l’accordo per un piano finalizzato al pensionamento anticipato di 6mila unità attualmente in forza allo stesso colosso dell’elettricità e alla controllato “verde” Enel Green Power e all’assunzione di 3mila nuove risorse che saranno inserite in organico attraverso l’apprendistato e gli incentivi previsti dal Job Acts. Queste 3mila unità si andranno ad affiancare alla stabilizzazione di altre centinaia di lavoratori che attualmente prestano servizio per Enel con un contratto a tempo determinato.

Il maxi piano di prepensionamenti è uno dei capisaldi del piano industriale che l’ex monopolista ha recentemente varato. L’obiettivo del business plan è duplice: da un lato, infatti, si punta all’abbattimento dei costi operativi, necessario per riuscire a non far lievitare l’indebitamento, e dall’altro si punta a svecchiare l’azienda.

I sindacati che hanno firmato l’intesa hanno avuto come garanzia dall’azienda la sottoscrizione di una clausola di salvaguardia. In pratica, in virtù della legge esistente sarà l’azienda stessa a farsi carico della spese previste per prepensionamento e allo stesso tempo i 6000 neo pensionati non incorreranno in alcuno degli scogli attualmente previsti della legge e consistenti in una serie di penalizzazioni per il mancato raggiungimento dei requisiti di età anagrafica e età contributiva. L’uscita dal mondo del lavoro delle 6mila risorse, quindi, sarà leggera e non comporterà alcun problema per i diretti interessati.

L’accordo tra il management di Enel e i sindacati, con i rappresentanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che hanno avuto il ruolo di mediatori. sblocca una situazione di attrito che durava già da alcuni anni. Mai prima di questa occasione, Enel aveva dato vita a un piano di pensionamenti di tale portata. La presenza di un debito molto robusto, però, ha messo Enel con le spalle al muro. La nuova Enel, in cui andrà a confluire anche Green Power con conseguente delisting della quotata verde, sarà una realtà completamente diversa anche nel personale.

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