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Bollette della luce più care per colpa dei morosi: cosa devi sapere

Quello che qui si vuole integrare, sempre nelle bollette, sono i debiti generati dai furbetti del quartierino. E questo è inaccettabile”. È quanto si legge in una nota dell’associazione consumatori Codici che commenta la notizia riguardante la consultazione 52/2018 che tocca la parte della bolletta limitata agli oneri generali di sistema previsti per legge. Il  provvedimento è una consultazione pubblica ed è ancora in corso (possono partecipare tutti, anche i singoli cittadini, scadrà il 26 febbraio) e si pone l’obiettivo di spalmare sugli utenti finali le morosità relative agli oneri di sistema lasciate dagli operatori insolventi nei confronti dei distributori di rete.

Si socializzano i debiti ma si privatizzano i profitti

In questo Paese si socializzano i debiti ma si privatizzano i profitti”, sottolinea l’Associazione, che aggiunge come nel caso di chi vince gare pubbliche o rifornisce grandi energivori (o spesso non disalimentabili), che o per la cattiva fede o incapacità, giocano con i soldi, tanto si sa che i debiti verranno spalmati sui consumatori. Stessa cosa vale per i “furbetti del gas” o del dispacciamento, ai quali oggi si aggiungono i “furbetti delle morosità”.

Già in bolletta le morosità degli insolventi, domestici e non

Il grande assist che ci ha dato questa notizia – spiega Codici in nota – seppur male interpretata, è quello di averci dato la possibilità di chiarire o dire a tutti gli italiani che le morosità degli insolventi domestici e non sono già socializzate in bolletta e questo avviene da anni, sia per il gas che per l’energia e di recente anche per l’acqua”.

Oneri di sistema, il 19% della bolletta

Gli oneri di sistema rappresentano il 19% della bolletta e consistono nelle seguenti voci: messa in sicurezza del nucleare, incentivi alle fonti rinnovabili, promozione dell’efficienza energetica, agevolazioni per la rete ferroviaria, sostegno alla ricerca, agevolazioni agli energivori e oneri per il bonus elettrico.

Si  tratta, secondo l’associazione, di “un meccanismo parziale quindi, finalizzato a garantire il gettito degli oneri di sistema da assicurare per legge, che l’Autorità ha strutturato in tal modo per adempiere ad una serie di sentenze della giustizia amministrativa che hanno annullato le precedenti disposizioni dell’Autorità in tema”.

“La regolazione precedente – si legge ancora nella nota – imponeva ai venditori la prestazione di garanzie finanziarie in favore delle imprese distributrici anche a copertura degli oneri generali di sistema. Le pronunce della giustizia amministrativa sostengono che la legge pone in capo esclusivamente ai clienti finali e non alle imprese di vendita, nè ai percettori degli incentivi, gli oneri generali di sistema, con la conseguenza che l’Autorità non avrebbe il potere di imporre il citato sistema di garanzie alle imprese di vendita negando che il rischio di mancato incasso degli oneri generali di sistema da parte sia dei clienti finali sia dei venditori”.

Individuare i morosi del sistema elettrico

Secondo l’associazione se si vuole realmente sapere chi sono i morosi, ovvero quelli che non pagano le bollette che già da anni sono socializzate, dobbiamo fare riferimento al documento ufficiale di ARERA (Autorità). “Secondo il ‘Monitoraggio retail’ indagine annuale pubblicato a novembre 2017, che l’Autorità ha l’obbligo di svolgere, nel 2016 le morosità del sistema elettrico incidevano per ben 6 mld di euro (di morosità totali) su un ammontare di 61 mld di fatturazione complessiva”.

Tra i morosi, prosegue l’Associazione, solo 1,4 mld sono addebitabili ai consumatori domestici, i restanti 4,6 mld si riferiscono a utenti di altri usi e media tensione, principalmente PA, Partite Iva e soggetti diversi dal consumatore domestico.

“Le pronunce della giustizia amministrativa sostengono che la legge pone in capo esclusivamente ai clienti finali e non alle imprese di vendita, nè ai percettori degli incentivi, gli oneri generali di sistema, con la conseguenza che l’Autorità non avrebbe il potere di imporre il citato sistema di garanzie alle imprese di vendita negando che il rischio di mancato incasso degli oneri generali di sistema da parte sia dei clienti finali sia dei venditori”. È quanto si legge in una nota dell’associazione consumatori Codici che commenta la notizia riguardante la deliberazione 52/2018 che tocca la parte della bolletta limitata agli oneri generali di sistema previsti per legge.

Canale Energia – “Quello che qui si vuole integrare, sempre nelle bollette, sono i debiti generati dai furbetti del quartierino”. Il provvedimento è una consultazione pubblica ed è ancora in corso (possono partecipare tutti, anche i singoli cittadini, scadrà il 26 febbraio) e si pone l’obiettivo di spalmare sugli utenti finali le morosità relative agli oneri di sistemalasciate dagli operatori insolventinei confronti dei distributori di rete.

Insomma un massacro di voci da retribuire lautamente che ricalca lo schema delle accise sulla benzina, dove c’è ancora un contributo per la guerra d’Abissinia del 1934. Questa volta la rivolta contro le aziende elettriche capeggiate dall’Enel è guidatata da un famoso oncologo di Verona, noto in passato anche per alcune battaglie alle case farmaceutiche, e non dal singolo consumatore sconosciuto che su Facebook lancia il suo grido di rabbia contro i rincari delle bolletteAiget sostiene da tempo che “La bolletta non può essere caricata di oneri che non hanno a che vedere con la fornitura ma solo con la parafiscalità”.

Secondo l’associazione se si vuole realmente sapere chi sono i morosi, ovvero quelli che non pagano le bollette che già da anni sono socializzate, dobbiamo fare riferimento al documento ufficiale di ARERA (Autorità).

A seguito dell’apertura del mercato, infatti, sono nate centinaia di aziende che acquistano energia dai grandi distributori hei quali anticipano le imposte. Il fenomeno dei mancati pagamenti della bolletta della luce viene così spalmato su tutti i consumatori che, in questo modo, pagheranno il conto di chi evade la corrente.

Le #bollette della luce dei morosi saranno pagate da tutti gli altri utenti.

Come sopra riportato il recupero iniziale di crediti si aggira intorno ai 200 milioni di €, considerando che in Italia ci sono circa 20 milioni di utenze elettriche di tipo domestico e aziendale, la prima trance di recupero si aggirerebbe intorno ai 10€ a famiglia.

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